Le Pouding Chômeur – indice glicemico verso l’infinito e oltre!

Ingredienti:
60 ml di olio evo
250g di zucchero semolato
1 uovo
250 ml di latte
400g di farina 00
15g di lievito per dolci

Sale allo sciroppo d’acero qb
Per lo sciroppo:
250ml di sciroppo d’acero
250ml di acqua

250g di zucchero di canna scuro
45g di burro

 

Il “dolce del disoccupato” o Pouding Chômeur nacque durante la Grande Depressione in Québec. Questo spiega come mai al suo interno vi siano 750 gr di zuccheri di varia natura. Si, 750. Ho letto bene. Ecco, ora me ne rendo conto, ho un attacco di diabete. Fermo rimane che il dolce è molto buono (ettecredo!).

La ricetta l’ho espunta da qui (La Baita dei Dolci), un blog che mi ispira molta fiducia e simpatia; il destinatario invece della disoccupazione dolcifera è mia mamma, grande appassionata di sciroppo d’acero da che mio fratello e famiglia gliene hanno portato in dono una bottiglia di ritorno da un viaggio in Canada. Appena ho adocchiato la ricetta, ho pensato: questa  è proprio l’ideale! E così mi son messa all’opera, seguendo passo passo le indicazioni di Vanessa.

 

Prima ho miscelato nella planetaria (Fiammetta per gli amici) olio e zucchero. Quindi ho aggiunto l’uovo e lasciato amalgamare per qualche minuto. Nel frattempo ho mischiato farina e lievito e misurato il latte; ho quindi iniziato a versare un po’ l’una e un po’ l’altro nella ciotola di Fiammetta fino a esaurimento ingredienti. In dispensa avevo del sale allo sciroppo d’acero (il souvenir del Canada che mia cognata e famiglia hanno portato a me sempre dallo stesso viaggio!), per cui ho aggiunto all’impasto la punta di un cucchiaino di questo sale particolare.

Mentre la planetaria sbatteva ancora un po’ il composto, ho portato a bollore lo sciroppo d’acero con l’acqua e aggiunto zucchero di canna e burro. Ho lasciato sciogliere a fuoco dolce. Il tutto ha richiesto pochi minuti. Ho quindi versato l’impasto della torta in una teglia di ceramica imburrata, forse troppo piccina per accogliere tutto il tripudio di glucosio (è un’ellissi, il lato lungo misura 32, quello corto 25). In realtà avevo letto di qualcuno che l’ha cotto nello stampo usa e getta di stagnola, ma temevo che venisse poi un pasticcio e così ho optato per il tegame di ceramica. Dopodiché ho cosparso con la colata di sciroppo caramelloso.

Ho quindi infornato a 160° ventilati per 40 minuti.

 

Quando ho sfornato c’era stata un’esondazione contenuta: in ogni caso il profumo della torta era ottimo!

Ho lasciato a raffreddare nel forno aperto tutta la notte e al mattino ho ribaltato il composto in un contenitore di stagnola (tant’è lo dovevo usare!) per trasportare agevolmente il dolce fino a casa di mia mamma. Sopra, ho lasciato colare tutto lo sciroppo d’acero che era affondato nello stampo in cottura.

Ora che l’ho mangiata, assieme al resto della famiglia, posso solo dire che è grandiosa! Un tripudio di zuccheri, ma comunque notevole.

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