# Torte senza! Torta vitaminica arancia e carote con lo sciroppo d’acero

Niente zucchero, niente latte, niente uova: eppure buona!

Non ci credevo finché non l’ho fatta e mi ha trovato entusiasta: vediamo come va sul lungo periodo, ma il giorno dopo la cottura si presenta soffice e gustosa. Il fatto che dentro non ci sia quasi nulla dei classici ingredienti da torta mi aveva attivato l’allarme sòla, ma a posteriori posso mettere a tacere il cicalìo. La ricetta è validissima! L’unica cosa da rivedere è lo stampo, perché il mio da 26 è sovradimensionato per questo quantitativo.

Tratta da qui (dipastaimpasta) e rivista secondo le disponibilità della casa:
50 gr farina di mandorle
*[ingredienti “liquidi”]
– 1 arancia
– 2 mandaranci
– 3 carote
– 20 g di liquore all’amaretto
*[/ingredienti “liquidi”]
370 gr ingredienti liquidi
45 gr olio
160 gr sciroppo d’acero
300 gr farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale vanigliato

Io ho frullato le mandorle nel Bimby per ottenere la farina. Dopodiché ci ho aggiunto la scorza di arancia, l’arancia intera privata della parte bianca e degli eventuali noccioli, due mandaranci pelati al vivo, 3 carote piccole e tre cucchiaiate di liquore. La somma di quanto sopra era di circa 370 gr. Ho rifrullato tutto ottenendo una pappetta arancione a cui ho aggiunto sciroppo d’acero, olio, farina, lievito e sale. Amalgamati gli ingredienti con un’altra frullata energica, ho raccolto l’impasto con la spatola, introiettato in una teglia diametro 26 (ma meglio da 24, mi sa!) e cotto per 35’ a 180° ventilato. Ho fatto comunque la prova stecchino perché l’impasto secondo me ha cotto in meno tempo per la teglia larga, ma teoricamente avrebbe richiesto molti più minuti, da ricetta originale (il cui stampo era effettivamente molto più piccolo!).

Alla prova assaggio, l’aroma è veramente interessante e la morbidezza nulla invidia a esemplari saccarolatticinovifori; al palato di alcuni potrebbe mancare di dolce, problema a cui si può ovviare con una spolverata di zucchero a velo. Io non ne ho sentito l’esigenza, ma a me piacciono i dolci in tutte le declinazioni: poco dolci, molto dolci, stucchevolmente dolci, quasi per nulla dolci… Basta che sian dolci! ; p

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