Cheesecake senza cottura fichi e sciroppo d’acero – il dolce del caldo atroce

Torno al pc dopo mesi di assenza dovuti a due ottime ragioni di distrazione che adesso hanno 5 mesi e quindi oramai son dei vecchietti e la loro anzianità mi consente, di quando in quando ora, di tornare a spignattare e a postare per non dimenticarmi poi le ricette. Per questa non ho un riferimento unico, nel senso che la base di biscotti ho visto che quasi tutti la fanno con una proporzione di 2 a 1 (il peso delle gallette – io ho usato quelle tipo Oro Saiwa a marchio Coop, ma sono persuasa che uno valga l’altro – va dimezzato per ottenere quello del burro) e la crema l’ho un po’ improvvisata: inizialmente pensavo di metterci solo ricotta e formaggio spalmabile, poi mi sembrava poca e ci ho ficcato dentro pure lo yogurt che tanto avevo perché me lo pappo al mattino.

Questa non è la prima torta che faccio a onor del vero: ne ho fatta una a ogni loro complemese, ma erano semplici, mentre questa, benché senza cottura, ha il suo porco perché. Anzi, ne ha diversi. Perché 1) nella base c’è il sale, mentre 2) nella crema ci stanno la vaniglia e lo sciroppo d’acero, che è pure nella salsa di finitura ai 3) goduriosissimi fichi; ‘na roba che se la vedesse il mio nutrizionista, mi costringerebbe a una dieta di sei mesi solo per smaltirne una fetta, ma hahahahah, caro dott., lo sappiamo entrambi che dopo il parto di dieta non se ne parla! E io me ne approfitto biecamente. : )

Il vantaggio impareggiabile di queste torte con la base di biscotti sbriciolati è che obiettivamente adesso accendere il forno sarebbe proprio da masochisti. E invece così si ottiene un bel dessert da golosastri, spesso e fresco, con un retrogusto vanigliato. Beh, ora basta approfittare dei nonni e bando alle ciance!

Per la base – teglia diametro 26 cm:
300 g biscotti tipo gallette
150 g burro
2 pizzichi di sale

Per la crema:
250 g ricotta
250 g formaggio spalmabile tipo Philadelphia
170 g yogurt greco alla vaniglia
1 bacca di vaniglia
50 g latte
3 fogli di colla di pesce
75 g sciroppo d’acero

Per la finitura ai fichi:
500 g fichi
2 fogli di colla di pesce
50 g sciroppo d’acero
1 bacca di vaniglia

Dunque, si parte con la base biscottata che è semplice semplice, rapida rapida: si frullano i biscotti, si scioglie il burro (io 1 minuto e mezzo al microonde), si aggiunge il sale e si amalgama bene il tutto. Col composto si fodera la teglia nella base e nei bordi premendo col dorso di un cucchiaio e si infila in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Nel frattempo si prepara la crema, prima lasciando a bagno la colla di pesce in acqua fredda per almeno 10 minuti, poi lavorando la ricotta con il formaggio spalmabile e lo yogurt, i semi ricavati dalla bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. Quindi si scaldano i due cucchiai di latte (io 30 secondi al microonde), si strizza la gelatina e la si scioglie nel latte che poi si aggiunge al composto formaggioso. Quando la crema è ben amalgamata, la si versa nello stampo e si livella, riponendo in frigo per altri 30 minuti.

Infine, si puliscono i fichi e si fanno cuocere (io 3 minuti al microonde) con i semi di una bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. A cottura ultimata, si frulla la composta con la gelatina ben strizzata e si versa sul composto per l’ultimo strato. A questo punto il dolce è terminato e lo si può consumare dopo un’oretta, però l’ideale è farlo con un giorno di anticipo, così si rassoda bene bene. Io per esempio, l’ho fatto venerdì pomeriggio per sabato a pranzo.

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Asado al vino

Ricetta del marito!

Ingredienti:

4  fette di Asado

4 patate

150 gr champignons

1 scalogno

4 foglie alloro

erba cipollina fresca

250 ml vino rosso

olio evo

sale

pepe

peperoncino in polvere (cayenna)
Procedimento

Tagliare a rondelle lo scalogno e porre a colorare con l’olio in una casseruola larga assieme all’alloro e all’erba cipollita tagliata a pezzi a fuoco minimo.

Dopo circa 30 minuti (comunque non prima sia colorata e gelatinosa), alzare la fiamma e aggiungere le fette di carne, facendole scottare 1 minuto a lato.

Coprire con il vino (non completamente, l’importante è che siano ben immerse) e far iniziare la cottura a fuoco minimo con coperchio.

Nel frattempo preparare i funghi a fettine e avviare la prima cottura alle patate: tagliarle a pezzi grandi (da una patata, circa 6 pezzi) e cuocere (in padella o crisp) fino a dar loro una iniziale rostura. In questo caso, il consorte ha usato la funzione CRISP del microonde e fatto cuocere a tegame caldo 6 minuti.

Controllando che il liquido nella casseruola sia sempre adeguato, lasciare cuocere per circa una 30ina di minuti la carne girandola di tanto in tanto, di modo che sia sempre bene a contatto con il vino; aggiungere quindi funghi e patate, spolverare di pepe nero e un cucchiaio di peperoncino e cuocere ancora 1 ora, sempre coperto e sempre a fiamma minima. In caso di scarsità di liquido integrare ancora un po’ di vino e acqua (metà e metà).

Totani impeperonati in pentola a pressione

Ricetta del maritino.

Ingredienti:

3 peperoni (2 gialli, 1 rosso)

500 g totani

olio evo

mezza cipolla

1 rametto di rosmarino

1 bicchiere di vino bianco

2 foglie di alloro

un mazzetto di erba cipollina

peperoncino

rafano (polvere)
procedimento:

tagliare finemente la cipolla e rosolare assieme all’erba cipollina e all’alloro in olio a fiamma minima per circa 30 minuti in pentola a pressione scoperta.

Intanto, pulire i totani (separando i tentacoli dal corpo) e i peperoni (da tagliare a pezzi).

Dopo i primi 25 minuti, aggiungere i tentacoli tagliati a pezzetti grossolani e lasciare andare a fuoco minimo.

Tagliare i corpi dei totani a metà per il lungo ed eliminare la cartilagine. Aggiungere alla pentola i totani spostando sul fuoco più grande a fiamma viva per 30 secondi, quindi sfumare con il vino abbassando la fiamma.

Aggiungere il rosmarino (avendo spezzato il rametto in più parti).

Rosolare per alcuni minuti a fiamma bassa, insaporire con polvere di rafano e peperoncino (io ho usato il mio habanero, essiccato e polverizzato) e un bicchiere d’acqua.

Chiudere la pentola a pressione e cuocere 15 minuti dal fischio. Aprire, inserire i peperoni e riportare in temperatura per almeno 5 minuti dal fischio. 

Lasciare raffreddare a pentola chiusa, senza sfiatare.


Torta californiana al cioccolato

Cos’avrà di californiano ‘sta torta me lo devono spiegare: forse il quantitativo di grassi dati dal giusto apporto di panna… Onestamente non so. So che la ganache di cioccolato sulla base cioccolatosissima la rende… Cioccolatoserrimissima? Devono inventarlo un vocabolo che esprima la cioccolatosità suprema di questo dolce. Eniuei, tornando a noi: ricetta espunta da qui!

Nota: a me due uova sembravano insufficienti per il mio stampo da crostata ribaltabile (tipo questo, per intenderci: quelli che hanno il solco) che ha diametro 28, per cui ho aumentato a 3, ma a posteriori penso che anche le dosi originarie potessero andare. La prossima volta proverò con 2.

Per l’impasto
3 uova
150 g di zucchero
105 g di burro fuso
150 g di farina 00
65 g di cacao in polvere
1 bicchiere di latte
2 cucchiaini di aceto
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaio di rum

Per la ganache
200 g di cioccolato fondente
200 ml di panna
2 cucchiai di miele

Frutta per decorare (a piacere: banane, lamponi, frutta secca…)

Accendere il forno a 180 °. Per l’impasto: fondere il burro (io uso il microonde) e lasciar raffreddare. Sbattere le uova con lo zucchero, quindi incorporare rum, burro, latte, cacao, farina, bicarbonato e aceto. Versare nella teglia e cuocere 30 minuti. Lasciare raffreddare, quindi capovolgere nel piatto di portata.

Sciogliere il miele con la panna sul fuoco, versare la panna calda sul cioccolato spezzettato (io normalmente lo fondo un po’ col microonde prima di versarsi sopra la panna) e amalgamare con cura. Lasciare raffreddare 10 minuti, quindi versare la ganache nell’incavo della torta.

Lasciare intiepidire e riporre in frigo.

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Anche qui non ho foto della fetta, essendo questa la torta di compleanno del mio nipotino settenne ed esendo quindi sopravvissuta a mala pena ai primi 10 minuti dal taglio durante la festa. Ma senz’altro avrò altre occasioni di immortalarla in quanto anche questa è stata molto apprezzata da tutto il parentado. E poi devo provarla con due uova… ; )

Torta pere e cioccolato Bimby

Esiste cosa più paradisiaca dell’accostamento pere e cioccolato? Si, probabilmente si: tipo lamponi e cioccolato. Anche bianco. Ma va beh, non volevo sminuire: pere e cioccolato è un cult che merita il giusto rispetto.

Ricetta scovata tra le ricette Bimby, ma applicabile anche in assenza del mezzo.

Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:
300 g zucchero
1 bacca vaniglia
5 uova intere
30 g miele
1 pizzico sale
300 g farina 00
1 bustina lievito
50 g olio di semi
100 g cioccolato fondente fuso
1 kg pere
Zucchero a velo di finitura (io non l’ho messo)

Come prima cosa ho acceso il forno e tagliato le pere (le mie erano 4: 3 le ho fatte a tocchi e 1 a fettine). Ho quindi frullato lo zucchero con la bacca di vaniglia. Poi ho inserito la farfalla e montato le uova con lo zucchero aromatizzato, il miele e il pizzico di sale 3 min. a vel. 4.

Ho quindi tolto la farfalla e aggiunto farina e lievito: 1 min. vel. 3. Infine ho inserito olio e cioccolato fuso al microonde: 30  sec. vel. 3.

Ho versato l’impasto nella teglia e distribuito sopra i tocchi di pera che ho poi fatto affondare usando il dorso di un cucchiaio: sopra a decorazione, ho disposto la pera a fette.

Ho infornato a 180 ° e cotto 50 minuti, ma avrei dovuto lasciarla un po’ di più: probabilmente ci stava tutta un’ora di cottura. La parte interna infatti mi si è un po’ afflosciata quando poi si è raffreddata. Di gusto è comunque eccezionale. : )

Le pere a tocchi affondate
Le pere a tocchi affondate
La decorazione prima della cottura
La decorazione prima della cottura
E dopo
E dopo

Non ho potuto immortalare la fetta in quanto questo dolce è finito poi a casa di amici dove mi sembrava poco simpatico dire: fermi tutti! Devo fotografare una fetta! ; )

Però ha avuto un tale successo (meritato, devo dire), che sicuramente la riproporrò più avanti a qualcun altro. Il mondo ha sempre bisogno di pere e cioccolato.

Spada all’aceto balsamico

Ricetta del consorte!
Ingredienti x2:
2 tranci di spada da circa 150/200 g ciascuno
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di olio
3 cucchiai aceto balsamico
1 cucchiaio di nocciole tagliate a coltello
1 ciuffetto prezzemolo

Rosolare l’aglio con l’olio, aggiungere lo spada, irrorare con l’aceto e cuocere fino a coloritura (a spanne, 15 minuti, dipende ovviamente dallo spessore della fetta!).

Finire con le nocciole e il prezzemolo. Noi abbiamo accompagnato con del cavolfiore cotto a vapore.

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Torta nua con crema al latte di riso

Mesi fa, mentre sperimentavo col kefir, lessi da qualche parte (sarà sicuramente su Pinterest) che lo si poteva produrre anche col latte vegetale e decisi in quel momento di acquistare un latte di prova; la mia scelta andò a quello di riso che poi riposi in dispensa, vista la data di scadenza lunghiiiiissima, dimenticandomene istantaneamente.

Poi l’altro giorno apro lo sportello negletto, vedo il latte di riso ed esclamo “Ohibò! Sta per scadere!”*, così l’ho estratto dal suo oblio per usarlo in qualche modo. Inizialmente pensavo semplicemente di berlo al mattino a colazione e usarlo appunto per il kefir. Poi col kefir, la cui prima coltura purtroppo stava tirando le cuoia proprio in quei giorni, ho prodotto una broda orripilante che non ho nemmeno avuto il coraggio di assaggiare ed è finita diretta nello scarico del lavandino. Mentre con il bricco di latte ho provato a colazionare, ma i miei inquilini non hanno gradito la scelta e me l’hanno fatto rendere interamente alla tazza del cesso. Morale: ‘sto latte di riso rischiava proprio di essere un insuccesso su tutta la linea.

L’ha salvato ancora una volta il mio eroe personale, super Pinterest, che mi ha fornito una ricetta di Apprendista Pasticcere (questa) per sfruttarne fino all’ultima goccia e ottenere una cosa che il mio corpo non rifiutasse a livello sistemico.

Per la crema:
1 uovo
60 g di zucchero
500 ml di latte di riso
60 g di amido di mais
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Per l’impasto, invece che usare le dosi di apprendista pasticcere, ho riutilizzato quelle della torta nua che già avevo prodotto con gran successo di pubblico e critica su queste pagine e che qui riporto:

Per la base
200 g zucchero

4 uova

120 g latte

110 g olio di semi di girasole

300 g farina 00

1 bustina lievito per dolci

1 bacca di vaniglia
1 scorza grattugiata limone

a piacere, zucchero a velo per finitura

Chi lo desidera, può sostituire ovviamente il latte vaccino con altro latte vegetale e ottenere una torta a prova di intolleranti al lattosio. : )

Prima di tutto, ho acceso il forno e preparato la crema: io ho schiaffato tutto nel Bimby e cotto 5 min. 90° vel. 4, ma se non si possiede un Bimby, si può fare col microonde o come gli antichi sul fornello, facendo prima scaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa e sbattendo a parte l’uovo con lo zucchero, l’amido e il sale, quindi integrando il latte e rimettendo tutto a cuocere fino ad addensamento.

Ho ricoperto la crema con pellicola e lasciato raffreddare.

Nel frattempo, ho composto l’impasto, sbattendo uova e zucchero e integrando poi latte, olio e farina alternati, chiudendo con aromi e lievito.

Ho versato l’impasto nel tegame, cazzuolato la crema distribuendola un po’ a sentimento e infornando il tutto a 180 ° per 40 minuti. Ho atteso che raffreddasse e quindi spolverato con zucchero a velo.

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‘* Quello che ho esclamato somigliava più a “Schaisse, l’avevo rimosso! E ora? Mapporc…”