Torta morbida alle amarene sciroppate – la torta dello sbarasso

Vilmente scopiazzata da qui.

Di quelle ricette che le vedi e dici: si. La voglio. Però in casa, albicocche zero. Ed ecco lì che ti viene in soccorso l’avanzo di amarene sciroppate e ci provi: dici “vediamo”. E ora che hai visto, dici “ANCORAAAAAA…!”.

Chioserò con un dettaglio commovente: con questa torta ho conquistato mia suocera. Che è come aver vinto assieme il Pulitzer, la Palma d’Oro a Cannes, il Nobel per la Pace e aver sanato il debito pubblico mondiale.

Per la frolla
110 g di burro
75 g di zucchero
1 tuorlo
190 g di farina 00
30 gr di pasta di limoni

Per il composto superiore
125 g di burro
125 g di zucchero a velo
140 g di uova (nel mio caso 2 uova intere + metà dell’abume avanzato dalla frolla)
70 g di farina 00
70 g di maizena (ma ci andava la fecola di patate)
10 g di lievito per dolci
1 bacca di vaniglia

Per la base
Sbarazzo del frigo: nel mio caso 1 spicchio di mela, 15 amarene sciroppate e 10 ciliegie snocciolate

Come prima cosa, ho acceso il forno. Poi ho prodotto con il Bimby lo zucchero a velo. Avevo dello zucchero semolato in un barattolo con delle stecche di vaniglia vuote, ma ancora profumate e ho usato quello. Turbo, 20 sec.

Poi ho impastato la frolla: zucchero, burro, tuorlo, farina e pasta di limone finché non mi è risultato tutto ben amalgamato in un pallotto che ho riposto in freezer, perché avevo fretta di concludere la torta.

Sono quindi passata all’impasto superiore, lavorando burro e zucchero a velo con i semini della bacca di vaniglia a crema e aggiungendo poi uova, farina, maizena e lievito. Il risultato è stato un composto abbastanza viscoso, fluido, ma compatto.

Ho quindi ripreso la frolla che nel frattempo si era appena appena raffreddata, l’ho stesa nel tegame, presa a forchettate e ricoperta con le amarene sciroppate, lo spicchio di mela a fette distribuite a ventaglio un po’ distanziate e le ciliegie snocciolate tagliate a metà. Ho quindi ricoperto con l’impasto morbido e infornato a quelli che pensavo essere 180° per 30′.
A tre quarti di cottura, guardo il forno e vedo la temperatura settata a 200°. Porca paletta, ecco perché è già così scura la torta! Però ad aprire lo sportello non mi fidavo (sarà leggenda metropolitana o verità quella che mi hanno insegnato relativamente al non aprire lo sportello durante la cottura di un lievitato?), sicché ho lasciato che colorisse molto.

Quello che si è salvato della torta
Quello che si è salvato della torta

Torta morbida dello sbarasso
Tanto poi ho cosparso con due cucchiaini di zucchero a velo e incartato per andare dai suoceri. Dove metà torta è scomparsa. Accompagnata da un cucchiaio di crema alla vaniglia gelato e appena appena tiepida era veramente emozionante.

E soprattutto ora non ho più ravatti in frigo! : )

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