Pane amarene sciroppate, nocciole e cacao

L’ho visto su Pandipane e ho pensato: dev’essere mio.

Io che adoro il cioccolato.

Il pane.

E potrei uccidere per delle amarene.

Nel mio cervellino è stato sufficiente leggere il titolo per cortocircuitare tutto il resto e iniziare a ripetermi gli ingredienti tra me e me tipo mantra, crogiolandomi al pensiero di quanto dovesse essere prelibato.

Appena giunto il week end, è scattata l’operazione. Venerdì sera ho rinfrescato. Sabato mattina ho avviato il poolish. Domenica mattina cotto. Lunedì mattina (quanto ho dovuto aspettare!!!) degustato. Posso solo dire che è stata lunga, ma ce l’abbiamo fatta. E qualcuno dovrebbe erigere un monumento a Pat PandiPane. Io presto le mie braccia rubate all’agricoltura, in caso, per offrire il mio contributo.

Nonostante il mio grandissimo entusiasmo, mi sono ritrovata con pochissima Iole da dedicare all’impresa e poche amarene sciroppate, per cui ne ho fatto metà dose (che errore da principianti…).

Ecco quindi il mio poolish

10 gr di pasta madre

+ la punta di un cucchiaino di miele

45 gr di manitoba

45 gr di acqua

 

Amalgamato e ottenuto una pappetta bollicinosa che ho poi ripreso nel pomeriggio.

 

Ai miei 100 gr di poolish gassato ho aggiunto:

200 di farina di grano tenero 00 (la 0 non l’avevo più)

un cucchiaio di cacao amaro

60 gr di acqua

75 gr di sciroppo di amarene

75 gr di nocciole

75 gr di amarene

10 gr di olio di semi (io avevo solo quello di girasole, ci sarebbe dovuto andare quello di arachidi)

1 pizzico di sale vanigliato

 

Ho seguito il procedimento indicato in ricetta e impastato prima poolish, sciroppo acqua e farine+cacao, poi aggiungendo il sale e infine l’olio, impastando fino a incordatura. Ho appallottolato e lasciato a riflettere sull’ultimo teorema di Fermat fino a sera.

A sera ho steso l’oggetto a cerchio (in teoria l’idea era quella di fare un quadrato, ma spiegaglielo tu all’impasto di disporsi con dei vertici se parti da una sfera tondissima), cosparso di nocciole e sciroppo e richiuso i lembi formando un pallotto che ho poi accomodato in un cestino di paglia da lievitazione con un canovaccio cosparso di semola. Il mattino successivo, l’oggetto è stato ribaltato su pietra ollare, inciso a croce e cotto per 45 minuti, di cui i primi 20 a 220°.

La pagnottella
La pagnottella
Profilo laterale
Profilo laterale
La sezione
La sezione
La fetta
La fetta

Mai atteso il lunedì mattina con tanta trepidazione…

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