Linzer Torte

Questa torta nasce per adulazione. Un conoscente mi “sfida” a fare il reverse enngineering di una torta gustata in Alto Adige e di cui mi mostra una foto. E io “AHA! Questa è una Linzer coperta!”. E lui: dimostramelo. E io, certo.

Così, eccola qui. Dopo varie ricerche, decido di affidarmi a chefkoch.de: ci si deve arrangiare con translate, ma visto che l’originale è austriaco, un sito in tedesco mi sembra una fonte relativamente affidabile. E non so quanto sia simile all’originale, ma posso solo dire che l’impasto crudo e il dolce cotto sono qualcosa di paradisiaco. Per la marmellata, ho scelto la mirtillo rosso e la ribes nero del Baule Volante: in teoria va bene anche quella di lamponi. Con queste dosi a me sono usciti due stampi usa e getta di stagnola: uno tondo di diametro 27 cm e uno rettangolare 13×10 (in quello rettangolare ho effettuato una copertura completa, come nella torta della foto vista).

Ingredienti:
250 g nocciole tritate
1 stecca di vaniglia
250 g zucchero
4 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella
1 zesta di limone
noce moscata
zenzero
cardamomo
2 cucchiai di cacao
220 g farina
30 g farina di farro e grano saraceno
1 presa di sale
4 cucchiai di Kirsch (io non lo avevo, ho usato il Maraschino)
250 g burro
1 uovo
1 vasetto di marmellata di ribes o lamponi (il mio era da 280 g)

Finitura:
Zucchero a velo
Mandorle a scaglie*
latte e uovo da spennellare*
* io li ho omessi

Io come prima cosa ho frullato le nocciole con la vaniglia, poi di nuovo ho frullato con lo zucchero e le spezie. Quindi ho aggiunto gli ultimi ingredienti secchi (farina, sale e cacao) e rimescolato, per poi integrare gli ingredienti umidi: liquore, burro e uovo. Ho lavorato molto poco (troppo: il burro, tedesco di ottima qualità, non mi si è distribuito uniformemente, ma pazienza!), appallottolato, ricoperto di cellophane e riposto l’impasto una notte in frigo.

Al mattino, ho aperto il forno a 180° ventilato, steso l’impasto (assaggiandolo a più riprese perché è qualcosa di fenomenale), forellato il fondo, ricoperto di marmellata e finito con le striscioline (l’altro contenitore, quello rettangolare l’ho coperto integralmente). Ho quindi infornato per 35 minuti. Strepitosa!

L’impasto appallottolato, pronto per il frigo
Il fondo steso e forellato; si nota la screziatura del burro non perfettamente distribuito nell’impasto
La “crostata” finita

A cottura ultimata
Finita con lo zucchero a velo; in teoria ci sarebbero volute mandorle a scagliette intorno al bordo
La fetta
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