Brioche ricotta e panna

Ma nel ripieno? No, nell’impasto!

Avevo della panna lì che non sapevo bene come usare e così… è nata la brioche più opulenta della storia. Beh, non esageriamo. Avrei potuto sfogliarla! Quindi la brioche più morigeratamente opulenta della storia.

 

Ingredienti:

150 gr pasta madre

150 gr panna

100 gr ricotta

100 gr zucchero

2 uova

200 gr manitoba

200 gr farina 0

1 pizzico di sale vanigliato

½ buccia di limone grattugiata

 

Per la finitura: a piacere, granella di zucchero, spennellate di latte, mandorle a scaglie, granella di pistacchi, miele e qualunque ravatto dolce troviate in credenza

 

Visto il quantitativo di grassi introdotto con la panna, non ho ritenuto necessario aggiungere burro o olio.

Ho sciolto il lievito madre nella panna fredda perché mi sono dimenticata di scaldarla a temperatura ambiente. A quel punto, per fare filotto, ci ho anche schiaffato dentro la ricotta appena uscita dal frigo perché ho pensato “shock termico per shock termico…” e non so se la Jole ne abbia risentito, ma nel prodotto finale non ne ha dato sentore.

Poi ho fatto assorbire lo zucchero, un uovo e 200 gr di farina.

Quindi ho integrato l’altro uovo e gli altri 200 gr di farina.

Infine ho aggiunto sale e buccia di limone.

L’impasto non s’è incordato un granché, ma non mi sono data troppa pena perché avevo una fretta indiavolata. Ho appallottolato, mollato lì a meditare sul tema heideggeriano dell’Esserci e mi sono eclissata per mezza giornata. Al mio rientro l’impasto era bello cicciosetto, non raddoppiato forse, ma gonfio di aria e il profumo mi ha trasmesso una grande voglia di vivere e un ancor più spiccato desiderio di papparmelo. Così ho

  • tirato un paio di sfoglie per produrre un fiore di brioche e una sorta di gubana arrotolata con ripieno di marmellata pere e cacao e la solita granella di biscotti che ho usato per le tombe del mortiramisù a Halloween (e che ora ho finito, alleluja!),
  • tagliato a coltello un cubetto di cioccolato al latte per realizzare una treccina ripiena,
  • arrotolato due grissini per farne una vuota, ricoperta con alcune scaglie di mandorle,
  • ricavato un quadrato in cui ho poi risvoltato i lati in modo da ottenere un rombo il cui interno ho spalmato con miele e granella di pistacchi
  • spalmato di miele anche un altro pallino di impasto steso che ho poi semplicemente arrotolato a mo’ di saccottino.

Prima delle varie finiture, ho spennellato con dell’albume, anche lui in frigo da tempi ormai biblici.

Ho lasciato l’impasto un altro paio di ore (un po’ meno, più vicino all’ora e mezza in realtà) a considerare il decostruzionismo e ho quindi infornato a forno caldo, 180 ° statico, per 25 minuti.

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La produzione briochifera
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La treccina ripiena di cioccolato al latte
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La simil-gubana con ripieno di marmelata di cioccopere e sabbiatura biscottina al cacao
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Il rombo miele e pistacchi
Il fiore di brioche
Il fiore di brioche
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La trecciotta con scaglie di mandorle in superficie
Il bite briochoso
Il bite briochoso
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