#50 sfumature di lagaccio – la ricetta di Anice&Cannella

Questa la volevo provare. Chi ha la pasta madre e frequenta siti di cucina, conosce a menadito il blog di Adriano e di Paola e sa che sono garanzia di qualità.

Peccato che io debba sempre incasinare tutto e che mi sia messa a provare la ricetta di Paola senza che la mia PM Jole fosse matura. Ma le studi di notte? Mi si chiederà. No, tutta natura e sbadataggine. Si dorme poco, il marito scalpita perché in un momento di confusione pure lui ha fatto il danno e annegato la Jole nel doppio dell’acqua necessaria, facendo un rinfresco con doppia dose quindi di acqua e farina e diluendo i nostri batterini amorevolmente allevati da più di un anno. E vuole verificare che la sua forza sia intatta, che lei sia ancora la fiera lievitatrice di un tempo. Sicché, trascorse tre ore dal rinfresco sciagurato, procedo. Ma lei non è pronta. Avrebbe necessità di altre ore per la maturazione, ma io lo scoprirò solo più tardi, quando troverò che finalmente è gonfiata, è tornata bella alveolata, ma il processo ha richiesto più del doppio delle ore che solitamente impiega a maturare.

Eniuei. Tornando all’impasto, provo a farlo incordare, ma non c’è verso. La massa è un budinetto e anche se la lavoro da venti minuti di compattarsi si vede chiaramente che non ne ha què. Mi arrendo dopo mezz’ora, un po’ perché son stanca, sono le 23 e 30 di una giornata in cui come sempre mi sono alzata alle 5, un po’ perché onestamente sono sfiduciata. Ficco l’impasto nel lievitatore e me ne dimentico fino a sera. A sera lo estraggo dal frigo e me ne dimentico fino al giorno successivo. Penso che questa serie di passaggi abbia aiutato la Jole impastata a maturare perché alla fine quelli che ero quasi sicura sarebbero diventati dei pietraccio, si sono magicamente trasformati in biscotti della salute. Davvero. Non lo credevo possibile. Magie di Anice e Cannella. Questa ricetta la riproverò sicuro perché se mi sono usciti così con la Jole acerba, non oso immaginare cosa sono a lievito madre rinfrescato e maturo.

Ingredienti:

80 gr zucchero+100 gr di acqua+120 gr di lievito madre
55 gr di zucchero+80 gr di acqua
1 cucchiaio di miele
225 gr di manitoba
225 gr di farina 0 per pane
135 gr di burro
8 gr di sale+20 gr acqua
8 gr. di semi di anice

Prima ho sciolto acqua, zucchero e lievito madre.

Poi ho aggiunto altra acqua e zucchero con un cucchiaino di miele, alternando a cucchiaiate delle farine miscelate.

Infine ho inserito il burro a pezzetti, l’ultima acqua col sale e i semi di anice.

L’impasto, come dicevo anche sopra, sembrava non incordare mai e dopo mezz’ora di vani tentativi, l’ho ficcato nel lievitatore in attesa di placare le mie ire. Nel frattempo l’ho messo in frigo, dove ha pernottato. Il giorno successivo, ho estratto la cuffetta dal frigo e l’ho lasciata a temperatura ambiente tutto il giorno. Ho quindi ripreso l’impasto con il gancio, dove si è incordato con un filino più di convinzione (non troppa) e creato i filoncini. Anche i filoncini sono stati a riposare per una giornata, chiusi in forno con una bacinella di acqua calda.

Alla fine, ho cotto come da ricetta a 190° fino a doratura ed estratto i filoncini rigonfi. Quando li ho visti così, mi si è acceso un barlume di speranza. A sera, ho tagliato diagonalmente e biscottato, facendo passare entrambi i lati a 160° per una quindicina di minuti.

Friabili e piacevolmente aniciosi. Li rifarò sicuramente. : )

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