Crostata con ricotta e acqua di fiori d’arancio

Quale modo più degno di utilizzare le ultime arance dell’orto, se non assieme a una ricotta in scadenza!? ; )

Ricetta vista sul Blog di Vale Cucina e Fantasia e più precisamente qui.

Per la frolla, ho usato la solita ricetta del libro base Bimby che non tradisce, mentre per il ripieno ho sfruttato le indicazioni di Vale, ritarandole sul mio tegame che era più piccino (quindi dimezzandole):

Per la frolla:
300 g farina
100 g zucchero
130 g burro
1 uovo
1 scorza di limone grattugiata

Per il ripieno:
1 uovo
200 g zucchero
250 g ricotta
1 scorza di arancio grattugiata
1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio
1 pizzico di sale

Per la copertura: zucchero a velo (se gradito, io ho omesso)

Ho impastato la frolla con il Bimby inserendo tutti gli ingredienti a vel. 6 per 30 secondi. Ho quindi appallottolato e riposto in frigo.

Nel frattempo, ho acceso il forno a 170° e preparato il ripieno frullando le uova con lo zucchero e aggiungendovi la ricotta, l’acqua di fiori di arancio e il pizzico di sale. Secondo me ci sarebbero state molto bene delle gocce di cioccolato, che mi ero anche premuniat di lasciare a portata intanto che cucinavo, ma poiché stordita, mi son poi dimenticata di mettercele.

Ho quindi rivestito una teglia con la frolla, bucherellato il fondo e colato sopra il ripieno alla ricotta, infornando per circa 50′.

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Torta morbida con curd all’arancia

Ero in montagna, sola* e sconsolata, causa marito assente a divertirsi sulle piste e causa ormai prossima fine delle ferie, quando all’improvviso mi son ricordata che il giorno successivo sarei andata alla festa di mio nipote e avevo tutta una giornata davanti per sfruttare adeguatamente la scarsa attrezzatura montana. Potevo forse presentarmi a mani vuote?! Giammai.

Mio nipote tuttavia soffre di uno strano disturbo che lo rende indifferente, se non avverso al cioccolato fondente (tutto il contrario del fratello, strano a dirsi!), per cui ho dovuto inventare qualcosa che sfruttasse altri aromi. Fortuna che avevo ancora qualche arancio dell’orto suoceresco che mi è caduto a fagiuolo. Certo, cioccolato e arancia sarebbe stata una figata pazzesca, ma… Pazienza. Magari un giorno troveranno una cura.

Per realizzare la torta, mi sono ricordata della tre-strati che già avevo provato a suo tempo dal sito di La Cuoca Dentro, arrangiandola per i miei scopi agrumeschi sostituendo la marmellata di albicocche con un curd all’arancia espunto dal sempre valido Misya e utilizzando, per l’involucro frolloso, la collaudata ricetta Bimby, da applicare per una volta, senza Bimby.

‘* cioè sola adesso non lo sono mai, aspettando due marmocchi, ma per intendersi

Quindi, per venire agli ingredienti (per una teglia alluminio usa e getta da 28 cm):

Per la base:
300 g di farina
2 uova
100 g di zucchero
100 g di burro
1 scorza di arancia grattugiata

Per l’orange curd:
succo di 2 arance e scorza di 1 (l’altro l’avevo messo nella frolla…)
100 g di zucchero
2 uova
50 g di burro

Per il composto morbido**:
125 g burro
125 g zucchero a velo
2 uova
60 g farina 00
60 g fecola di patate
1 scorza di arancia
1 bustina di lievito

Zucchero a velo per guarnire

** Per una teglia di queste dimensioni, avrei dovuto farne di più: purtroppo non avevo ingredienti a sufficienza, ma se qualcuno volesse cimentarsi, consiglio di aumentare la dose del 50% e usare un tegame con i bordi alti.

Procedimento:
Per prima cosa ho fatto la frolla, impastando a manina farina, burro, zucchero e uova con la scorza di arancia grattugiata. Ho appallottolato e messo in frigo intanto che cuocevo il

Curd all’arancia: ho spremuto le arance e le ho messe con lo zucchero, le uova sbattute e la zesta a bagnomaria, finché il composto non si è rappreso. Per finire, ho quindi integrato il burro a tocchetti e lasciato raffreddare. Non serve mettere la pellicola a contatto, in quanto il curd, che non contiene latte, non fa pellicina.

Ho ripreso la frolla e l’ho stesa, usando una bottiglia di vetro come mattarello, nel tegame di alluminio usa e getta, forellando il fondo con i rebbi di una forchetta.

Da ultimo, ho  lavorato burro e zucchero del composto morbido, aggiungendo poi gradualmente le uova, la farina, la fecola, altra scorza di arancia e la bustina di lievito.

Per assemblare, ho quindi versato nel tegame contenente la frolla stesa e bucherellata, prima il curd, poi il composto morbido e ho infornato il tutto a 180° per 40 minuti. Sarebbero forse dovuti essere un pochino di più, ma il risultato è stato comunque soddisfacente.

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Panbrioche al kefir

Quanto è diffuso l’annoso problema dello smaltimento del kefir? Tanto quanto quello dell’esubero di pasta madre, penso. Perché dovendolo fare tutti i giorni, o uno non cambia mai colazione e quindi è potenzialmente un serial killer, oppure si inventa un ripiego per farne qualcosa prima di essere assalito dalla fortissima tentazione di farlo volare fuori dalla finestra.

Fortunatamente il numero di foodblogger supera quello dei serial killer*, per cui si trovano facilmente on line risorse per investire quantitativi anche significativi di kefir e, unendo l’utile al dilettevole, pure di pasta madre. Un connubio che, lasciatemi dire, risulta davvero invitantissimo per ricchezza e morbidezza e fa passare ogni velleità di sbarazzarsi dei grani.

‘* Penso, spero.

Ricetta vista qui, su creando si impara.

Ingredienti (per una teglia da 28 cm, mi pare):
150 g pasta madre
600 g farina 0
300 g kefir
2 uova
50 g burro
100 g zucchero
1 scorza di limone
1 pizzico di sale

A fine cottura: 3 cucchiai di zucchero e due d’acqua

In teoria avrei dovuto lavorare il burro con lo zucchero e separatamente impastare kefir, pasta madre e farina.
Di fatto, il procedimento che ho seguito è quello che utilizzo abitualmente con il pan brioche, per cui ho sciolto la pasta madre nel kefir, integrato la farina e lo zucchero frullato con la buccia di limone, quindi le uova (inserendole una alla volta), il burro a tocchetti (inserendone poco per volta) e chiudendo col tocco di classe che è il pizzico di sale. L’impasto era morbido, ma sodo, per cui ho appallottolato e riposto mezza giornata a riposare.
Ho poi ripreso l’impasto, creato 7 pallotte che ho riposto nel tegame a rilievitare, coperte con del cellophane, per un’oretta. Nel frattempo, ho acceso il forno a 180° statico.
Ho quindi infornato per circa 30 minuti.
Appena sfornato, ho spennellato con lo sciroppino a freddo in cui avevo sciolto lo zucchero vanigliato fatto in casa (questo per spiegare come mai sembra che il mio pan brioche sia coperto di fuliggine).

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Lemon tart

Il “problema” di Pinterest è che in bacheca mica ti appaiono solo cose italiane che hanno il loro chiaro sistema di riferimento metrico-decimale… Anzi: facilmente quando si materializzano dolci porcosi che una persona intimamente golosa non vede l’ora di realizzare, sono ricette statunitensi o russe che pesano in cups, once, stick. Che uno dice: e vabbè, fai la conversione una volta e poi funziona sempre uguale, no? No. Perché una cup di burro (226,8 g) non ha lo stesso peso di una cup di farina (125 g). Mannaggia a loro. Grazie all’Internet, ci sono un sacco di motori di conversione (tipo Traditional Oven, per citarne uno) che fanno il lavoro sporco e aiutano a tradurre da tazze e altre misure esoteriche nei cari vecchi grammi per poter realizzare dolci porcosi internazionali.

Nasce così questa Lemon tart, pintereggiata e a quel punto avidamente desiderata, dal blog Tasteandtell e più precisamente da qui.

(Tradotta in grammi, usando una teglia da 26 cm)
Per la crosta:
70 g zucchero a velo
250 g farina 00
170 g burro

Per il ripieno limonoso:
4 uova
300 g zucchero
1 buccia di limone
1 buccia di arancia
75 g burro sciolto
245 g succo di limone (per me troppo: ne avevo solo 170 g e a mio gusto sono sufficienti)

Per guarnire: zucchero a velo

Ho acceso il forno a 170° ventilato.
Poi, ho frullato lo zucchero con una bacca di vaniglia secca che avevo lì, ma non è fondamentale: l’importante è che sia zucchero a velo. L’ho lavorato nel Bimby a vel. 6 con la farina e il burro tagliato a tocchetti per 30 sec. Tempo di ottenere una massa abbastanza sbriciolosa che ho calato nella teglia di alluminio, rivestita con carta da forno, e appiattito con le mani per ottenere uno strato più o meno omogeneo e, spingi qui, sciacca là, un bordino. Ho riposto il tegame in frigo intanto che mi dedicavo al ripieno. Ho spremuto 3 limoni e grattugiato le scorze che ho infilato nel Bimby con lo zucchero e le uova a vel. 6 per 40 sec. Intanto, scioglievo al microonde il burro.
Quindi, altro giro altro regalo del succo di limone con il burro, dopodiché ho versato il ripieno nella crosta estratta dal frigo e infornato per 30 minuti circa. Ce ne poteva stare forse qualcuno di più.
Ho spolverato con zucchero a velo e degustato tiepida: notevolmente limonosa!

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Torta di zucca integrale marmorizzata al microonde

Questa nell’originale doveva essere tinta unita, ma io non ho resistito a far fuori un mini avanzo di cacao che mi occupava inultimente la mensola da qualche settimana.

Ricetta recuperata qui, su ABCallenamento. Vorrei tranquillizare la mia audience, che il sito non lo frequento abitualmente: ci son finita sopra cercando la ricetta. Al massimo ora posso allenarmi le mascelle a masticare.

Per uno stampo da 28 cm*:
200 g zucchero
1 buccia di arancia
300 g zucca
4 uova
200 g farina integrale
50 g olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio cacao amaro
zucchero a velo per guarnire

Se avete lo stampo crisp più piccolo però proverei quello, così rimane un po’ più alta.

Io per prima cosa ho pelato l’arancia e frullato lo zucchero con la buccia. Poi ho tolto dal Bimby e ci ho frullato dentro la zucca (ho barato: siccome non avevo 300 g di zucca ci ho ficcato dentro anche qualche carota) e frullato. Ho quindi cotto a 100° per 15′ (deve appoltigliarsi) e lasciato raffreddare.

Dopodiché, ho rimesso zucchero e uova e frullato 30 sec. vel. 6. Poi ho aggiunto olio e farina e infine il lievito. Ho quindi versato parte dell’impasto nella teglia crisp da microonde rifasciata con carta da forno e aggiunto a quella rimasta nel Bimby il cacao (ne avessi avuto di più ce n’avrei buttato ancora un po’, per un effetto cromatico più spiccato).

Ho quindi versato il secondo impasto sul primo e creato delle spirali col cucchiaio.

Ho infine cotto 15 minuti crisp e, a raffreddamento avvenuto, spolverato con un po’ di zucchero a velo (facoltativo, ma raccomandato).

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Carbonada

Questa me la sono sparata a tema, mentre ero in Valle d’Aosta. Del resto con la carne di lì è più semplice ottenere dei buoni risultati…

Per la ricetta ho guardato un po’ qui e là, poi ho interpretato questa dell’agriturismo l’Arc en Ciel, che a sentimento mi pareva la migliore. E il risultato non mi ha deluso!

Ingredienti x4 persone:
50 g burro
3 cipolle
2 foglie di alloro
3 chiodi di garofano
2 pizzichi di cannella (io l’ho omessa)
8 hg polpa di manzo (io non avevo carne a sufficienza, allora ho buttato dentro anche una salsiccia, ma in teoria non ci va)
2 cucchiai di farina
brodo di carne (facoltativo, io non l’ho messo)
vino rosso
sale, pepe q.b.

Il procedimento prevedrebbe che prima si rosoli la carne, tagliata a dadini e infarinata, nel burro e poi si metta da parte per soffriggere nello stesso contenitore, la cipolla. Io il passaggio l’ho saltato e non mi pare che il sapore finale ne abbia risentito.

Per cui, ho messo burro, cipolla e sapori a soffriggere, ho aggiunto la carne rosolandola bene su tutti i lati e coperto col vino rosso.

Ho fatto quindi cuocere per 2 ore e mezza e servito ben calda con una montagna di polenta.

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Simil-Gubana con impasto allo yogurt

Mio fratello un giorno parlando mi chiede di fargli la gubana, assaggiata in vacanza e mai più dimenticata. E io quando mi chiedono di mettere in uso la pasta madre non mi tiro mai indietro.

Così ho cercato una ricetta che mi convincesse e ovviamente quando ho visto che c’era su quella garanzia del blog Profumo di Lievito, già sapevo dove sarei andata a parare. Unico problema: avevo del kefir da impiegare a tutti i costi. Allora ho tenuto il ripieno della ricetta di Profumo di Lievito e l’ho applicato a un impasto di yogurt (che ho sostituito col mio kefir) espunta da Cappuccino e Cornetto, e più precisamente qui.

Eccomi così all’opera in una ricetta al solito ibrida e un po’ inventata, ma basata su due garanzie!

Per l’impasto al kefir
100 g di latte
semi di 1 bacca di vaniglia
125 g di kefir
120 g di pasta madre rinfrescata
50 g di zucchero
60 gr di burro
450 gr di farina 0
2 uova
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
220 g uvetta
90 g rum
80 g mandorle
80 g noce
50g nocciole
30 g pinoli
100 g zucchero
1 cucchiaio miele
1 buccia di arancia grattuggiata
1 buccia di limone grattugiata
40 g burro
1 uovo
120 g di biscotti secchi
50 g arancia candita
50 g cioccolato fondente

Per decorare:
latte
uovo
codette colorate o zuccherini

Procedimento
Scaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa e lasciare raffreddare.
Nella planetaria impastare la farina, la pasta madre spezzettata, il kefir e lo zucchero con la foglia. Aggiungere quindi anche il latte e il sale. Unire le uova una per volta, e quando la consistenza diventa più soda, sostituire con il gancio per incordare. Aggiungere da ultimo il burro morbido in più riprese. L’impasto è molto morbido: va tolto con un leccapentola dalla planetaria e lavorato su spianatoia infarinata, quindi lasciaot a lievitare in recipiente chiuso fino al raddoppio (per me circa 8 ore, ma dipende dalla prestanza della pasta madre e dalla temperatura in cucina).

Nel frattempo, preparare il ripieno: lasciare in ammollo l’uvetta nel rum una mezz’oretta, quindi frullare la frutta secca, poi aggiungere mano a mano il resto degli ingredienti, compresa l’uvetta scolata, sempre frullando. Io ho usato il Bimby che mi ha consentito di ottenere un bell’impasto collosetto e fine.

A prima lievitazione conclusa, stendere l’impasto, distribuire il ripieno, arrotolare diagonalmente (come viene mostrato nelle foto del blog Profumo di Lievito o in questo video) e acchiocciolare il filone ottenuto su se stesso. Lasciare lievitare nuovamente fino a raddoppio (altre 6 ore circa, per me; in realtà io volevo che i sapori si fondessero bene, per cui ho riposto la chiocciola in frigo mezza giornata e poi l’ho fatta lievitare durante la notte).
Prima di infornare, spennellare con latte e/o uova e distribuire gli zuccherini. Cuocere infine a 170° per 45 minuti (io ho fatto la prova stecchino).

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