Sablé, ma non troppo, alla vaniglia

Questa ricetta VA provata, ma bisogna avere l’accortezza di lasciare lì i biscotti a sedimentare, perché appena sfornati non hanno proprio lo stesso appeal che maturano dopo qualche giorno.

Io che li ho mangiati a ogni stadio (appena sfornati, 5 minuti dopo, altri 5 minuti dopo, la mattina dopo, la sera dopo, dopo pranzo, dopo cena, dopo colazione, davanti al film, dietro la cucina, di fronte al rubinetto e sotto lo sportello), posso garantire che NON vanno mangiati prima di tre giorni. Se no uno si fa l’idea sbagliata di averli cotti male. O di aver sbagliato qualcosa. Invece no: bisogna crederci. Se li si mangia subito dopo averli sfornati, ancora tiepidini, si sente solo lo zucchero. Quando si son raffreddati, sembra di addentare un panetto di burro.

Dopo tre giorni invece esce fuori la vaniglia, che forse sepolta tra burro e zucchero, giustamente a venire a galla fa un bel po’ di fatica, ma ne vale la pena.

Tornando a noi, quindi, ricetta, mutuata dalla Tana del Coniglio:

155 gr di farina 00
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia e/o i semi di una bacca
115 gr di burro
75 gr di zucchero semolato

Io ho lavorato burro e zucchero, quindi unito sale, semini di bacca, estratto di vaniglia e farina. Il composto mi è risultato troppo sbricioloso, per cui alle dosi sopra indicate ho dovuto aggiungere un pochino d’acqua, ma mi è venuta bene per scioglierci dentro il sale, che ho letto da qualche parte in teoria andrebbe sempre aggiunto sciolto in qualche liquido perché se no non si distribuisce bene.

Ciò detto, ho preso il composto, l’ho appallottolato e l’ho dimenticato in frigo un giorno intero. Meno male che mio marito ha aperto il frigo e mi ha chiesto “e questo cos’è?!” e io che già ero pronta a rispondergli sarcasticamente perché pensavo avesse trovato l’acqua calda come al solito, ho sbarrato gli occhi e risposto “parbleu!* i sablé alla vaniglia!”. Lui ha quindi riposto il pallotto incelofanato senza capire troppo.

* No, non ho detto parbleu.

Dall’impasto ho ricavato, smagnuscando un po’ con le mani a 800° (io ce l’ho così naturalmente, non so che farci), una quindicina di pallottole che ho poi cotto a 170° per 20 minuti. Le mie si sono colorite parecchio, cosa che secondo me non dovevano fare, ma amen.

Sablé alla vaniglia in cottura
Sablé alla vaniglia in cottura
Sablé alla vaniglia cotti
Sablé alla vaniglia cotti
Dettaglio dell'interno
Dettaglio dell’interno
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