Grissini con esubero di lievito madre

105 gr esubero

55 gr farina 0

20 gr acqua

10 gr olio EVO

1 pizzico sale

Sapori assortiti a piacere (semi di papavero, sesamo…)

 

Ricetta originale gelsolight.

Impastare con planetaria pasta madre e acqua, quindi incorporare farina e olio. Incordare, poi aggiungere il sale.

Lavorare su spianatoia a mano 5 minuti; stirare quindi col mattarello, ricavando delle striscioline che andranno poi rese cilindriche passandole sulla madia. Io ho stirato direttamente a mano senza spianare prima col mattarello.

Attorcigliare attorno a stecchino lungo, spennellare con olio e semi/sapori assortiti (io ognuno a un gusto diverso: origano, aglio, curcuma, semi di papavero e semi di sesamo).

Cuocere a forno caldo sui 180° statico per 20 minuti o fino a doratura.

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I miei grissini son risultati un pochino acidi, probabilmente a causa dell’esubero, un po’ stantio. So che alcuni consigliano di aggiungere una puntina di bicarbonato per stemperare l’acido della pasta madre stagionata: alla prossima occasione, proverò.

Grissin(pan)i arrotolati

Anche questi li ho adocchiati, come aspetto estetico, su Pinterest. Poi ho mixato con una ricetta trovata on line per i grissini con pasta madre e… Voila! Grissinpani, perché li ho fatti forse lievitare troppo, ma il gusto è comunque buono e il risultato estetico gradevolissimo.

Per le dosi e il procedimento, dicevo, ho fatto affidamento a un sito dal nome splendido : ), qui. Ho solo modificato appena la farina perché a portata avevo la manitoba e quindi ho usato quella.

100 g farina 0
100 g manitoba
100 g di lievito madre rinfrescato
110 ml acqua calda
20 ml olio evo
2 pizzicotti di sale

Ho sciolto il lievito nell’acqua e aggiunto farine, olio e sale, impastando fino a ottenere un panetto liscio. Ho appallottolato, lasciato riposare 15 min e ripreso per un giro di pieghe nella ciotola (credo si chiamino di tipo 1, comunque quelle in cui si prende l’impasto, si allunga in alto e si ripiega al centro). Di nuovo riposo di 15 minuti e di nuovo giro di pieghe. In totale ho eseguito l’operazione tre volte, dopodik ho atteso un’oretta.

Ho quindi steso l’impasto col mattarello fino a 5 mm circa di spessore, coprendolo con un canovaccio umido per 15 minuti prima di tagliarlo in strisciolette larghe 1,5 cm. Ho poi stirato le strisce e le ho avvolte intorno a uno stecchino.

Invece che far lievitare solo un paio d’ore come diceva (facciamocheero)lacuoca, ho dimenticato i grissini in forno chiuso e spento per mezza giornata.

Ho quindi poi dovuto cuocere di corsa, scaldando il forno a 240° con un tegame di acqua sul fondo. Nel frattempo, li ho spennellati con una soluzione di olio, acqua e vari sapori (2 con la paprika, 2 con le erbe provenzali, 2 all’aglio). Appena infornati, ho portato la temperatura a 180° e cotto 25 min. statico.

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Crackers esuberanti con vino rosso e sbarazzo di farine assortite, cotti al microonde

Ieri ho rinfrescato le ragazze perché erano già due o tre giorni che non lo facevo e poi avevo una semi intenzione di tentarmi la fugassa oggi. Con l’esubero, poiché avevo amici a cena, poco pane, e zero voglia di aprire il forno causa caaaaaaldooooooo, ho prodotto dei crackers simpatici (li ho tagliati con un coppapasta a forma di stellina) liberandomi di alcuni avanzi di farina e cuocendo con quella che mio fratello definirebbe “L’Anima del progresso”, ovvero la funzione crisp. La ricetta l’avevo adocchiata qualche giorno fa, qui.

40g di farina di segale
40g di farina di avena
40g di farina 00
60g di esubero di lievito madre
50g di vino rosso (bello stantio, aperto da Pasqua… ^_^’)
15g di olio evo più qb da spennellare
8g di sale

Ho sciolto l’esubero di pasta madre con il vino e aggiunto prima le farine, poi sale e olio. Ho steso l’impasto ottenuto, piuttosto solido, e preso a forchettate, quindi ritagliato le formine col coppapasta. Ho poi messo il tegame crisp con un filo d’olio a scaldare due minuti da solo, quindi ho disposto le stelline, spennellato la superficie con olio e cotto in due tranche: 3′ per lato, girandole.

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Pangrissini cotonosi alle noci e al sesamo con farina integrale

Ricetta volgarmente scopiazzata da qui, senza latte perché si.

La ricetta mi ispirava a) perché il sito mi trasmette simpatia (un fattore di grande importanza quando uno cucina!), b) perché ha una quantità superiore di olio rispetto a molte altre ricette navigate su internet e l’olio è come il nero: va su tutto.

Tra l’altro mi sono imbattuta in una difficoltà che non pensavo possibile, ovvero il non trovare ricette per produrre grissini con pasta madre rinfrescata. Solo esuberi. Ma se uno come qui a casa mia rinfresca a ciclo continuo che fa? Aspetta due giorni?! Sicché quando ho trovato questa ricetta che usava la Iole rinfrescata la sera prima mi son convinta. La mia era pronta da poche ore, ma almeno non era esubero secco.

Eniuei, ricetta!

200 g di pasta madre
200 g di acqua
50 g olio extra vergine di oliva
200 g di farina integrale + 200 gr di farina 0
10 g sale
un cucchiaino di malto d’orzo

1 cucchiaio di sesamo, 30 gr di noci

Io ho sciolto la pasta madre nell’acqua, poi aggiunto l’olio, il malto e le farine.

In ultimo il sale.

Ho quindi diviso l’impasto in due e aggiunto a uno i semi di sesamo (1 cucchiaio circa), all’altro 30 gr noci.

Non avevo tempo da dedicare a impasto, cottura ecc. per cui ero indecisa sul da farsi; ho lasciato l’impasto ancora un pochino a temperatura ambiente, poi l’ora tarda ha avuto il sopravvento e ho buttato tutto in frigo. Il giorno successivo sono andata a fare gita per cui l’impasto è rimasto in frigo a maturare 24 ore quasi. Quando sono tornata m’è venuto in mente che era ancora lì e dopo un iniziale coccolone, l’ho estratto, steso (freddo da frigo, pensavo fosse impossibile e invece…) e tagliato a striscioline. Quelli al sesamo l’ho ripassati spennellandoli con un pochino d’olio e cosparsi di semi.

I pangrissini quando ancora pensavo fossero grissini
I pangrissini quando ancora pensavo fossero grissini
La teglia
La teglia
I pangrissini in cottura su pietra ollare
I pangrissini in cottura su pietra ollare

Nel frattempo avevo portato il forno a una temperatura decente (intorno ai 200°), per cui ho infornato su pietra ollare per 15 minuti. Ce ne poteva stare qualcuno in più, ma non so in effetti con precisione. Perché il risultato ottenuto è comunque cotto e piacevole, ma non è un grissino, bensì un pane lungo e stretto. Morbidino, buono di gusto, ma affatto friabile e croccante, come ci si attende da un grissino.

Le mie ipotesi sono:

a) che una cottura prolungata avrebbe potuto giovare

b) che il problema sia l’umidità accumulata in frigo e che l’impasto, stando poco a riposo, non ha avuto il tempo di espellere.

Ritenterò, sperando di essere più fortunata. il risultato finale è comunque gradevole, se uno non li chiama grissini!

I pangrissini cotti; inequivocabilmente cotonosi
I pangrissini cotti; inequivocabilmente cotonosi