Di appunti sparsi, doppioni, scopiazzature e onestà

Lo dico onestamente e lo chiarisco fin dal titolo: questo è il mio quaderno di cucina dove spero di imparare nuove ricette e mi appunto i vari esperimenti condotti. Non ho estro particolare, solo voglia di tenere in ordine i miei tentativi per ritrovare facilmente le ricette più riuscite, cosa che in questo momento non riesco a fare perché… beh: ho ricette sparse ovunque. Sul tablet, sul melafonino, sul pc, nei libri, nella mia prima analogicissima agendina che poi è una Smemoranda di annata…

Avida frequentatrice – da vera flylady – di un florilegio di blog di cucina superfancy, mi sono trovata troppo spesso a lanciarmi in ricette che alla Sigrid di turno riescono come dei capolavori e a me… Stendiamo un velo pietoso! Ché sono pur sempre una pasticciona e nella famiglia il termine più indicato per identificarmi è “torpe” che in maracucho significa “maldestra” (per i poliglotti: ho appreso anche una versione nipponica il cui suono è anche più simpatico e dev’essere all’incirca “ochokochoi”). Cambia la lingua, ma non la forma: in effetti ammetto anche con una punta di orgoglio di essere una casinista.

Per questo motivo, il blog si sarebbe dovuto chiamare – dietro suggerimento del mio secondo nipotino – “la pasticcioneria”. Alla fine ho propeso (?) per “imitandosimpara” perché quel che più mi preme è riuscire a raggruppare tutte le ricette che mi sono segnata in giro per il mondo cartaceo e digitale e via via smarcarle dalla mia to do list.