Confettura di uva fragola ai chiodi di garofano

Ingredienti:

4 chiodi di garofano

250 g uva fragola

1 mela

 

Ricetta arrubata da Fairies Kitchen e più precisamente da qui.

Ho raccolto l’uva direttamente dal giardino, l’ho mondata delle copiose formiche e acino per acino l’ho privata dei semini.

Ho quindi tagliato la mela a tocchetti e lasciato una notte in “infusione” con i chiodi di garofano.

Al mattino ho fatto cuocere un’oretta, quindi lasciato raffreddare, frullato (rimuovendo i chiodini prima!) e invasettato.

Buona, piacevolmente violacea e profumosa. Il mattino avrà l’oro in bocca, ma io preferisco la marmellata! : )

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Marmellata di fragole cardamomo e tè Saint Petersburg senza zucchero

400  g fragole

80 g mele (1/2)

10 bacche di cardamomo

Tè Saint Petersburg

 

Ho tagliato a tocchi la frutta, ho sgusciato dalle bacche che contengono i semini il cardamomo e ho lasciato tutto coperto in infusione con il tè per una giornata. Dopodiché ho cotto un’ora e mezza circa (avevo messo un casino di tè) e frullato.

Io che amo le fragole in ogni declinazione la trovo ottima anche così, ma se fa piacere, si può aggiungere lo zucchero: aumenta anche il tempo di conservazione. Io non ho bisogno di aumentarlo perché ehm… Diciamo che mio marito mi ha ribattezzato “il pitone” perché come vedo del cibo mi ci avvento e lo inghiotto quasi intero… ^_^’

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Marmellata di limoni Bimby

Si sa che quando è la stagione di un certo frutto, gli alberi di quel frutto son belli carichi. E se tu sei un fruttivendolo e hai l’albero carico: bene! Ma se sei un suocero e non un fruttivendolo, che fai? Porti tutto a tua nuora. E va benissimo, trattandosi nella fattispecie della sottoscritta. Peccato che: albero carico di albicocche: siiiiiii!!!!!!!!! Albero carico di arance: yeeeeeeee!!!!!!! Albero carico di susine: yahoooooooooooooooooooo!!!!!!!! Albero carico di limoni… Ehm, dep dep…. Puà, puà, puà, puà….

Intendiamoci: non che i limoni sian cattivi. E’ che… non è che proprio te ne puoi mangiare uno a pasto, no? Se no, ecco, potresti incorrere magari in altri problemi… Che non approfondirei.

Beh, insomma. Tornando alla mia caterva di limoni da impiegare: un po’ qui, un po’ là, una bottarella al solito bancale che mi è piovuto tra capo e collo gliel’ho data. E una buona fetta è finita qui:

1/2 kg limoni
400 g zucchero
1 stecca di vaniglia

Io ho seguito indicazioni e dosi indicate qui, su ricette dal mondo, con una metodologia che ha richiesto quattro giorni; il risultato mi ha soddisfatto anche se ho cotto troppo per i miei limoni e quindi la marmellata mi si è addensata oltre misura. Però, se la dovessi rifare, proverei anche con l’altro processo che ho trovato on line su Sale&Pepe, il cui vantaggio fondamentale è che si va subito in produzione, diciamo…

Ho pulito bene i limoni e li ho presi a forchettate, dopodiché per tre giorni, mattino e sera, li ho lasciati immersi in acqua fredda.

Il quarto giorno, ho tagliato i limoni in fette, eliminato i semi e cotto con zucchero e semi di vaniglia 55 min. 100° vel. 2. Troppo, a onor del vero: ma è colpa mia che non ho fatto la prova piattino. Mi domando se rimettendola sul fuoco con un po’ d’acqua, riuscirei a ottenere la giusta consistenza… Perché ora è buona, ma inspalmabile. Proverò.

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Marmellata di cachi mela e prugne gialle alla vaniglia – ovvero lo sbarazzo di frutta stantìa

Ieri apro l’anta del frigo e oltre al solito casino, adocchio – tra una carta appallottolata e contenente un bel niente e un vasetto di senape/mostarda di Digione tremenda – tre prugne non avvizzite, ma cosa ancor più inquietante, ospiti del frigo da quasi due mesi senza aver minimamente mutato aspetto. Prima che escano sulle loro zampette e vadano ad annettere l’Austria, ne faccio qualcosa. Ma che cosa? Mi sono domandata. La risposta è arrivata quando, poco sotto, le mie fosche pupille hanno individuato anche un mezzo cachi mela (quello aperto da solo un giorno), vicino a un cachi mela integro, sopra a una confezione di mele del supermercato quasi secolare. Quelle sì, incartapecorite dal trascorrere dei mesi.

Così ho tagliato tutto a dadoni, messo nel bimby con un cucchiaio di rum, un cucchiaino di succo di limone, una stecca di vaniglia e ½ litro di acqua circa e ho fatto cuocere per un’ora a vel. 1. Dopodiché ho frullato tutto (anche la stecca di vaniglia, che in teoria mi ero ripromessa di togliere, ma oh: Alzheimer rulez!) e invasettato. Devo dire che come recupero è andato benissimo.

Mi sono usciti 4 vasetti: uno l’ho aromatizzato ulteriormente con una spolverata di cardamomo.

 

Ingredienti:

140 g mela (una)

420 g cachi mela (uno e mezzo)

320 g prugne gialle (tre)

1 cucchiaio di rum

1 cucchiaino di succo di limone

1 stecca di vaniglia

Cardamomo a piacere

 

Non ho messo zucchero perché, in un percorso di riavvicinamento  ai sapori naturali, ho deciso che è meglio omettere, tanto la marmellata di solito in frigo mi dura abbastanza anche senza zucchero aggiunto e poi ho un sedere che è una portaerei, per cui evitiamo.

Cioè: torta al caramello salato ricoperta di ganache al cioccolato e pistacchi si, e zucchero nella marmellata no? Si, diciamo che alcune scelte possono sembrare discutibili, me ne rendo conto… ; )

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Marmellata di castagne (Bimby, ma anche senza)

Una collega ti porta una sacchettata di castagne e tu cosa ne fai? Dopo essertela menata a sangue a tagliarle prima e ripulirle poi, nonostante l’utilizzo di un metodo garantito che prevedeva prima bollitura e poi cottura in forno, ti ritrovi con 450 gr di polpa di castagne. Quale modo migliore per usufruirne se non cotte con zucchero e vaniglia? : )

Ricetta vista qui.

450 g di castagne lessate e sbucciate
290 g di zucchero
2 stecche di vaniglia
300 g di acqua
1 cucchiaio di cacao amaro
60 g di rum

Cuocere le castagne sbucciate con l’acqua 10 min 100° vel 1 quindi omogeneizzare 1 min vel 6. Aggiungere zucchero, vaniglia e metà rum e cuocere 30 min 100° vel 2. Frullare nuovamente, integrare l’altra metà di rum e invasettare. Io l’ho fatta anche senza Bimby, sostituendolo con fornelli e frullino a immersione.

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Confettura di Habanero

Re del mio giardino, l’Habanero è il primo peperoncino coltivato in casa che è davvero piccante. Ma davvero. Per sul serio.

Per cercare di stemperarlo un pochino, mi sono quindi lanciata in una produzione casalingua di confettura. For those who dare.

Ho preso spunto da questa ricetta (grazie Gabriela e Kitchen Brasita!) e corretto il tiro sulla base del potere hot dei miei che in una scala da 1 a Jensen Ackles è Jensen Ackles (SBAV).

1/2 cipolla piccola
1 peperone rosso
6 habanero
vino bianco
3 cucchiai di zucchero

NOTA: UTILIZZARE GUANTI USA E GETTA. Fondamentale per sopravvivere.

Pulire peperoncini e peperoni eliminando i semi e i filamenti interni (a me questo lavoro ha causato vari accessi di tosse e lacrimazione, presumo dipenda dalla sostanza liberata quando si aprono i peperoncini, per cui raccomando vivamente di indossare guanti, magari gli occhiali e di non toccare null’altro intanto che si compie questa operazione).

Far quindi soffriggere in un pentolino la cipolla con un cucchiaio di olio, quindi aggiungere i peperoni e gli habanero tagliati a pezzetti con lo zucchero e il vino. Far sfumare a fuoco medio, poi abbassare e cuocere finché lo zucchero non è ben caramellato (occorrerà almeno un’oretta). Frullare e imbarattolare. Usare con cautela e parsimonia.

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