Pandoro di pasta madre con il Bimby

Ricetta trovata qui. Un capolavoro!

L’unico difettuccio che le posso riconoscere è che mi sembra che si possa aumentare un po’ lo zucchero. Ciò detto, sembra un pandoro professionale: squisitissimo!!!

Per il lievitino
150 gr di pasta madre rinfrescata il giorno prima
50 gr di farina manitoba
60 grammi di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 tuorlo

Per l’impasto
200 gr di burro fuso
2 tuorli
2 uova intere
120 gr di zucchero
semi di un baccello di vaniglia
scorza di un limone
230 gr manitoba

A piacere: scorzette candite, gocce di cioccolata, uvetta o altra finitura a piacere. Per me: nulla!

Sciogliere la pasta madre con gli ingredienti del lievitino, ovvero l’acqua, lo zucchero, un tuorlo e la manitoba (1 min, 37° vel.3).

Quindi lasciare riposare 3 ore.

Amalgamare poi il resto degli ingredienti dell’impasto (burro fuso, uova, zucchero, zesta, vaniglia e manitoba) 2 min. e 30” vel. 4 e lasciare a lievitare per 8/10 ore. L’impasto deve raggiungere la sommità del boccale. Se lo raggiunge prima, in caso di lievito madre molto performante, non indugiare! Il rischio sovralievitazione è sempre dietro l’angolo.

Quando quindi l’impasto arriva in cima al boccale, dare un colpo di vel. 5 per 30 sec. e trasferire il composto budinoso nello stampo bene imburrato; se desiderato, questo è il momento di farcire l’impasto con le opzionali gocce di cioccolato, uvetta, canditi ecc. Lasciar nuovamente lievitare per 8/10 ore, finché non raggiunge la cime dello stampo. Cuocere 10 min a 200° e i rimanenti 35 a 180°. Coprire con stagnola, se scurisce troppo. Lasciar raffreddare almeno un paio di ore e sfornare.

IMG_5411 IMG_5412 IMG_5415 IMG_5416 IMG_5417 IMG_5420 IMG_5421 IMG_5423 IMG_5426 IMG_5427 IMG_5429IMG_5533

image image

Crostata bananaretti (banana e amaretti) al caffè

Questa appena ho adocchiato quelle simpatiche cunette sulla superficie mi son ripromessa di farla. La ricetta l’ho vista originariamente qui, ma ce n’è per i beati in giro per il web.

Per la frolla
100 gr burro
80 gr zucchero
2 uova
400 gr farina 00
1/2 bustina di lievito vanigliato

Per la farcitura interna
2 caffè
2 banane
amaretti (a occhio direi che sono sufficienti 100 gr)

Impastare la frolla a fior di dita, cercando di scaldare il meno possibile il burro. Creare una pallotta di impasto e lasciare riposare in frigo per un’oretta.

Riprendere quindi l’impasto, dividerlo a metà e stendere la parte inferiore nel tegame. Ricoprire con le fette di banana e con gli amaretti pucciati nel caffè. Chiudere con l’altra metà di impasto steso e cuocere in forno ventilato a 180° fino a doratura (35/40 min).

image1

image4

IMG_0358 IMG_0359

Panini (rigorosamente di pasta madre) al vapore

 

Questa ricetta invece l’ho vista su senzalattesenzauova e più precisamente qui, in versione gluten free. Poiché io non ho problemi di gluten, l’ho fatta pari pari con la mia pasta madre e normalissima farina manitoba.

Il risultato è ottimo e particolare, anche se i panini si conservano meno a lungo del pane cotto in forno. La consistenza rimane lievemente più chewingaiosa, ma la morbidezza è impagabile.

140 gr lievito madre
180 gr acqua
1 cucchiaio di malto
200 gr manitoba
150 gr farina 00
mezzo cucchiaino di sale

Sciogliere la pasta madre nell’acqua con il malto e aggiungere le farine. Impastare per 5/10 minuti, quindi aggiungere il sale.
Appallottolare e far riposare l’impasto fino al raddoppio (per me 7 ore).
Dividere ì’impasto in 6 malloppini da riporre nella vaporiera (nel mio caso nel Varoma del Bimby) e far lievitare nuovamente fino a raddoppio coperti. Cuocere per 20 minuti, quindi lasciare riposare almeno 5/10 minuti nel contenitore del vapore. Io poi li ho estratti e messi ad asciugare a testa in giù.

IMG_0364
Farcito con la marmellata di pere e cacao
IMG_0362
L’interno
IMG_0361
La pagnottina

Tonno all’arancia

 

 

 

 

Spunto preso da qui, poi rivisto senza miele e con cottura al forno.

800 g di filetto di tonno fresco
1 cucchiaio di aceto balsamico
1/2 arancia non trattata
peperoncino
olio extravergine di oliva
sale

Spremere l’arancio, grattugiarne la scorza e porre sul fuoco tre cucchiai di succo con mezza zesta, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 di olio EVO, peperoncino e sale finché i sapori non si sono ben amalgamati, quindi lasciare raffreddare.

Scaldare il forno 180 ° e infilarvi un tegamino con i filetti irrorati di salsina per 10 minuti.

IMG_0356

Squisitissimo!!!

Polpo easy col tappo di sughero

Mai mangiato polpo in vita mia: non solo è il nickname di mio fratello (e quindi mangiarlo mi sarebbe parso un atto di cannibalismo!), ma non mi ha mai attirato. Viscidino, bianchiccio, con quella consistenza un po’ lepega… Bleah. Ma la dieta fa miracoli siore e siori, e visto che di polpo ne posso mangiare anche più che di pesce, eccomi diventata una tra le sue maggiori supporter.

Ora, l’ingrediente segreto di questa ricetta (che chiamarla ricetta è un insulto) è il tappo di sughero che pare abbia delle proprietà paranormali per cui il polpo cuoce il giusto. E rimane tenero. Occhio però a congelarlo prima battendo le mani tre volte e che sia luna calante, se no son sette anni di rogna a trovare parcheggio in corso Sempione. Boh, io non so, riporto la saggezza popolare e i consigli di mio papà che è un uomo di indiscutibile coerenza. Noto ai più per aver cercato di convincere mia madre che lei era schiava del marketing e che sceglieva il supermercato presso cui rifornire la magione famigliare condizionata dagli spot. Non come faceva lui che andava alla Coop, perché “La Coop sei tu, chi può darti di più?”.

Chiuso l’angolo delle rimembranze infantili, veniamo al polpo.

Io l’ho comprato fresco, ma mi è stato immediatamente fatto presente che va congelato. Perché non comprarlo direttamente congelato allora? Perché pare che il polpo congelato che si compra già congelato sia composto al 99% di acqua e quindi una volta cotto rimanga un cucchiaino di materia edibile. Io non so dire se corrisponda al vero: mi pare strano, ma così mi è stato detto. Io comunque dicevo, il polpo l’ho comprato fresco. Era pure una piovra da due chili, per cui 1 kg è stato bollito con il tappo di sughero e una mezza cipolla per 40 minuti, poi pulito e tagliato a tocchetti. L’altro kg è ancora in freezer che aspetta di essere trasformato in carpaccio.

Quel che posso dire a fronte della mia esperienza col sughero è che il polpo è rimasto morbido: se sia stato quello o altro non mi pronuncio. Rimane una roba solo vagamente lepega, e il gusto non è poi così male. Lo ritenterò senz’altro.

Ingredienti:

polpo

cipolla

sughero (tappo)

olio, sale, limone e prezzemolo

IMG_0344

Orata caramellata con patate allo zenzero

Ricetta scopiazzata da “Il Gatto Ghiotto” e più precisamente da qui. Semplice e di grande impatto, è semplicemente commovente nel gusto. Chiaramente molto dipende dalla qualità del pesce che si utilizza, ma penso che anche una ciabatta faccia sciato con quell’intigolino ghiotto che il gatto a sua volta tale ha pubblicato.

Ma veniamo a noi!

Ingredienti

Per la salsina:
1 cucchiaio di miele di acacia
2 cucchiai di salsa di soia
1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di semi di senape gialla
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di zenzero in polvere
olio evo
sale

2 orate

Per le patate:
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di semi di senape neri
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
3 patate pasta gialla
sale

Per prima cosa sbollentare in acqua salata le patate per 10/15 minuti (la cottura dipende dalla dimensione; devono rimanere tenere, ma non essere sfatte. La cottura infatti terminerà in casseruola), quindi pelarle e tagliarle a cubetti.
Scaldare 1 cucchiaio d’olio in un tegamino e soffriggervi i semi di senape, la cipolla, l’aglio e lo zenzero. Unire i cubotti di patate e farle rosolare bene, quindi regolare di sale e peperoncino e lasciare sul fuoco fino a cottura ultimata.

Nel mentre, pulire e sfilettare le orate; accendere intanto il fuoco sotto la piastra che dovrà essere già in temperatura entro pochi minuti.
Quando il filetto è pronto e tamponato, preparare in un padellino una salsa con miele, concentrato di pomodoro, salsa di soia, semi di senape, zenzero e peperoncino. Quando i sapori si sono ben amalgamati, togliere dal fuoco, lasciar raffreddare un pochino e spennellare sui filetti di pesce. Disporre i filetti sulla piastra dalla parte della pelle, girarli velocemente finché non avranno formato una crosticina. Impiattare con le patate.

Squisitissimo e particolare!

La salsina in padella
La salsina in padella
image
Nella foto manca già un pezzo di pesce perché l’odorino che sprigionava appena impiattato era irresistibile. E anche per posare forchetta e coltello per realizzare questa foto ho dovuto impegnarmi al massimo con uno sforzo di volontà supremo ; )…

Spada al forno con mandaranci

2 fette di pesce spada
Pepe quattro stagioni
Paprika dolce
Erbe provenzali
Ortica
Capperi (6)
Vino bianco (1 bicchiere)
2 Mandaranci
Olio EVO

Prezzemolo a piacere

Lavare le fette di spada e porle in una pirofila appena sporcata d’olio (ottimo  un tegame di alluminio che conduce meglio il calore).

Spolverare con pepe, paprika, ortica ed erbe provenzali (4 prese a fetta di ognuno).

Versare un filo d’olio sopra, posizionare i capperi e bagnare prima con il vino, cercando di distribuirlo al meglio e poi con il succo dei Mandaranci spremuti, facendo attenzione acchè non cadano semini e polpa.

Lasciare ad insaporire almeno un’ora, meglio anche più a lungo.

Far scaldare intanto il forno a 180 °C ventilato (personalmente 200 °C impostato a termostato) e porre poi a cuocere appena sotto la metà del forno stesso per 30 minuti (se le fette fossero molto piccole meno) avendo cura ogni 6/7 minuti di bagnare la superficie del pesce con il liquido in cui è immerso per non far seccare troppo la superficie.

A cottura ultimata guarnire con prezzemolo a piacere.

image