Orata all’orientale

Ricetta arrubata alla Coop. Nel senso che era su un volantino di quelli che ti rifilano quando compri il pesce. E per una volta era intrigante!

Ingredienti x2:
2 orate piccole
1 tocchetto di zenzero
1 cipollotto
2/3 cucchiai di salsa di soia
Scorza di limone grattugiata

Procedimentamento:
Sfilettare le orate e disporle in una teglia ricoperta con della carta stagnola (abbondante, da poter rimboccare sui lati per richiudere, stile cartoccio). Ricoprire con salsa di soia, cipollotto affettato, zenzero a pezzetti e una spolverata di scorza di limone a finire. Infornare a forno caldo e cuocere a 180° statico per 20 minuti circa.

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Biscottini al cocco

Ricetta adocchiata su Pinterest, non riesco a ritrovare dove. Poi comunque rivista e modificata perché il post it dove mi ero segnata le dosi era sbiadito e ho pure letto male (la solita casinista, I know).

2 albumi (70 g circa)
130 g farina di cocco
120 zucchero
1/2 buccia di limone grattugiata
2 cucchiai (10/15 g) latte
1/2 bicchiere di limoncello

Mescolare tutti gli ingredienti e porre in un pentolino a fuoco dolce fino a ottenere una pasta più o meno compatta.
Prelevarne delle noci, disporre sulla leccarda creando una puntina in cima (volendo si può usare la sparabiscotti o una sac a poche per un risultato esteticamente più pregevole) e cuocere a 170° per 20 minuti.

La miscela degli ingredienti nel pentolino
La miscela degli ingredienti nel pentolino

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I biscottini crudi allineati sulla leccarda
I biscottini crudi allineati sulla leccarda

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Pane (poco) dolce macadamia, bacche di Goji malto e cioccolato bianco

Ricetta estrapolata da diversamentelatte e più precisamente da qui. Dio, quanto son buone le noci macadamia.

125 g pasta madre
150 ml latte (+ 2 cucchiai per spennellare)
85 g malto
3 cucchiai olio EVO
2 bacche di vaniglia (semi)
1 cucchiaino cardamomo
100 g farina farro
100 g farina arifa
70 g farina di blé
50 g manitoba

1 pizzico sale
50 g macadamia
50 g cioccolato bianco
20 g bacche di Goji

Sciogliere la pasta madre nel latte con il malto e aggiungere a pioggia le farine e l’olio. Impastare per qualche minuto e aggiungere spezie e sale. Continuare a impastare finché il composto non risulta liscio e omogeneo. Se necessario, aggiungere un goccino di tè raffreddato al composto per aiutare l’incordatura. Frullare a parte noci, cioccolato e bacche e incorporare all’impasto.
Riporre in una ciotola a lievitare per un’oretta circa, quindi riprendere, dare un giro di pieghe e sistemare nella teglia da plumcake.
Attendere il raddoppio, spennellare con il latte e infornare a 180 ° forno caldo statico per circa 30 minuti. Nella parte più bassa del forno, accomodare una teglia con un dito di acqua dentro in modo che in cottura si sviluppi una buona umidità. A 10 minuti dalla fine della cottura, rimuovere la teglia con l’eventuale acqua residua e terminare la cottura con lo sportello del forno lievemente aperto.

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Miglioquinotto alle rose

Ingredienti x2
1 cucchiaio olio EVO
1 cipolla piccola
120 g miglio
60 g quinoa
1 rosa rosa non trattata
1 cucchiaino di dado vegetale
1 bicchiere di vino bianco
Noce moscata

Lavare i petali di rosa avendo cura di rimuovere eventuali animaletti. Asciugare e tenere da parte. Sciacquare bene sotto l’acqua fredda il miglio. Soffriggere cipolla e olio e aggiungervi il miglio ben scolato. Sfumare con il vino. Coprire con acqua, sciogliervi il dado e lasciar cuocere per il tempo indicato nella confezione (nel mio caso 30 minuti), meno 10 minuti (il tempo di cottura della quinoa, anche questo da verificare sulla confezione). Se nel frattempo l’acqua si fosse assorbita quasi del tutto, integrarne ancora un bicchiere, che sarà necessario per la seconda parte di cottura.

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Tritare grossolanamente nel frattempo i petali di rosa (io ne ho tenuti da parte alcuni per guarnizione) e iniziare a metterne una metà con la quinoa (precedentemente sciacquata a sua volta) nella casseruola. Rimestare, attendere 5 minuti e inserire l’altra parte. Rimestare, attendere 5 minuti e spegnere. Coprire e lasciare 5 minuti a riposare.
Servire guarnito di petali di rosa e con una grattata di noce moscata.

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Nota: utilizzare rose molto profumate. Il mio aveva solo un vaghissimo sentore di rosa.

Mishui (insalata fredda di peperoni con tonno)

Ricetta di casa, arrubata alla mia bff.

Ingredienti x 6:
3 peperoni gialli
3 peperoni rossi
4 cipolle
320 g tonno in scatola
olive a piacere
capperi a piacere
1 barattolo di giardiniera medio
1 presa origano secco
pomodori a piacere

Pulire e tagliare a falde i peperoni disponendoli su una leccarda (protetta con carta stagnola o da forno) con la pelle rivolta verso l’esterno assieme alle cipolle tagliate a metà e infornare a 180° per una quindicina di minuti. Se la pelle non fosse gonfiata, dare ancora 2 minuti di grill, prestando attenzione a non farli abbrustolire troppo e ruotando eventualmente il tegame per far arrostire in modo più o meno omogeneo tutte le fettine. Sfornare e lasciar intiepidire o raffreddare onde evitare di perdere le impronte digitali.
Liberare i peperoni dalla pelle e raccoglierli in uno scolapasta lasciandoli ad asciugare per almeno mezz’oretta. Tagliare poi a strisce e raccogliere in una zuppiera dove andremo a inserire la giardiniera e le cipolle tritate, il tonno scolato, olive e capperi a piacere (per me un pugnetto dell’uno e dell’altro). A piacere, si potrà completare la mishui con pomodorini o cipolle sott’aceto.
Condire con una generosa manciata di origano, olio e, se piace, aceto.
Girare per amalgamare bene il contenuto e riporre in frigo due giorni, prima di consumare. Più sta lì e meglio è. Beh, magari un anno no. Ma tanto, guardiamoci in faccia, di solito non vede l’alba del giorno dopo…

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Torta quattro strati: frolla, crema con pere, crema di riso e copertura di goduria cioccolatosa

Codesta preparazione, mutuata da questo luogo di perdizione dove penso che mi perderò a cercare altre mille mila ricette che sarò poi incapace di eseguire ^_^’, mi ha richiesto due ore di vita. Lacrime, sangue e sudore, oltre a una concentrazione veramente paranormale per evitare di incasinarmi tra un passaggio e l’altro. Del risultato finale sono soddisfatta? Si e no. Si perché la torta è molto buona, sa di cioccolato. No perché la torta sa di cioccolato. E io dopo aver speso due ore a preparare la frolla con la zesta di limone appena raccolto dal giardino, la crema 1 con l’aromino di arancia, la crema 2 con la bacca di vaniglia, la dadolata di frutta al rum e infine la ganache al cioccolato, pretendo che la torta sia un tripudio di suoni, luci e colori, che addentandola ci si senta contemporaneamente sulle montagne russe, a un concerto e in preda a un trascinante orgasmo papillogustativo, non che sappia di cioccolata. Se era per addentare un cubotto fondente mi risparmiavo due ore di spignattamenti.

Quindi bocciata? Ma assolutamente no! E’ ottima! Solo “a caldo” mi appaga meno di quel che avrei ipotizzato mentre curavo strato per strato la composizione. Rimane una torta squisita e molto adatta a chi, come me, gode ad addentare le torte a strati. Peraltro fredda da frigo mi pare si senta di più la nota fruttata sotto.

Ancora una piccola nota: in teoria ho letto nei commenti alla ricetta che la composizione sarebbe dovuta avvenire in una teglia da 24-26 cm di diametro. Io ho usato le rettangolari di stagnola e me ne sono uscite 3 da 25×15 e 1 da 15×10.

Ingredienti
X la frolla
250 g burro
250 g zucchero
Zesta di limone
2 uova
1 pizzico di sale
500 g farina
1 cucchiaino lievito per dolci

X la crema di riso
750 ml latte
250 riso
1 bacca di vaniglia
2 cucchiai miele
50 g burro

X la crema all’uovo
80 g zucchero
2 tuorli
500 ml latte
50 g maizena
X la frutta
500 g circa di frutta tagliata a cubetti (per me 2 pere e 1 mela)
10 g burro
Rum
30 g gocce di arancia (cosa sono? Io ho usato 1/3 fialetta di aroma all’arancia)

X la ganache al cioccolato
200 ml panna
200 g cioccolato fondente
1 cucchiaino di miele
60 g burro

Sbianchire (?) il riso facendolo cuocere 1 minuto in acqua bollente e poi sciacquandolo bene sotto acqua fredda.

Mettere il latte sul fuoco e farvi cuocere il riso ben scolato per circa mezz’ora con una bacca di vaniglia. A cottura, spegnere e lasciare intiepidire.

Nel frattempo, impastare gli ingredienti della frolla e appallottolare, mettendo a riposare in frigo fino all’utilizzo.

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Tagliare la frutta a dadini e far cuocere in un padellino con poco burro per una decina di minuti, quindi sfiammare con del rum. Lasciar raffreddare.

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Preparare la crema leggera sbattendo tuorli e zucchero, poi integrando la maizena facendo attenzione a non formare grumi e quindi il latte ponendo a fuoco dolce fino a che non si è rappresa (io ho schiaffato tutto nel Bimby e cotto come la crema del libro base a 90° per 7 minuti vel. 4). Incorporare ¾ della crema al risolatte e aggiungere invece alla parte rimanente la frutta e le gocce di arancia.

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Stendere la pasta frolla, bucherellare il fondo, ricoprire con la crema leggera e pere e poi con quella al riso.

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Cuocere il tutto 30 minuti  a 180 °, sfornare e lasciar raffreddare.

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Sciogliere infine a fuoco bassissimo il cioccolato con panna, miele e burro e ricoprire uniformemente la torta con la ganache ottenuta.

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Lasciar intiepidire e servire. Conservare in frigo (se avanza).

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Dorayancakes – la colazione dei champions

Complice il fatto che un mio collega tempo fa si è comprato la piastra da pancakes e ora spesso sforna crepes, frittelline, pancakes e chi più ne ha più ne metta, mi sono ingolosita. E visto che sono rinomata per la mia capacità di mangiare abbacchio ripieno, peperoni fritti e impepata di cozze al mattino, un giorno mi son decisa e con la complicità delle collaudate ricette di Giallozafferano, mi son lanciata nel fantastico mondo della colazione all’americana.

Ovviamente non potevo accontentarmi di una pila di pancakes inframezzati di semplice sciroppo d’acero. Eh no. Quasi tutto quello che avevo in casa, l’ho usato come farcitura. E così ho prodotto dei dorayaki/pancakes, sovrapposti a due a due con un goloso ripieno a scelta tra: cioccolato bianco e bacche di Goji, cioccolato fondente e banana, marmellata di lamponi e sciroppo d’acero e cannella.

Ingredienti:
2 uova
20 g zucchero
125 g farina
200 g latte
1 cucchiaino lievito
25 g burro fuso

Per la farcia
3 cucchiai di gocce di cioccolato bianco
1 cucchiaio bacche di Goji
40 g cioccolato findente
1 banana
3 cucchiai sciroppo d’acero
1 spolverata di cannella
2 cucchiai marmellata di lamponi

Buoni a dir poco, rapidi che non fai in tempo a dire “perdincibacco, che bontà”. Io non ho separato tuorli e albumi: ho fiondato tutto nel Bimby, frullato senza tanti riguardi e cotto nel padellino antiaderente giusto il tempo di farli dorare. Tranne uno che purtroppo, ehm… La natura ha chiamato al momento sbagliato. Ma non potevo non rispondere!

Comunque: ho prodotto in totale 8 pancakes che ho sovrapposto a due a due, farcendo ciascuno come sopra descritto. Da ripetere, appena si abbassa un po’ il colesterolo.

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