Millet crispies

Premesso che avevo intenzione di fare una merendina leggera, ma sfiziosa per i miei nipotini, l’altro giorno son passata da Naturasì e ho acquistato del miglio soffiato. E cosa farci? Una roba semplice, ma talmente semplice, che a chiamarla ricetta c’è proprio da vergognarsi, ma alle mie piccole teppe è piaciuta : )

ingredienti:

45 g miglio soffiato

100 g cioccolato bianco

150 g cioccolato al latte

Ho sciolto il cioccolato a bagno maria, aggiunto 20 g di miglio soffiato in quello bianco e 25 in quello al latte. Poi ho prelevato una cucchiaiata di “pastone” e l’ho compressa in uno stampino di silicone a forma di quadratini, pressando bene con il dorso del cucchiaio. Ho poi messo lo stampo fuori dalla finestra (c’erano 2 gradi fuori, per cui era meglio del frigo!). Ho sformato e offerto ai miei piccoli pattinatori su ghiaccio che hanno apprezzato. Anche diversi adulti han pittato!!!

Lo stampino di silicone
Lo stampino di silicone

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Biscopallotti amaranto, riso e cioccolato

S’è capito che l’altro giorno alla Pam mi sono scatenata e ho comprato tutti i cereali che ho trovato?

Perché uno gira per il supermercato un giorno, due, tre e vede sempre ‘ste robe strane e pian piano gli si innestano nel cervellino. Poi viene il giorno in cui scopre Pinterest, si fa una giro sulla giostra dei risultati di ricerca con “Amaranto” e da lì a poco vola al supermercato a comprare una borsa di quel colore… E il cereale antico, nutriente, proteico ecc. ecc. Si, figo, ma buono? Mah, dai… Vale un po’ il discorso della quinoa: non si meriterà 12 € al kg, ma cattivo non è. E se fa tutto quello che promette è già un ottimo risultato.

L’unica menata è che per farne questi biscotti, l’amaranto va scoppiato come i pop corn e ciò allunga un po’ i tempi di realizzazione. E nel mio caso causa anche l’abbrustolimento combinato di cereale e ditine. Però il risultato è curioso, un biscotto un po’ fumé, un po’ démisalé, graziosamente sémisférique e tutto sommato godibile, per una colazione così sana che farebbe rinsavire Joe Carroll.

Ricetta arrubata dal sito del Colazionista (un nome splendido!) e più precisamente da qui, rivista sulla base delle disponibilità di casa:

110 g riso (turbofrullato col Bimby per ottenere la farina)

50 g amaranto

50 g farina di mandorle

60 g zucchero di canna

30 g olio di semi

40 g acqua di fiori di arancio

1 cucchiaino lievito per dolci

30 g gocce di cioccolato

 

Ho messo un pentolino dal fondo spesso sul fuoco senza olio o altro e versato un cucchiaio di amaranto alla volta per farlo scoppiettare. Io l’ho fatto andare per pochi secondi, una ventina circa in tutto, ma forse avrei potuto osare di più; fatto sta che dopo aver carbonizzato la prima cucchiaiata, ho cercato di essere più conservativa. Trasferito il pop-amaranto in una coppetta di ceramica, ho continuato a cucchiaiate fino a esaurimento cereale. Quando ho terminato la cottura, ho lasciato raffreddare brevemente e quindi ho frullato il riso a vel. Turbo per 10 sec. Ho aggiunto gli altri ingredienti e impastato a vel. 5 per 30 sec. Ottenuto un composto abbastanza compatto, ho appallottolato, fasciato nella pellicola e trasferito in frigo per mezz’ora.

Dall’impasto, ho poi prelevato delle noci di composto che ho lavorato tra le mani per ottenere tante palline, allineate a buona distanza tra loro sulla teglia, per una passata in forno di circa 15 minuti a 160°.

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Stelline alle farine che non ti aspetti: miglio, quinoa e segale

Questa ricetta di Giorgia Lagosti l’ho dovuta modificare un po’ in corsa, ma come sempre è colpa mia che non ho prestato attenzione a quel che facevo. La ricetta prevedeva nocciole tritate, mentre io le ho tritate tanto che ho ottenuto il burro. Quindi invece che assorbire liquidi, hanno aggiunto umidità all’impasto; il succo di arancia poi l’avrei dovuto versare a filo fino a raggiungimento consistenza desiderata, ma me ne sono accorta solo dopo averlo versato tutto. A quel punto l’impasto era molto morbido (più da muffin che da biscotti) e l’ho dovuto riequilibrare aggiungendo altra farina. In mancanza di idee più brillanti, ho optato per quella di segale, che tutto sommato non ha causato danni.

100 g miglio (ridotto a farina con 10 sec. di turboBimby)

100 g quinoa (ridotta a farina con 10 sec. di turboBimby)

100 g fecola di patate

125 g farina di segale

1 uovo

60 g zucchero di canna

80 g succo d’arancia (1 arancia media)

50 g olio EVO

50 g burro di nocciole

30 g semi di lino

1 scorza di limone

1 bustina di lievito

1 pizzico sale

 

Io come prima cosa ho frullato i cereali per ottenere la farina. Poi ho frullato le nocciole per la granella, ma come già accennato sono andata un po’ oltre e ho ottenuto il burro di nocciole. Di conseguenza ho buttato a caso nel Bimby tutti gli altri ingredienti e impastato a vel. 6. Quando ho visto che il composto era da muffin, ho versato la farina di segale per far rapprendere. Ce ne poteva stare qualcosa di meno, ma nel complesso ho ottenuto una pallottona compatta che ho trasferito nella pellicola e successivamente in frigo.

Dopo mezz’ora, l’ho ripresa, stesa, coppata con una formina a stella e ho infornato a 160° per 10 minuti. Mi son dimenticata che la ricetta originale prevedeva l’aggiunta di gocce di cioccolato e che io, in mancanza di queste, volevo inserire dei mirtilli secchi che avevo lì e che ci sarebbero stati proprio bene. Peccato appunto, essersene dimenticati. Evvabbè. Son buoni lo stesso, secondo me; visto che non sono molto dolci, l’ideale è accoppiarli con un filo di miele e mangiarli come se fossero dei baci di dama a due a due. Con questo penso di aver chiarito perché mio marito mi dice spesso che son senza dio.

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Couscous thumbprint

Questi come li ho visti, ho capito che facevano per me e per tre. Impossibile mangiarne solo uno: sono una bomba. Sarà la consistenza un po’ chewy, sarà l’aspetto particolare e insieme famigliare dato dal connubio couscous/farina di mandorle. Mi son piaciuti tanterrimo e non vedo l’ora di rifarli, magari con una variante albumica (riprendendo un po’ la ricetta dei petit-fours che hanno accompagnato la mia infanzia) e con una esotica più spinta con il cocco. Che a me piace solo fresco, ma qui secondo me una combo cocco/lime è da standing ovation.

Nell’attesa di ripropormeli, ecco la mia prima versione, vista e piaciuta qui su Status Mamma di Giallo Zafferano che ne sa sempre una più del berbero.

100 g cous cous integrale

100 g farina di mandorle

160 g farina integrale

100 g zucchero di canna

85 g olio semi

1 scorza di limone

1 pizzico sale

1 cucchiaino lievito

2 cucchiai di tè

Farcitura a piacere (marmellata, frutta secca, gocce di cioccolato ecc.)

 

Mescolo prima le farine con sale, zucchero, lievito e scorza, quindi amalgamo con l’olio. Nell’originale l’olio era un po’ di più, io ho sostituito con due cucchiaiate di tè freddo, un po’ perché ce l’avevo lì, un po’ perché mi sembrava che 100 g fosse davvero tanto. Quando ho raggiunto una consistenza sbriciolosa mi son fermata e ho bagnato le mani. Ho prelevato dal composto delle noci di impasto che ho compattato e allineato in teglia schiacciando su ognuna il dito per creare un incavo dove andare poi a posizionare quello che mi intrigava (io ne ho fatti alcuni con la marmellata di pere, alcuni con gocce di cioccolato bianco, alcuni con i mirtilli secchi rinvenuti nell’acqua tiepida che mi ero dimenticata di mettere nei biscotti di miglio&quinoa e alcuni con fichi secchi a pezzi).

Ho poi infornato a 180° per 15 minuti; risultato: croccante fuori e tenero dentro. La seconda infornata l’ho lasciata 10 minuti a 160° e il risultato è un biscotto meno croccante e più morbidino. Entrambi promossissimi. La prossima volta oso anche di più con il sale.

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Quinotto monoporzione

Preso spunto dalla ricetta reperita qui, sul blog Gelsolight di Giallo Zafferano.

Mio marito aveva del sugo di pesce da investire per cui si è fatto il suo primo. Io era un po’ che puntavo curiosa il pacchettino di quinoa chiedendomi se valesse il costo, onestamente inaspettato, di 12 € al kg. E la risposta è “mmmh”. Rumino nel dubbio perché dal punto di vista nutrizionale è una figata esagerata, ma come gusto non ha a mio avviso aromi caratteristici che possano determinarne un innamoramento (vogliamo parlare del riso Basmati o del Venere? Ecco, quelli sì che sprigionano un profumo paradisiaco!). Non lo introdurrei nella mia dieta giornaliera; però una volta ogni tot, un po’ per cambiare, un po’ per il profilo alimentare molto salutare, può essere una scelta interessante.

Tornando quindi al mio primo, ingredienti!

10 g cipollotto affettato (1/2 cipollotto piccolo)

1 cucchiaio di olio EVO

10 g carota (1/4 carota piccola)

50 g zucchini (1 piccino)

¼ costa di sedano (a me non piace troppo per cui l’ho messa senza tagliarla e poi l’ho eliminata a fine cottura)

50 g quinoa

100 g acqua

1 cucchiaino di curcuma

1 cucchiaino dado vegetale Bimby

60 g fagiolane

2 pomodori secchi

1 cucchiaino di prezzemolo

Scorza di ¼ limone

Peperoncino

 

Ho soffritto il cipollotto nell’olio e poi aggiunto le verdure tagliate a julienne (tranne il sedano). Ho poi integrato la quinoa sciacquata sotto acqua corrente dentro un colino (se no col mio colapasta va tutta nel lavandino!) e aggiunto acqua, dado e curcuma. Ho portato a bollore e poi coperto, lasciando cuocere per 10 minuti, come indicato nella confezione di quinoa. Infine ho spento, integrato gli ultimi ingredienti (peperoncino, prezzemolo, scorza di limone, fagiolane e pomodori secchi tagliati a tocchetti) e lasciato nel wok per 5 minuti. Impiattato e servito.

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Mousse avocioccado monoporzione Bimby (ma anche no)

Questa l’ho adocchiata giorni fa su Pinterest e ho deciso che DOVEVO provarla. Peccato che le dosi fossero in cups, il procedimento che mi intrigava di più prevedesse il latte di mandorle (che non ho e non avevo stamane il tempo di produrre) e che quindi alla fin fine io sia andata quasi completamente a tentoni nel realizzarla. A seguito di plurimi assaggi però penso di aver trovato la quadra: ne avrò conferma stasera quando sottoporrò il dolcetto a quell’antivegan del mio consorte.

Nell’attesa, lascio le mie impressioni a caldo. L’avocado si sente, ma non troppo. Non è vero, nel caso di questa ricetta che è come se non ci fosse, ma è senz’altro vero che si sente un retrogusto molto remoto e non fastidioso. È come se da qualche parte, nel fondo di questa preparazione cioccolatosa, qualcuno avesse infilato un cucchiaio di zucca. Per me non ci stroppia. Se poi aggiungiamo che a parte l’avocado, la cioccolata e lo sciroppo d’acero, non c’è molto altro… Mi sembra che sia un ottimo risultato.

[edit del post-cena] il marito ha trangugiato con complimenti. Tra un po’ mi diventerà paleocrudista.

Per una coppetta di mousse:

55 g cioccolato fondente

Semi di 1 bacca di vaniglia

1 avocado (200 g)

1 pizzico sale vanigliato

40 g sciroppo d’acero (così non viene dolcissima)

15 g cacao

Ho frullato il cioccolato a vel. 8 per 10 secondi col Bimby, sciogliendolo poi 3 min. a 50° vel. 3. Ho aggiunto i semini di vaniglia e riscaldato altri 3 min. a 50° vel. 3. Ho quindi inserito nel boccale sciroppo d’acero, avocado tagliato a pezzi, cacao e il pizzico di sale, frullando a vel. 6 in più riprese, fino a ottenere un composto omogeneo (un solo avocado nel boccale del Bimby ci naviga un po’: con una dose doppia secondo me si ottiene miglior risultato in metà tempo!).

 

Senza Bimby

Il procedimento senza Bimby si può serenamente iniziare al microonde: io di solito spezzetto la cioccolata in una coppetta di ceramica, la infilo a massima potenza per 30 sec. e lascio nel micro spento per 2 minuti. Poi apro, verifico la consistenza girando il composto con un cucchiaino e ripeto finché il cioccolato non è ben sciolto. A cioccolato sciolto, integro i semini di vaniglia e do un’altra energica girata. Frullo quindi l’avocado con un frullatore a immersione e amalgamo con cioccolato, sciroppo d’acero, pizzico di sale e cacao. Ritrasferisco nella stessa coppetta della cioccolata sciolta.

L’ideale secondo me sarebbe incoppettare (che sarebbe “impiattare” nella coppetta) con la sac à poche che rende sempre tutto più figo, ma chi ha il tempo alle 8 del mattino? Io no. Eccola quindi un po’ bruttina, ma pur sempre cioccolatosa! : )

Il cioccolato frullato e sciolto
Il cioccolato frullato e sciolto
L'avocado pronto per il frullatore
L’avocado pronto per il frullatore
La mousse finita
La mousse finita
E nella coppetta
E nella coppetta

Vegmuffin integrali con semi di chia e bacche di Goji

Questi DOVEVO provarli. Con mio marito che appena sente la parola “vegano”, anche solo sussurrata, gli viene l’orticaria. Che ha passato due ore di discesa dal Lago di Cignana lo scorso anno a cercare di convincermi che il veganesimo è pure inapplicabile su larga scala. Che quando mi sono commossa davanti ai coniglietti che allevava sua nonna per poi cibarsene, mi ha guardato sconcertato. Ecco. A quest’uomo non potevo che dire con orgoglio, di fronte al suo commento “Buoni! Cosa c’è dentro?”, “Niente: sono VEGANI!”. E poi prorompere in una risata diabolica.

La ricetta l’ho presa da vegolosi e precisamente da qui e come sempre l’ho rielaborata sulla base delle mie disponibilità:

Per 9 muffin (stampini di stagnola):

150 g di farina tipo 0
150 g di farina integrale
60 g di sciroppo di acero
60 g zucchero di canna
120 g di olio di arachidi
tè q.b.
1 pizzico di sale
20 g di semi di chia
1 bustina di lievito in polvere
60 g di bacche di Goji
80 g di mirtilli rossi essiccati

Io ho messo nel Bimby tutto, tranne bacche e mirtilli rossi e ho azionato a vel. 5/6, versando tè finché l’impasto non m’è parso sufficientemente morbido. Ho quindi aggiunto la frutta, amalgamato e versato negli stampini.

Ho cotto a forno caldo (180°) per i primi 15 minuti, poi abbassando a 160° perché mi sembrava che i muffin stessero bruciando. Dopo altri 5 minuti mi sembravano ben cotti, ma non mi son fidata: alla fine i 30 minuti previsti dalla ricetta originale probabilmente ci volevano tutti. Nel dubbio avrei probabilmente fatto bene, prima di sfornare, a fare la prova stecchino.

Ottimi e leggeri, vanno giù che è una meraviglia. : )

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