Muffin 3C: Cacao, Castagne e Cachi

Questa ricetta l’ho cercata perché dopo aver sbucciato castagne per tre ore e mezza, raggiunto un livello di penitenza che era assimilabile al martirio di Santa Fina, fatti cinque vasetti di marmellata di marroni, avevo ancora due etti di castagne lesse pulite ed ero ben determinata a non farle andare a male per nessun motivo al mondo. Così mi sono ritrovata in rete alla ricerca di una risposta che ho trovato qui, su star.

Siccome non avevo teglie pronte all’uso della corretta dimensione, ho riversato l’impasto nei pirottini da muffin e per stare leggera ci ho anche ficcato dentro un po’ di cachi, che non guasta mai.

Ingredienti:
200 g di castagne lesse e sbucciate
150 g di cioccolato fondente
100 g di burro
120 g di zucchero
2 cucchiai di cacao
3 uova
100 ml latte

1/2 cachi

La ricetta prevedeva tutt’altro procedimento, ma io ho fatto così: ho frullato le castagne con il cioccolato e lo zucchero. Poi ho aggiunto il cacao, il burro, le uova e il latte: raggiunta la giusta consistenza di impasto, ho versato due cucchiaiate in ogni pirottino, versato un cucchiaino di cachi e ricoperto con un’ultima cucchiaiata di impasto cioccolatoso.

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Ho quindi cotto i pirottini per 30′ a 180° ventilato.

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Eterogenesi di un muffin zucca&liquirizia

Eterogenesi perché, ehm… Dovevano essere biscotti! Anche questi adocchiati su Pinterest, poi rimandati a zucca da destinarsi perché “questa no, la uso per il pan brioche che mi garba una cifra”, poi ripresi perché “cacchio! La zucca! Non l’ho più usata! Ora sarà marcia!!! Beh, ecco si… Marcia no, però… Sarà meglio usarla per qualcosa di molto cotto”. E allora si parte col primo interrogativo: ma sarà da cuocere o no? Cuociamo dai, oggi che ho tempo… E si mette la zucchia (è una fusione di zucca-vecchia) a cuocere 5 min a potenza Hulk nel microonde. Poi si frulla e si determina che il peso della massa lavica è superiore a quello necessario per la ricetta di tortealcioccolato. E chissene! Facciamo più biscotti! Peccato che se uno mette del burro nella polpa di zucca fumante quello ha l’incomprensibile tendenza a sciogliersi e spiegaglielo a quel punto all’impasto che lui deve comunque stare bello coeso… E insomma, quando sei lì che hai prodotto una spuma ti dici: e mo’? E lì ti viene in soccorso quella dote che è il leit motiv del blog e un po’ di tutta la tua vita, quell’arte dell’arrangismo che trae origine da due capisaldi del tuo carattere: che odi gli sprechi e che da adoratrice dell’entropia ami stravolgere i programmi in corsa. Pure i tuoi stessi! Foderi i tuoi simpatici pirottini da muffin con la carta da forno e ci schiaffi l’impasto. E tutto è bene, quel che finisce muffin.

 

Ingredienti:

200 g purea di zucca cotta

5 g liquirizia in polvere

100 g burro

90 g zucchero

2 uova

70 gr maizena

200 g farina

1 pizzico sale vanigliato

½ cucchiaino bicarbonato

 

Note sugli ingredienti: la liquirizia non si sente quasi, secondo me si può anche raddoppiare; lo zucchero non è molto e il risultato è un muffin non troppo dolce. Si può tenere questo quantitativo e cospargere di zucchero a velo, oppure aumentarlo, a piacere.

Sciogliere la polvere di liquirizia nella purea di zucca (ho scoperto che la liquirizia è molto sensibile all’umidità e la mia si è un po’ raggrumata, per cui ho dovuto letteralmente frullare un agglomerato di polvere nella zucca per riuscire a utilizzarla). Aggiungere il burro, lo zucchero, le uova e frullare fino a ottenere un composto omogeneo. Incorporare quindi gli le farine, il sale e l’agente lievitante (va bene un lievito qualunque, io ho usato il bicarbonato perché lo avevo a portata) e impirottare.

Cuocere 25 minuti a 160° ventilato.

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Vegmuffin integrali con semi di chia e bacche di Goji

Questi DOVEVO provarli. Con mio marito che appena sente la parola “vegano”, anche solo sussurrata, gli viene l’orticaria. Che ha passato due ore di discesa dal Lago di Cignana lo scorso anno a cercare di convincermi che il veganesimo è pure inapplicabile su larga scala. Che quando mi sono commossa davanti ai coniglietti che allevava sua nonna per poi cibarsene, mi ha guardato sconcertato. Ecco. A quest’uomo non potevo che dire con orgoglio, di fronte al suo commento “Buoni! Cosa c’è dentro?”, “Niente: sono VEGANI!”. E poi prorompere in una risata diabolica.

La ricetta l’ho presa da vegolosi e precisamente da qui e come sempre l’ho rielaborata sulla base delle mie disponibilità:

Per 9 muffin (stampini di stagnola):

150 g di farina tipo 0
150 g di farina integrale
60 g di sciroppo di acero
60 g zucchero di canna
120 g di olio di arachidi
tè q.b.
1 pizzico di sale
20 g di semi di chia
1 bustina di lievito in polvere
60 g di bacche di Goji
80 g di mirtilli rossi essiccati

Io ho messo nel Bimby tutto, tranne bacche e mirtilli rossi e ho azionato a vel. 5/6, versando tè finché l’impasto non m’è parso sufficientemente morbido. Ho quindi aggiunto la frutta, amalgamato e versato negli stampini.

Ho cotto a forno caldo (180°) per i primi 15 minuti, poi abbassando a 160° perché mi sembrava che i muffin stessero bruciando. Dopo altri 5 minuti mi sembravano ben cotti, ma non mi son fidata: alla fine i 30 minuti previsti dalla ricetta originale probabilmente ci volevano tutti. Nel dubbio avrei probabilmente fatto bene, prima di sfornare, a fare la prova stecchino.

Ottimi e leggeri, vanno giù che è una meraviglia. : )

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#cucinare senza lo stampo giusto – I Muffinanciers kaki e pistacchi

Vedo questa ricetta, su questo blog che mi ispira una simpatia unica (sia la ricetta che il blog : )). Mi dico “la provo”. Non ho albicocche però: e mi dico “poco male, ci metto analogo corrispettivo di kaki”. Poi non trovo le nocciole: e le sostituisco con i pistacchi. Poi vedo che non ho nulla, ma proprio nada che possa essere assimilato a una forma rettangolare bassa piccina come quella che servirebbe per produrre i financiers. E anche qui subentra l’arrangismo: usiamo quello dei muffin.

Insomma, della ricetta originaria rimane solo l’impianto. Il risultato finale comunque non è male. Non sa molto di kaki, o di pistacchi. Però è gradevole con quel cuore umidino… E torna sempre utile avere una ricetta smaltisci-albumi!

Ingredienti
60 gr di burro salato
60 gr di albumi
80 gr di zucchero a velo
35 gr di farina di mandorle
15 gr di farina di pistacchi
25 gr di farina 00
10 gr di kaki
1 stecca di vaniglia

Prima sciogliere il burro; io l’ho fatto andare 1 minuto jet nel microonde. Secondo me doveva divetnare ancora più noisette, ma visto che già ho usato un burro diverso da quello che era indicato, non mi sono data pena di cercare di ottenere un risultato del tutto analogo.

Poi ho mescolato gli ingredienti secchi e unito gli albumi. Al composto ho integrato il burro fuso, il kaki e i semini di vaniglia. Ho quindi versato l’impasto nei pirottini da muffin e cotto, come da ricetta a 230°C per i primi 4 minuti, poi a 180°C per altri 10.

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I “maffin” che dovevano essere biscotti

Lo so che muffin si scrive con la U, ma questi son proprio maffi(n). In realtà l’impasto doveva essere per dei biscotti, peccato che avessi solo metà dose di malto e che abbia dimezzato tutte le altre dosi fuorché quella dell’acqua. A quel punto raddoppiare non potevo, allora mi sono inventata di aggiungere del lievito chimico, portare l’impasto a cucchiaiate negli stampini di stagnola e pregare che non uscisse una schifezza.

La ricetta che avevo adocchiato era questa e mi garbava appunto la presenza del malto al posto dello zucchero. Solo che il malto, prezioso nutriente di Iole e Manjy è più poco, non lo si può “sprecare” in preparazioni di dubbia riuscita, per cui mi son detta “dimezziamo le dosi”! E infatti…

I maffin sono quindi il risultato del seguente mix:

95g di farina 00
30g di farina integrale
50g di malto di riso
30g di olio di mais
50g di acqua
mezza bustina di lievito

Tutto frullato assieme senza grandi complimenti e poi portato a cucchiaiate, tra un auto-insulto e l’altro, negli stampini. Cottura: 15 minuti a 180° ventilato. Nota: il gusto è appena appena dolce: consiglio violente pucce nella marmellata. Sono morbidissimiiiiiii!! Congelati e scongelati si mantengono peraltro piacevolmente soffici.

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