Anelli di Giove lavanda e confettura di lamponi – nel mio caso Anelli di Maciste

Questi li ho intravisti su Pinterest e mi son dovuta fiondare sul mio secchio raccogli bava, prima di colare sul tablet (lo tengo sempre a portata perché non è da escludersi che in bacheca mi si manifesti Jensen Ackles o Benedict Cumberbatch e allora l’esondazione è assicurata).

A vederli lì, cioccolatosi e con quell’aspetto di scioglievolezza lussuriosa, mi si è inspiegabilmente impresso nella mente il pensiero che fossero anche alla mia portata. La solita stolta!

Il mio problema è stato la morbidezza dell’impasto: praticamente un blocco di cemento a presa rapida. Son riuscita a farlo uscire dalla sac à poche (vera stavolta: quella usa e getta l’avrei scoppiata mentre la riempivo) solo con una tale varietà di bestemmie che sembrava il campionato tosco-emiliano dell’imprecazione. E sarei arrivata prima di lungo!

Dopo essermi spremuta i bicipiti con la forza erculea conferitami dall’odio per me stessa e le mie idee del gatto, ho scaldato talmente tanto l’impasto che gli ultimi riccioletti si son sparati sulla teglia quasi da soli. Il problema è che a quel punto avevo le mani imburratissime e quindi avevo quasi sicuramente alterato la composizione dell’impasto. Evvabbè, direte: ma dopo tutta la fatica che ho fatto sinceramente il giramento di palle se il risultato non fosse stato degno avrebbe raggiunto Giove, Plutone, l’ultima galassia in fondo a destra e avrebbe fatto ritorno ancora carico come un calcio rotante di Chuck Norris.

Invece no: il risultato è stato del tutto appagante. Ma proprio tanto. Tanto che se ci ripenso mi dico che tutto sommato un po’ di tonificazione alle braccia ci può stare : )

Mi son conigliata, ammetto, l’ultimo passaggio cioccolatoso e non ho ricoperto i dischetti.

E non ho usato la marmellata di arance perché nel mio indice di gradimento l’accoppiata lampone/cioccolato è proprio imbattibile.

Però a parte queste piccole modifiche, mi son cimentata con quello che a posteriori posso definire gaudio&soddisfazione negli Anelli di Giove di Iginio e Debora Massari, la cui ricetta originale trovasi qui.

 

Ingredienti:

250 g burro

120 g zucchero a velo lavanda e vaniglia*

70 g albumi

300 g farina 00

45 g cacao

2 cucchiai di confettura di lamponi

Cioccolato fondente per la copertura

 

‘* il mio zucchero aromatizzato alla lavanda e vaniglia è semplice zucchero semolato, imbarattolato con i semi di una stecca di vaniglia e un cucchiaio di fiori di lavanda per tre mesi circa. Dopodiché ho frullato tutto vel. Turbo con il Bimby, ottenendo questo zucchero a velo aromatizzato.

 

Ho lavorato il burro con lo zucchero aromatizzato, aggiunto gli albumi, la farina, il cacao e infilato nella tasca, spremendo una teglia di “mapporc…” e una di “sai che c’è? metto nella sparabiscotti che è meglio”.

Cotto a 170° con forno a fessura per 10/15 minuti (quelli con la sparabiscotti li ho cotti un po’ di più perché il quantitativo di impasto era maggiore).

Ho atteso che raffreddassero e unito due a due gli anelli con un velo di confettura ai lamponi.

Poi mi son stufata e me li sono mangiati così, duri e puri. Anzi morbidi e profondamente intrisi di blasfemia, ma deliziosi.

Lasciano il palato cioccolatosissimo. Glom!

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