Torta californiana al cioccolato

Cos’avrà di californiano ‘sta torta me lo devono spiegare: forse il quantitativo di grassi dati dal giusto apporto di panna… Onestamente non so. So che la ganache di cioccolato sulla base cioccolatosissima la rende… Cioccolatoserrimissima? Devono inventarlo un vocabolo che esprima la cioccolatosità suprema di questo dolce. Eniuei, tornando a noi: ricetta espunta da qui!

Nota: a me due uova sembravano insufficienti per il mio stampo da crostata ribaltabile (tipo questo, per intenderci: quelli che hanno il solco) che ha diametro 28, per cui ho aumentato a 3, ma a posteriori penso che anche le dosi originarie potessero andare. La prossima volta proverò con 2.

Per l’impasto
3 uova
150 g di zucchero
105 g di burro fuso
150 g di farina 00
65 g di cacao in polvere
1 bicchiere di latte
2 cucchiaini di aceto
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaio di rum

Per la ganache
200 g di cioccolato fondente
200 ml di panna
2 cucchiai di miele

Frutta per decorare (a piacere: banane, lamponi, frutta secca…)

Accendere il forno a 180 °. Per l’impasto: fondere il burro (io uso il microonde) e lasciar raffreddare. Sbattere le uova con lo zucchero, quindi incorporare rum, burro, latte, cacao, farina, bicarbonato e aceto. Versare nella teglia e cuocere 30 minuti. Lasciare raffreddare, quindi capovolgere nel piatto di portata.

Sciogliere il miele con la panna sul fuoco, versare la panna calda sul cioccolato spezzettato (io normalmente lo fondo un po’ col microonde prima di versarsi sopra la panna) e amalgamare con cura. Lasciare raffreddare 10 minuti, quindi versare la ganache nell’incavo della torta.

Lasciare intiepidire e riporre in frigo.

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Anche qui non ho foto della fetta, essendo questa la torta di compleanno del mio nipotino settenne ed esendo quindi sopravvissuta a mala pena ai primi 10 minuti dal taglio durante la festa. Ma senz’altro avrò altre occasioni di immortalarla in quanto anche questa è stata molto apprezzata da tutto il parentado. E poi devo provarla con due uova… ; )

Torta pere e cioccolato Bimby

Esiste cosa più paradisiaca dell’accostamento pere e cioccolato? Si, probabilmente si: tipo lamponi e cioccolato. Anche bianco. Ma va beh, non volevo sminuire: pere e cioccolato è un cult che merita il giusto rispetto.

Ricetta scovata tra le ricette Bimby, ma applicabile anche in assenza del mezzo.

Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:
300 g zucchero
1 bacca vaniglia
5 uova intere
30 g miele
1 pizzico sale
300 g farina 00
1 bustina lievito
50 g olio di semi
100 g cioccolato fondente fuso
1 kg pere
Zucchero a velo di finitura (io non l’ho messo)

Come prima cosa ho acceso il forno e tagliato le pere (le mie erano 4: 3 le ho fatte a tocchi e 1 a fettine). Ho quindi frullato lo zucchero con la bacca di vaniglia. Poi ho inserito la farfalla e montato le uova con lo zucchero aromatizzato, il miele e il pizzico di sale 3 min. a vel. 4.

Ho quindi tolto la farfalla e aggiunto farina e lievito: 1 min. vel. 3. Infine ho inserito olio e cioccolato fuso al microonde: 30  sec. vel. 3.

Ho versato l’impasto nella teglia e distribuito sopra i tocchi di pera che ho poi fatto affondare usando il dorso di un cucchiaio: sopra a decorazione, ho disposto la pera a fette.

Ho infornato a 180 ° e cotto 50 minuti, ma avrei dovuto lasciarla un po’ di più: probabilmente ci stava tutta un’ora di cottura. La parte interna infatti mi si è un po’ afflosciata quando poi si è raffreddata. Di gusto è comunque eccezionale. : )

Le pere a tocchi affondate
Le pere a tocchi affondate
La decorazione prima della cottura
La decorazione prima della cottura
E dopo
E dopo

Non ho potuto immortalare la fetta in quanto questo dolce è finito poi a casa di amici dove mi sembrava poco simpatico dire: fermi tutti! Devo fotografare una fetta! ; )

Però ha avuto un tale successo (meritato, devo dire), che sicuramente la riproporrò più avanti a qualcun altro. Il mondo ha sempre bisogno di pere e cioccolato.

Torta nua con crema al latte di riso

Mesi fa, mentre sperimentavo col kefir, lessi da qualche parte (sarà sicuramente su Pinterest) che lo si poteva produrre anche col latte vegetale e decisi in quel momento di acquistare un latte di prova; la mia scelta andò a quello di riso che poi riposi in dispensa, vista la data di scadenza lunghiiiiissima, dimenticandomene istantaneamente.

Poi l’altro giorno apro lo sportello negletto, vedo il latte di riso ed esclamo “Ohibò! Sta per scadere!”*, così l’ho estratto dal suo oblio per usarlo in qualche modo. Inizialmente pensavo semplicemente di berlo al mattino a colazione e usarlo appunto per il kefir. Poi col kefir, la cui prima coltura purtroppo stava tirando le cuoia proprio in quei giorni, ho prodotto una broda orripilante che non ho nemmeno avuto il coraggio di assaggiare ed è finita diretta nello scarico del lavandino. Mentre con il bricco di latte ho provato a colazionare, ma i miei inquilini non hanno gradito la scelta e me l’hanno fatto rendere interamente alla tazza del cesso. Morale: ‘sto latte di riso rischiava proprio di essere un insuccesso su tutta la linea.

L’ha salvato ancora una volta il mio eroe personale, super Pinterest, che mi ha fornito una ricetta di Apprendista Pasticcere (questa) per sfruttarne fino all’ultima goccia e ottenere una cosa che il mio corpo non rifiutasse a livello sistemico.

Per la crema:
1 uovo
60 g di zucchero
500 ml di latte di riso
60 g di amido di mais
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Per l’impasto, invece che usare le dosi di apprendista pasticcere, ho riutilizzato quelle della torta nua che già avevo prodotto con gran successo di pubblico e critica su queste pagine e che qui riporto:

Per la base
200 g zucchero

4 uova

120 g latte

110 g olio di semi di girasole

300 g farina 00

1 bustina lievito per dolci

1 bacca di vaniglia
1 scorza grattugiata limone

a piacere, zucchero a velo per finitura

Chi lo desidera, può sostituire ovviamente il latte vaccino con altro latte vegetale e ottenere una torta a prova di intolleranti al lattosio. : )

Prima di tutto, ho acceso il forno e preparato la crema: io ho schiaffato tutto nel Bimby e cotto 5 min. 90° vel. 4, ma se non si possiede un Bimby, si può fare col microonde o come gli antichi sul fornello, facendo prima scaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa e sbattendo a parte l’uovo con lo zucchero, l’amido e il sale, quindi integrando il latte e rimettendo tutto a cuocere fino ad addensamento.

Ho ricoperto la crema con pellicola e lasciato raffreddare.

Nel frattempo, ho composto l’impasto, sbattendo uova e zucchero e integrando poi latte, olio e farina alternati, chiudendo con aromi e lievito.

Ho versato l’impasto nel tegame, cazzuolato la crema distribuendola un po’ a sentimento e infornando il tutto a 180 ° per 40 minuti. Ho atteso che raffreddasse e quindi spolverato con zucchero a velo.

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‘* Quello che ho esclamato somigliava più a “Schaisse, l’avevo rimosso! E ora? Mapporc…”

Torta amaretti e cioccolato

Questa l’ho adocchiata su Pinterest (strano neh?) e appena l’ho vista mi ha conquistato. Un po’ perché ho una passione per gli amaretti che per me son proprio l’anima del progresso, un po’ perché pure il cioccolato e le torte fan per me e se si riuniscono tre cose buone in una, il risultato finale non può che essere delizioso. E infatti!

Ora l’unico problema che ho in questo momento è che causa incinzia mi è sconsigliato assumere caffè (anche cioccolato, a dir la verità, ma òh, la vita è già abbastanza dura senza caffè, non ci si può proprio togliere ogni godimento…), per cui mi son dovuta arrangiare inzuppando gli amaretti in una sostanza pregnancy-compliant. Ho optato per il latte, rimaneggiando l’originale di Viviincucina (più precisamente qui).

Quindi, per la solita teglia da 28 cm:
250 g zucchero
4 uova
100 g burro
90 g latte
400 g farina 00
una bustina di lievito

latte q.b.
100 g amaretti
150 g di cioccolato frullato

Io ho usato il Bimby, ma chiaramente si può far tutto senza: occorre fondere il burro (io lo fondo sempre a microonde), frullare il cioccolato, se non lo si è preparato in precedenza, e aprire il forno a 170 °, innanzitutto.

Dopodiché, sbattere le uova con lo zucchero fino a ottenere la spuma chiara a cui siamo abituati noi tortaioli e la cui firma solitamente è il filo denso che cola dalle fruste e “scrive” sull’impasto, aggiungervi alternando burro fuso, farina e latte (verificate l’assorbimento della farina, potrebbe non essere necessario tutto), quindi da ultimo il lievito.

Fasciare la teglia con carta da forno bagnata e strizzata e colarvi metà impasto. Distribuirvi sopra gli amaretti inzuppati nel latte, spolverare gli amaretti col cioccolato frullato e ricoprire con la seconda metà di impasto.

Cuocere quindi a 170 ° per 45/50 minuti (prova stecchino fondamentale per verificare la cottura interna).

L'impasto nel Bimby
L’impasto nel Bimby
La prima colata di impasto con gli amaretti pucciati sopra
La prima colata di impasto con gli amaretti pucciati nel latte sopra
Gli amaretti ricoperti di cioccolato
Gli amaretti ricoperti di cioccolato
Siccome qualche amaretto mi era avanzato io poi l'ho nuovamente sbriciolati sul cioccolato...
Siccome qualche amaretto mi era avanzato io poi l’ho nuovamente sbriciolati sul cioccolato…
La seconda metà dell'impasto, versata sul tutto
La seconda metà dell’impasto, versata sul tutto
La torta cotta
La torta cotta

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Stra-torta di mele

Questa ricetta l’ho vista invece su GZ, precisamente da CuciniAmo con Chicca, con un nome evocativo come “torta di mele strepitosa”. E visto che avevo un sacco di mele da investire, mi sono subito cimentata. L’unico “problema” è stato che la mia teglia a cerniera è da 28 cm e quindi ho dovuto incrementare le dosi per ottenere una bella tortozza alta e libidinosa. Operazione comunque riuscita : )

Ingredienti:

1,2 kg mele tagliate a fettine e lasciate macerare nel succo di limone

4 uova

200 g zucchero

Cannella, zenzero, cardamomo a piacere

2 cucchiai rum

1/2 bicchiere latte

75 g burro fuso

1 pizzico sale

1 scorza di limone grattugiata

270 g farina

1 bustina lievito

Zucchero a velo per finire

Io ho iniziato aprendo il forno a 180 gradi ventilati e pelando il limone, spremendone il succo per poterlo poi versare sulle mele tagliate a fettine.

Ho quindi frullato zucchero e scorza di limone, aggiunto le uova, le spezie, il latte, il rum e il burro fuso con il pizzico di sale e solo in ultimo la farina e il lievito.

Ho rivestito la mia teglia con carta da forno bagnata e strizzata e ci ho rovesciato dentro, senza complimenti, le mele macerate; su queste ho versato l’impasto e infornato a forno caldo per 55 minuti. Ce ne poteva stare qualcuno di più, ma anche così la torta risulta cotta, con una piacevole consistenza budinosa, data dall’alta densità di mele.

Ho atteso che raffreddasse un pochino e spolverato con lo zucchero a velo.

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Le mele macerate, accomodate nella teglia
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L’impasto distribuito sulle mele

 

Torta morbida con curd all’arancia

Ero in montagna, sola* e sconsolata, causa marito assente a divertirsi sulle piste e causa ormai prossima fine delle ferie, quando all’improvviso mi son ricordata che il giorno successivo sarei andata alla festa di mio nipote e avevo tutta una giornata davanti per sfruttare adeguatamente la scarsa attrezzatura montana. Potevo forse presentarmi a mani vuote?! Giammai.

Mio nipote tuttavia soffre di uno strano disturbo che lo rende indifferente, se non avverso al cioccolato fondente (tutto il contrario del fratello, strano a dirsi!), per cui ho dovuto inventare qualcosa che sfruttasse altri aromi. Fortuna che avevo ancora qualche arancio dell’orto suoceresco che mi è caduto a fagiuolo. Certo, cioccolato e arancia sarebbe stata una figata pazzesca, ma… Pazienza. Magari un giorno troveranno una cura.

Per realizzare la torta, mi sono ricordata della tre-strati che già avevo provato a suo tempo dal sito di La Cuoca Dentro, arrangiandola per i miei scopi agrumeschi sostituendo la marmellata di albicocche con un curd all’arancia espunto dal sempre valido Misya e utilizzando, per l’involucro frolloso, la collaudata ricetta Bimby, da applicare per una volta, senza Bimby.

‘* cioè sola adesso non lo sono mai, aspettando due marmocchi, ma per intendersi

Quindi, per venire agli ingredienti (per una teglia alluminio usa e getta da 28 cm):

Per la base:
300 g di farina
2 uova
100 g di zucchero
100 g di burro
1 scorza di arancia grattugiata

Per l’orange curd:
succo di 2 arance e scorza di 1 (l’altro l’avevo messo nella frolla…)
100 g di zucchero
2 uova
50 g di burro

Per il composto morbido**:
125 g burro
125 g zucchero a velo
2 uova
60 g farina 00
60 g fecola di patate
1 scorza di arancia
1 bustina di lievito

Zucchero a velo per guarnire

** Per una teglia di queste dimensioni, avrei dovuto farne di più: purtroppo non avevo ingredienti a sufficienza, ma se qualcuno volesse cimentarsi, consiglio di aumentare la dose del 50% e usare un tegame con i bordi alti.

Procedimento:
Per prima cosa ho fatto la frolla, impastando a manina farina, burro, zucchero e uova con la scorza di arancia grattugiata. Ho appallottolato e messo in frigo intanto che cuocevo il

Curd all’arancia: ho spremuto le arance e le ho messe con lo zucchero, le uova sbattute e la zesta a bagnomaria, finché il composto non si è rappreso. Per finire, ho quindi integrato il burro a tocchetti e lasciato raffreddare. Non serve mettere la pellicola a contatto, in quanto il curd, che non contiene latte, non fa pellicina.

Ho ripreso la frolla e l’ho stesa, usando una bottiglia di vetro come mattarello, nel tegame di alluminio usa e getta, forellando il fondo con i rebbi di una forchetta.

Da ultimo, ho  lavorato burro e zucchero del composto morbido, aggiungendo poi gradualmente le uova, la farina, la fecola, altra scorza di arancia e la bustina di lievito.

Per assemblare, ho quindi versato nel tegame contenente la frolla stesa e bucherellata, prima il curd, poi il composto morbido e ho infornato il tutto a 180° per 40 minuti. Sarebbero forse dovuti essere un pochino di più, ma il risultato è stato comunque soddisfacente.

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Lemon tart

Il “problema” di Pinterest è che in bacheca mica ti appaiono solo cose italiane che hanno il loro chiaro sistema di riferimento metrico-decimale… Anzi: facilmente quando si materializzano dolci porcosi che una persona intimamente golosa non vede l’ora di realizzare, sono ricette statunitensi o russe che pesano in cups, once, stick. Che uno dice: e vabbè, fai la conversione una volta e poi funziona sempre uguale, no? No. Perché una cup di burro (226,8 g) non ha lo stesso peso di una cup di farina (125 g). Mannaggia a loro. Grazie all’Internet, ci sono un sacco di motori di conversione (tipo Traditional Oven, per citarne uno) che fanno il lavoro sporco e aiutano a tradurre da tazze e altre misure esoteriche nei cari vecchi grammi per poter realizzare dolci porcosi internazionali.

Nasce così questa Lemon tart, pintereggiata e a quel punto avidamente desiderata, dal blog Tasteandtell e più precisamente da qui.

(Tradotta in grammi, usando una teglia da 26 cm)
Per la crosta:
70 g zucchero a velo
250 g farina 00
170 g burro

Per il ripieno limonoso:
4 uova
300 g zucchero
1 buccia di limone
1 buccia di arancia
75 g burro sciolto
245 g succo di limone (per me troppo: ne avevo solo 170 g e a mio gusto sono sufficienti)

Per guarnire: zucchero a velo

Ho acceso il forno a 170° ventilato.
Poi, ho frullato lo zucchero con una bacca di vaniglia secca che avevo lì, ma non è fondamentale: l’importante è che sia zucchero a velo. L’ho lavorato nel Bimby a vel. 6 con la farina e il burro tagliato a tocchetti per 30 sec. Tempo di ottenere una massa abbastanza sbriciolosa che ho calato nella teglia di alluminio, rivestita con carta da forno, e appiattito con le mani per ottenere uno strato più o meno omogeneo e, spingi qui, sciacca là, un bordino. Ho riposto il tegame in frigo intanto che mi dedicavo al ripieno. Ho spremuto 3 limoni e grattugiato le scorze che ho infilato nel Bimby con lo zucchero e le uova a vel. 6 per 40 sec. Intanto, scioglievo al microonde il burro.
Quindi, altro giro altro regalo del succo di limone con il burro, dopodiché ho versato il ripieno nella crosta estratta dal frigo e infornato per 30 minuti circa. Ce ne poteva stare forse qualcuno di più.
Ho spolverato con zucchero a velo e degustato tiepida: notevolmente limonosa!

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