Pane alla zucca cruda

Un po’ perché son sempre di corsa, un po’ perché son sbadata, prendo fischi per fiaschi leggendo le ricette e questo è uno dei casi fortuiti in cui la mia dabbenaggine non crea danni consistenti (una fortuna che ho spesso, visto che quasi ogni ricetta del blog nasce attraverso analoghe esperienze… ^_^’).

In questo caso la ricetta originale l’avevo adocchiata qui, su profumo di cannella. Peccato che la zucca andasse cotta. Io ho letto purea di zucca e mi son lasciata trasportare dall’entusiasmo di non dovermela menare con cottura, raffreddamento, frullo ecc… Il risultato è comunque gradevole, per cui, tutto sommato è andata bene così. : )

100 g lievito madre
130 g acqua
1 cucchiaino di malto (o miele)
200 g zucca frullata
200 g semola di grano duro
200 g manitoba
8 g di sale
3 cucchiai olio EVO

Ho frullato la zucca e sciolto la pasta madre con questa purea, acqua e malto. Ho quindi impastato con rimacinata di semola di grano duro, manitoba, 2 cucchiai d’olio e sale. Ho appallottolato e lasciato riposare un’ora, prima di riprendere l’impasto con un giro di pieghe. Dopodiché ho riappallottolato, coperto con della pellicola e infilato in frigo per 16 ore. Al mattino successivo, ho estratto l’impasto e atteso un’ora e mezza prima di lavorarlo brevemente sulla spianatoia infarinata, spennellarlo con un pochino di olio e legarlo con lo spago come da foto.

Ho coperto con pellicola e lasciato riposare un’altra oretta (troppo poco, avrei dovuto pazientare ancora un pochino!), per poi infornare a forno caldo statico su 180° per 30 minuti. A cottura ultimata ho capovolto e lasciato raffreddare. Il pane è morbissimo e umidino.

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Panini alla ricotta Bimby

Purtroppo questi panini mi sono sovralievitati e la cosa mi fa turbogirare l’anima perché me li immaginavo squisiti. Mi son fatta prendere dall’ansia da prestazione e temendo che non crescessero, ho infilato nel lievitatore in forno spento, ma con lucina accesa per 12 ore: quando son rientrata il danno era fatto. Di gusto comunque non son male, però con la giusta lievitazione penso che sarebbero stati proprio una cannonata. Riproverò! Nell’attesa, mi riporto la ricetta, reperita su profumodilievito.net e più precisamente da qui. Rispetto all’originale, ho dimezzato le dosi o quasi perché non avevo tutta la pasta madre richiesta. E un’altra modifica che avevo apportato era stata rimuovere lo zafferano, perché dovevo servirli a un pranzo cui partecipava una nota rompiscatole che non lo apprezza. Però nella ricetta lo lascio perché 1) ci sta sicuramente divinamente e 2) a me piace da matti!!!

170 gr pasta madre
140 gr latte
170 g ricotta
1 cucchiaino di malto (o miele, o zucchero)
320 gr farina 0
13 gr olio EVO
10 gr sale
1/2 bustina zafferano

Sciogliere la pasta madre nel latte 1 min. 37° vel. 3 e aggiungere la ricotta e il malto. Impastare poi con farina, olio e zafferano e da ultimo inserire il sale, 2 min. vel. spiga. Appallottolare e lasciare a riposare un’oretta. Riprendere quindi l’impasto con un giro di pieghe e mettere a lievitare appallottolato fino al raddoppio (occhio che a non esagerare come me!!).

Dividere l’impasto in pallottine (le mie erano da circa 1 etto ciascuna), spolverare con semola di grano duro e allineare su una teglia a ri-lievitare fino al raddoppio. Praticare eventuali tagli e cuocere quindi a forno caldo e statico con temperatura 220° per 30 minuti.

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Pane con farina di grano saraceno

L’altro giorno ho aperto lo sportello delle farine e trovato un pacchetto di grano saraceno che sembrava molto ben chiuso, ma aperto da tempo immemore (considerato che non mi ricordo cos’ho mangiato a colazione, “immemore” è un quantitativo di tempo che va da 5 minuti fa a 36 anni, ma tant’è…). Ho allora colto l’occasione per sbarazzarmene con questo pane rustico con una sorta di prefermento.

Ingredienti:
170 g pasta madre
125 g acqua
140 g farina di grano saraceno
160 g farina integrale (macinata a pietra, nel mio caso Petra 9)
1 cucchiaio olio EVO
2 pizzichi sale

Ho sciolto la pasta madre in 85 g d’acqua e lasciato un’ora nella planetaria. Ho quindi aggiunto 40 g di acqua, olio e farine e a impasto incordato il sale. Ho appallottolato, coperto e lasciato a lievitare per 8 ore. Ho quindi ripreso l’impasto, sgonfiato, riappallottato e coperto di semola. Dopo un riposo di un’oretta, ho infornato a 200° per 45 minuti.

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Torta di rose con crema al limone

Ricetta espunta dall’Ostrichetta Pasticciona (ma che nome carinooooo) e più precisamente da qui, per una teglia da 25 cm di diametro.

Come al solito, ho voluto complicarmi la vita e invece che fare la crema pasticcera con 4 tuorli come da ricetta originale, ne ho fatta una con due uova intere. Peccato che ovviamente sia rimasta molto più liquida e di conseguenza mi sia colata prevalentemente fuori dal rotolo e abbia pertanto dovuto sacrificarmi sorbendola con la cannuccia dalla madia inondata. Al netto della mia capacità di sfidare le leggi della logica per incasinarmi la vita, la ricetta è ottima, la torta pure e nonostante il mio apporto entropico è stata anche un successone in termini di consumo perché è finita praticamente la sera stessa in cui l’ho portata. Da riproporre sicuramente!

Per la crema:
1/2 l latte
4 tuorli 2 uova
60 g di farina
120 g di zucchero
1 buccia di limone

Io ho schiaffato tutto nel Bimby 7 min. 90° vel. 4, ma chiaramente si può cuocere nel pentolino, avendo cura di sbattere prima un po’ le uova con lo zucchero per amalgamare ben gli ingredienti e poi colare il latte a filo con la farina per far uscire meno grumi, mescolando sul fuoco finché non rapprende. A cottura ultimata, in un caso e nell’altro, coprire con pellicola e lasciar raffreddare. Con queste dosi la crema, ribadisco, rimane più liquida, rendendo poi difficile il passaggio nel rotolo. Consiglio quindi due cose, se non si vogliono buttare/archiviare gli albumi: aumentare la farina (magari aggiungendo amido di mais o fecola di patate per una texture un po’ più setosa) e, appena tiepida, infilare la crema nel frigo. Penso che in questo modo sia più gestibile l’operazione di Shpalmo.

Nel frattempo, per l’impasto:
180 g di lievito madre
200 ml latte
1 uovo
200 g manitoba
300 g farina 0
60 g olio di semi
90 g di zucchero
1 pizzico di sale vanigliato
1 buccia di limone

Sciogliere il lievito madre con il latte e aggiungere uovo, farine e zucchero. Integrare olio, buccia di limone e pizzico di sale, portando l’impasto a incordatura. Impallottare e mettere a lievitare per almeno 5 ore (io una nottata).

Riprendere l’impasto stendendolo in un rettangolo, spalmarvi la crema, arrotolare e tagliare in tronchetti di 3/4 cm di altezza, disponendoli in verticale nella teglia (foderata cn carta da forno) e chiudendo il culetto in fondo, sicché di crema ne esca il meno possibile. Coprire con un foglio di cellophane e lasciare nuovamente a lievitare al riparo da correnti (il forno spento è sempre il luogo ideale) fino al raddoppio. Nel mio caso, dalla mattina alla sera.

Quando le rose sono belle rigonfie, estrarre dal forno, versare un pochino di crema sulle rose e infornare a 200° statico per 40 minuti. Io ho coperto fin da subito con un foglio di carta stagnola perché temevo che la crema si sbruciacchiasse e diventasse poi amara.

La crema che mi è avanzata, l’ho invasettata e portata assieme alla torta per un rinforzino di condimento… Ed è misteriosamente scomparsa!

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Crema di albumi Bimby

Ricetta arrubata qui, da paperblog!

500 gr latte
125 gr zucchero aromatizzato con vaniglia e anice*
60 gr maizena
150 gr albumi (5)

 

Io ho ficcato tutto nel Bimby e cotto 8 min. vel. 3 a 90°.

Però si può anche cuocere a bagnomaria, senza Bimby.

Il risultato è un budinetto un po’ pallido, ma molto buono.

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‘* lo zucchero aromatizzato l’ho ottenuto lasciando in un barattolo di vetro alcune bacche di vaniglia raschiate e alcuni semi di anice per un mesetto, dopodiché frullando tutto nel Bimby a turbo.

Lactation cookies avena, bacche, semi di lino e cioccolato bianco

No, niente cicogna in arrivo per me, ma per due amiche si e allora, ecco un bel biscotto galattogeno che si mangia pure volentieri senza esigenze “allattatorie” (un giorno questa parola inventata avrà successo come petaloso).

Originale espunto qui da How Sweet it is. Ho diminuito le dosi di zucchero sensibilmente e secondo me questa dose con la mia farcitura va bene.

270 g fiocchi avena
190 g farina 00
3 cucchiai di semi di lino tritati
14 g lievito di birra
60 g burro
50 g olio semi
200 g zucchero di canna
1 uovo + 1 tuorlo
vaniglia
cannella
1 pizzico sale
1/2 cucchiaino di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato
30 g gocce di cioccolato bianco
2 cucchiai bacche di Goji e mirtilli rossi

Per prima cosa, ho frullato i semi di lino e acceso il forno a 180°. Ho poi lavorato burro, olio e zucchero, aggiungendo in seguito uova, lievito di birra e spezie. Ho quindi integrato con gli ingredienti secchi (farina, semi di lino tritati, fiocchi di avena, sale, spezie e agenti lievitanti) fino a ottenere un composto omogeneo. Ho ancora impastato brevemente per distribuire cioccolato e bacche e iniziato ad appallottolare tra le mani delle noci di impasto da 35/40 g ciascuna, allineando le sfere cicciotte sulla teglia. Ho quindi infornato ventilato per 12 minuti.

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Le pallottine allineate sulla leccarda, pronte per il forno
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Le pallottine cotte
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Dettaglio della pallottina cotta
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L’interno del biscotto appena sfornato
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Il cuore del biscotto trascorse alcune ore dalla cottura

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FraicheBananaJole Bread con tè, datteri, sciroppo d’acero e semi di chia

Ricetta improvvisata su ispirazione tratta da Gocce D(‘)aria e più precisamente da qui per dar fondo ad alcuni rimasugli di produzione che vegetavano in frigo.
140 g pasta madre
150 g acqua con infuso di tè
80 g banana (1)
90 g panna acida
1 cucchiaio semi di chia
1 bacca di vaniglia (semi)
500 g farina tipo 1
30 g farina tipo 2
1 cucchiaio sciroppo d’acero
1 cucchiaio olio di semi
1 pizzico sale
75 g datteri a pezzetti

Finitura: acqua, riso soffiato

Ho sciolto la pasta madre nel tè freddo e poi aggiunto un frullato di banana e panna acida. Ho quindi integrato la vaniglia, i semi di chia, lo sciroppo d’acero e pian piano aggiunto le farine. Da ultimo ho incorporato l’olio, il sale e i datteri a pezzetti.

Ho appallottolato l’impasto e chiuso a lievitare fino al raddoppio. Ho quindi ripreso l’impasto, l’ho steso a salsicciotto e posizionato in uno stampo da plumcake. L’ho spennellato con acqua, cosparso di riso soffiato e rimesso in forno spento a meditare sul raddoppio. Quando la meditazione ha dato i suoi frutti, ho infornato e cotto a 170°  per circa 45 minuti.

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