Baumkuchen, la torta a strati

Questa l’ho vista, tanto per cambiare sul blog Trattoria da Martina e mi s’è appannato lo sguardo. Tipo che mi vedevo pure a spellennare con la marmellata di arselline gli infrastrati. Poi la realtà è subentrata, è già stata un’impresa riuscire in un’oretta a produrre questa e comunque il gusto è eccellente così com’è. Certo che con un filino di caramellatura tra un piano e l’altro sarebbe stata proprio la fine del mondo, ma oh. Già sono contenta del risultato. Perché il grill ha fatto di tutto per mandarmi all’aria i piani e anche la carta da forno mi ha scassato discretamente l’anima. Tutta arte che entra però, perché ora penso che potrei rifarne una e impiegarci metà tempo con risultati estetici molto più pregevoli.

Il mio stampo quadrato è 15×15, in più in casa avevo solo tre uova, per cui ho rivisto le quantità degli ingredienti come segue:

75g di farina 00
60g di fecola di patate
120g di burro
120g di zucchero
3 uova
45g di mandorle spellate
un pizzico di lievito e di sale

Ho frullato le mandorle con 15 gr di zucchero e messo da parte. Ho quindi separato i tuorli dagli albumi, montando questi ultimi a neve. Poi ho montato il burro col rimanente etto abbondante di zucchero e integrato uno a uno i tuorli. Quindi ho aggiunto la farina, la fecola, il lievito e il sale, dopodiché ho iniziato a incorporare nel composto le chiare a neve.

Ho rivestito lo stampo con carta da forno (che avrei dovuto tagliare di misura) e spalmato il primo strato di impasto (troppo: probabilmente con un po’ di pazienza sarei riuscita con le due cucchiaiate indicate da Martina) e ho infornato. Il grill s’è spento, non me ne sono accorta e l’impasto è rimasto quasi intonso. Dopo 10 minuti di perplessità ho visto che la resistenza superiore del forno non stava cooperando e ho aperto lo sportello per farla ripartire. Alla fine il mio consiglio è di non chiudere il forno: tanto se una riesce a fare gli strati sottili quel che cuoce è il grill e con lo sportello aperto non si spegne mai. Io invece mi sono incaponita a chiudere lo sportello ogni maledetta volta e quindi ho trascorso mezz’ora a sperimentare con strofinacci inseriti, cucchiai di legno, presine e sistemi empirici vari prima di decidere che potevo serenamente lasciare lo sportello semi-aperto senza perdere in cottura.

Ogni strato andrebbe cotto 3/4 minuti finché non colora in superficie e la torta andrebbe finita con della gelatina e con una copertura di cioccolato. Io ne ho finito alcuni pezzettini con una spennellata di marmellata di arselline.

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