Crostata ricotta e amaretti Bimby – 70 anni di suocera

Mi sono lambiccata a lungo (forse addirittura 5 minuti, sommando tutte le pause a cui mi costringono le bestie di seitan che ho generato) prima di decidermi a fare questa torta, vista su formineemattarello.

70 anni sono un traguardo importante per una neononna, volevo una cosa memorabile, ma non troppo complicata perché… beh, semplicemente: non ho tempo!

Così mi son data a una crostata, anche se per me è un dramma, nel senso che la frolla tipicamente non riesco a stenderla, non mi sta insieme e ogni volta è un macello, ma va beh. Rimane un dolce buono e relativamente rapido. Diciamo che oltretutto stavolta forse sarebbe andata più liscia se avessi avuto della banale 00 in casa, ma io no: io ho solo farina con W200 o integrale, se no non sto tranquilla. Così mi sono ulteriormente incasinata la vita, ma pazienza: alla fine il risultato è stato molto apprezzato.

Ho apportato delle lievissime modifiche all’impasto originale perché avevo dell’uvetta fatta in casa di cui sbarazzarmi (e quindi ce l’ho ficcata) e perché non avevo ricotta a sufficienza, integrata con dello yogurt. La frolla è parecchia: io ne ho ricavato, oltre alla copertura, anche dei biscottini da servire con il tè.

Per uno stampo da 26 cm di diametro

Per la frolla
500 g di farina (per me un mix tipo 2 e farina Petra)
190 g di zucchero
250 g di burro
1 uovo
3 tuorli
1/2 cucchiaino di lievito
1 buccia grattugiata di limone
1 pizzico di sale

Per il ripieno
250 g di ricotta
120 g yogurt alla vaniglia
100 g di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
50 g di amaretti frullati
50 g di amaretti sbriciolati grossolanamente
20 g uvetta
30 ml di rum

Tuorlo per spennellare + burro e farina per il tegame

Ho lavorato gli ingredienti della frolla con il Bimby 30 sec. vel. 6, dopodiché ho appallottolato il tutto e messo in frigo per un paio d’ore.

Nel frattempo, ho messo l’uvetta a riprendersi nel rum. Trascorso il paio d’ore, ho acceso il forno a 160° e iniziato a frullare, sempre nel Bimby (che non avevo lavato) gli amaretti. Ho quindi aggiunto la ricotta, lo yogurt e le uova, vel. 4. Infine ho amalgamato l’uvetta con il rum.

Ho quindi imburrato e infarinato una teglia di alluminio di quelle usa e getta e l’ho foderata con la base di frolla. Ho forellato il fondo, riempito con il ripieno, disposto alcuni amaretti interi e altri sbriciolati grossolanamente, e rivestito il tutto con la frolla tagliata con delle formine a stella. Ho quindi spennellato il tutto con del tuorlo e infornato per quasi un’ora.

 

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Crostata con ricotta e acqua di fiori d’arancio

Quale modo più degno di utilizzare le ultime arance dell’orto, se non assieme a una ricotta in scadenza!? ; )

Ricetta vista sul Blog di Vale Cucina e Fantasia e più precisamente qui.

Per la frolla, ho usato la solita ricetta del libro base Bimby che non tradisce, mentre per il ripieno ho sfruttato le indicazioni di Vale, ritarandole sul mio tegame che era più piccino (quindi dimezzandole):

Per la frolla:
300 g farina
100 g zucchero
130 g burro
1 uovo
1 scorza di limone grattugiata

Per il ripieno:
1 uovo
200 g zucchero
250 g ricotta
1 scorza di arancio grattugiata
1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio
1 pizzico di sale

Per la copertura: zucchero a velo (se gradito, io ho omesso)

Ho impastato la frolla con il Bimby inserendo tutti gli ingredienti a vel. 6 per 30 secondi. Ho quindi appallottolato e riposto in frigo.

Nel frattempo, ho acceso il forno a 170° e preparato il ripieno frullando le uova con lo zucchero e aggiungendovi la ricotta, l’acqua di fiori di arancio e il pizzico di sale. Secondo me ci sarebbero state molto bene delle gocce di cioccolato, che mi ero anche premuniat di lasciare a portata intanto che cucinavo, ma poiché stordita, mi son poi dimenticata di mettercele.

Ho quindi rivestito una teglia con la frolla, bucherellato il fondo e colato sopra il ripieno alla ricotta, infornando per circa 50′.

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Crostata con frolla alle patate e marmellata di prugne

La ricetta l’ho vista qui su aglio, olio e cioccolato e mi ha subito convinto: adoro le patate!

L’impasto poi è stato promossissimo: si tira meglio della frolla “normale”, non si spezza, non necessita di particolari accorgimenti… Insomma: una figata. L’unico problema è che io temo di aver cotto meno del necessario (forse la marmellata era molto liquida, essendo fatta in casa) e quindi è rimasta un po’ gnucca. La prossima volta non mi lascerò ingannare dal profumo che emana dal forno. : )

Ingredienti:
250 g di patate lesse e schiacciate
120 g di burro
110 g di zucchero
2 uova
la buccia di un limone grattugiata
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito
500 g di farina 0

Per la farcitura: marmellata di prugne (la mia, fatta in casa, senza zucchero)

Schiacciare le patate e frullarle con il burro: dovrebbe formarsi una sorta di crema. Integrare quindi lo zucchero, le uova, la buccia di limone e il pizzico di sale. In ultimo, impastare la farina e il lievito. Ottenuto un bel pallotto, fasciare con la pellicola e riporre in frigo per una mezz’ora almeno.

Io ho usato una teglia da 24 cm per cui mi è avanzato molto impasto, con cui ho ricavato dei “ravioli” dolci che ho riempito con dei quadrotti di cioccolato. Nella teglia, ho steso prima la base, forellato e ricoperto con la marmellata prima e le strisce di frolla, poi.

Quindi ho cotto il tutto a 180° ventilato per 30 minuti.

L'impasto
L’impasto

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Torta quattro strati: frolla, crema con pere, crema di riso e copertura di goduria cioccolatosa

Codesta preparazione, mutuata da questo luogo di perdizione dove penso che mi perderò a cercare altre mille mila ricette che sarò poi incapace di eseguire ^_^’, mi ha richiesto due ore di vita. Lacrime, sangue e sudore, oltre a una concentrazione veramente paranormale per evitare di incasinarmi tra un passaggio e l’altro. Del risultato finale sono soddisfatta? Si e no. Si perché la torta è molto buona, sa di cioccolato. No perché la torta sa di cioccolato. E io dopo aver speso due ore a preparare la frolla con la zesta di limone appena raccolto dal giardino, la crema 1 con l’aromino di arancia, la crema 2 con la bacca di vaniglia, la dadolata di frutta al rum e infine la ganache al cioccolato, pretendo che la torta sia un tripudio di suoni, luci e colori, che addentandola ci si senta contemporaneamente sulle montagne russe, a un concerto e in preda a un trascinante orgasmo papillogustativo, non che sappia di cioccolata. Se era per addentare un cubotto fondente mi risparmiavo due ore di spignattamenti.

Quindi bocciata? Ma assolutamente no! E’ ottima! Solo “a caldo” mi appaga meno di quel che avrei ipotizzato mentre curavo strato per strato la composizione. Rimane una torta squisita e molto adatta a chi, come me, gode ad addentare le torte a strati. Peraltro fredda da frigo mi pare si senta di più la nota fruttata sotto.

Ancora una piccola nota: in teoria ho letto nei commenti alla ricetta che la composizione sarebbe dovuta avvenire in una teglia da 24-26 cm di diametro. Io ho usato le rettangolari di stagnola e me ne sono uscite 3 da 25×15 e 1 da 15×10.

Ingredienti
X la frolla
250 g burro
250 g zucchero
Zesta di limone
2 uova
1 pizzico di sale
500 g farina
1 cucchiaino lievito per dolci

X la crema di riso
750 ml latte
250 riso
1 bacca di vaniglia
2 cucchiai miele
50 g burro

X la crema all’uovo
80 g zucchero
2 tuorli
500 ml latte
50 g maizena
X la frutta
500 g circa di frutta tagliata a cubetti (per me 2 pere e 1 mela)
10 g burro
Rum
30 g gocce di arancia (cosa sono? Io ho usato 1/3 fialetta di aroma all’arancia)

X la ganache al cioccolato
200 ml panna
200 g cioccolato fondente
1 cucchiaino di miele
60 g burro

Sbianchire (?) il riso facendolo cuocere 1 minuto in acqua bollente e poi sciacquandolo bene sotto acqua fredda.

Mettere il latte sul fuoco e farvi cuocere il riso ben scolato per circa mezz’ora con una bacca di vaniglia. A cottura, spegnere e lasciare intiepidire.

Nel frattempo, impastare gli ingredienti della frolla e appallottolare, mettendo a riposare in frigo fino all’utilizzo.

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Tagliare la frutta a dadini e far cuocere in un padellino con poco burro per una decina di minuti, quindi sfiammare con del rum. Lasciar raffreddare.

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Preparare la crema leggera sbattendo tuorli e zucchero, poi integrando la maizena facendo attenzione a non formare grumi e quindi il latte ponendo a fuoco dolce fino a che non si è rappresa (io ho schiaffato tutto nel Bimby e cotto come la crema del libro base a 90° per 7 minuti vel. 4). Incorporare ¾ della crema al risolatte e aggiungere invece alla parte rimanente la frutta e le gocce di arancia.

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Stendere la pasta frolla, bucherellare il fondo, ricoprire con la crema leggera e pere e poi con quella al riso.

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Cuocere il tutto 30 minuti  a 180 °, sfornare e lasciar raffreddare.

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Sciogliere infine a fuoco bassissimo il cioccolato con panna, miele e burro e ricoprire uniformemente la torta con la ganache ottenuta.

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Lasciar intiepidire e servire. Conservare in frigo (se avanza).

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Torta cappuccina

Vista e piaciuta su Pinterest, e derivante da Miel&Ricotta (più precisamente da qui) con quell’aspetto così deliziosamente cremoso, ma al contempo sodo e… godurioso.

Al solito ho dovuto fare una sostituzione che però secondo me non ha pagato: non avendo caffè liofilizzato, ho usato una tazzina di caffè, ma il risultato non è lo stesso. Consiglio quindi di seguire la ricetta originale bellissima di Miel&Ricotta e non la mia versione. Anche perché io proprio ci tengo a toppare: altro consiglio prezioso elargito dall’originale che non ho seguito era di infilare la pasta in freezer per un quarto d’ora prima di infornare. Ecco, io no: ho dovuto infornare subito con l’ovvio risultato che i bordi mi si sono afflosciati. Il gusto non ne ha risentito, ma l’estetica si.

Quindi, venendo a noi:

 

Per il guscio

140 g burro

100  g zucchero

1 uovo

200 g farina 00

50 g farina di mandorle

Semi di 1 bacca di vaniglia

10 g cacao amaro

 

Io ho schiaffato tutto nel Bimby e tanti saluti. Ho appallottolato, infilato in frigo e atteso circa 45 minuti prima di stendere nel tegame. Poi avrei dovuto infilare il tegame in freezer, ma chi ce l‘ha lo spazio nel congelatore?! È tutto pieno di avanzi di brioches e fette di colomba, sughi, pesci, carni… Un giorno o l’altro aprirò e ci troverò pure un mammuth perfettamente conservato, penso.

Quindi, ribadisco, esiziale la fretta di infornare l’impasto: se non avete spazio in freezer, almeno lasciatelo un po’ in frigo. Se no vi si ammoscia come il mio. Cotto a 170° ventilati con un foglio di carta da forno coperto di fagioli secchi per 20 minuti. Ci poteva stare anche qualche minuto di più.

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Per la crema al mascarpone

250 g mascarpone

2 cucchiai zucchero

1 tazzina di caffè (meglio 1 cucchiaino caffè liofilizzato in 50 ml di acqua)

Amalgamare con un cucchiaio e riporre in frigo.

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Per la ganache al cioccolato

250 g cioccolato fondente

200+150 ml panna

1 tazzina di caffè (meglio 1 cucchiaino di caffè liofilizzato)

Spezzettare il cioccolato (io l’ho proprio frullato col Bimby) e riporre in frigo. Quindi portare a bollore 200 ml di panna con il caffè e versare sul cioccolato. Amalgamare. Montare i 150 ml di panna rimanenti e aggiungere delicatamente al composto.

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Composizione!

Spalmare la crema al mascarpone sulla base di frolla al cioccolato e guarnire con la ganache di cioccolato passandola con una sac à poche.

Leggera come un discorso di Mattarella, ma squisiterrima.

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Biscottini con l’avanzo di frolla

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Crostata slavonese (una rivisitazione ligure della crostata slava)

Vedo la ricetta di Arte in Cucina, una donna da sposare, con le manine d’oro e sempre fonte di spunti interessantissimi. Decido di replicarla. Epperò, hum. Marmellata di arance? Ne ho fatta una di recente, non ne ho molta voglia. Una marmellata dolce, rischia di sfociarmi nello stucchevole. Così compro la marmellata di chinotto di Albenga: ed è un gran successo. Così eclatante che persino mia suocera mi fa i complimenti. : )

 

Per la frolla, ricetta Bimby:

300 g farina

100 g zucchero

130 g burro

1 uovo intero

1 tuorlo

1 pizzico di sale

Scorza di limone grattugiata

 

Per il “ripieno”: marmellata di chinotto, 1 vasetto da 300 g

 

Per la copertura di chiare d’uovo

2 albumi

50 g zucchero a velo

50 g zucchero semolato

 

Per la frolla: tutti gli ingredienti dell’impasto nel boccale, vel. 6, 30 sec. Fasciare il pallotto nel cellophane e riporre in frigo.

Nel frattempo, preparare la “meringa”, sbattendo gli albumi con lo zucchero. La consistenza degli albumi rimane liquidina e si ottiene un impastino morbido, da riporre in frigo finché la torta non è “assemblata”.

Riprendere la frolla, stendere nella teglia (io ho usato uno stampo da 22 cm per cui di frolla me ne è avanzata un po’: allora l’ho infilata nella sparabiscotti e ho poi usato i biscottini come decorazione), bucherellare il fondo e cospargere con la marmellata. Ricoprire con il composto di albumi e cuocere 30/35 minuti a 160°. Volendo si può cospargere di zucchero a velo: per me andava benissimo così.

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Crostata uvetta e panna acida

Ricetta presa da duebiondeincucina e precisamente qui.

Con le solite variazioni dovute alla necessità di disfarsi di certi avanzini di farina prima che facciano le farfalle.

per la pasta:
35 g di farina avena
240 g farina 00
100 g farina 0
250 g di burro freddo
1 uovo
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
5 cucchiai di tè (sempre il kashmir tchai non zuccherato, avanzato delle mie precedenti colazioni…^_^)
1 pizzico abbondante di sale
2 cucchiai di zucchero

per il ripieno:
150 g di uvetta
15 g rum
2 uova
140 g di zucchero canna vanigliato
80 g zucchero bianco
250 ml panna acida
1 cucchiaino succo di limone
1 spolverata noce moscata
zucchero di canna per spolverare

Ammollare l’uvetta nel rum.

Per il guscio: impastare farine, zucchero, tè, aceto, uovo, burro e sale fino a ottenere un panetto liscio. Appallottolare e riporre in frigo per almeno 30 minuti.

Nel frattempo: sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la panna acida (tenerne da parte due cucchiai) e infine l’uvetta.

Rivestire la teglia tonda (diametro 22 cm per me) con l’impasto, riempire con la crema di panna acida e ricoprire. A me è avanzata un po’ di pasta che ho usato per decorazioni.

Riprendere i due cucchiai di panna acida, mescolarli con limone e noce moscata, spennellare sulla copertura della pasta, (su cui creare un paio di tagli in modo da far uscire il vapore prodotto in cottura) e spolverare di zucchero di canna.

Cuocere a 180° per 30 minuti.

Il guscio vuoto
Il guscio vuoto
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La torta pronta per essere infornata

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La torta cotta

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