Stelline alle farine che non ti aspetti: miglio, quinoa e segale

Questa ricetta di Giorgia Lagosti l’ho dovuta modificare un po’ in corsa, ma come sempre è colpa mia che non ho prestato attenzione a quel che facevo. La ricetta prevedeva nocciole tritate, mentre io le ho tritate tanto che ho ottenuto il burro. Quindi invece che assorbire liquidi, hanno aggiunto umidità all’impasto; il succo di arancia poi l’avrei dovuto versare a filo fino a raggiungimento consistenza desiderata, ma me ne sono accorta solo dopo averlo versato tutto. A quel punto l’impasto era molto morbido (più da muffin che da biscotti) e l’ho dovuto riequilibrare aggiungendo altra farina. In mancanza di idee più brillanti, ho optato per quella di segale, che tutto sommato non ha causato danni.

100 g miglio (ridotto a farina con 10 sec. di turboBimby)

100 g quinoa (ridotta a farina con 10 sec. di turboBimby)

100 g fecola di patate

125 g farina di segale

1 uovo

60 g zucchero di canna

80 g succo d’arancia (1 arancia media)

50 g olio EVO

50 g burro di nocciole

30 g semi di lino

1 scorza di limone

1 bustina di lievito

1 pizzico sale

 

Io come prima cosa ho frullato i cereali per ottenere la farina. Poi ho frullato le nocciole per la granella, ma come già accennato sono andata un po’ oltre e ho ottenuto il burro di nocciole. Di conseguenza ho buttato a caso nel Bimby tutti gli altri ingredienti e impastato a vel. 6. Quando ho visto che il composto era da muffin, ho versato la farina di segale per far rapprendere. Ce ne poteva stare qualcosa di meno, ma nel complesso ho ottenuto una pallottona compatta che ho trasferito nella pellicola e successivamente in frigo.

Dopo mezz’ora, l’ho ripresa, stesa, coppata con una formina a stella e ho infornato a 160° per 10 minuti. Mi son dimenticata che la ricetta originale prevedeva l’aggiunta di gocce di cioccolato e che io, in mancanza di queste, volevo inserire dei mirtilli secchi che avevo lì e che ci sarebbero stati proprio bene. Peccato appunto, essersene dimenticati. Evvabbè. Son buoni lo stesso, secondo me; visto che non sono molto dolci, l’ideale è accoppiarli con un filo di miele e mangiarli come se fossero dei baci di dama a due a due. Con questo penso di aver chiarito perché mio marito mi dice spesso che son senza dio.

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