Cuor di pera

Ieri stavo cercando ricette utili per far andare uno yogurt ormai prossimo alla scadenza. Mi ero così imbattuta nella frolla di yogurt e già mi si erano abbastanza illuminati gli occhi perché l’idea mi garbava assai. Poi mi si è palesato un problemuccio: la cronica assenza di farina 00 in questa casa. Così, ecco far capolino nella mia testa l’idea della torta rustica, con farina di farro e grano saraceno. Poi ho visto questa e ho deciso che DOVEVO fare una “crostata” con la frolla allo yogurt nello stampo da gugelhopf. E come ripieno, cosa, se non pere e cioccolata? ‘Na roba da sbrano.

Così, un po’ a tentoni, ecco la mia ricettina, per uno stampo di diametro 18 cm:

Ingredienti per la “frolla”:
300 g farina farro+grano saraceno
150 g farina avena integrale
scorza di 1 arancia
1 cucchiaino cacao
1 presa di sale*
150 g zucchero di canna
8 g lievito
cannella
150 g yogurt
1 uovo

Ingredienti per il ripieno:
2 pere abate
1 noce di burro
1 cucchiaio zucchero di canna
cannella a profusione
1 cucchiaio arancino
1 cucchiaio gocce di cioccolato

*Piccola nota personale: io trovo che il pizzico di sale nei dolci ci stia sempre bene, però in questo caso forse a posteriori l’avrei omesso perché la farina di avena integrale e quella di grano saraceno sono già un po’ sapide di loro, con un caratteristico retrogusto amarognolo che il sale esalta, ma che nel dolce a mio avviso non si coniuga benissimo.

Come prima cosa ho preparato l’impasto unendo a tutti gli ingredienti secchi (farine, spezie/aromi, zucchero, lievito e cacao) quelli umidi (yogurt e uovo). Ho appallottolato, fasciato nella pellicola e riposto in frigo; nel frattempo mi sono dedicata al ripieno.

Ho tagliato le due pere a tocchi abbastanza grandi e le ho passate nel wok con una noce di burro, il cucchiaio di zucchero, ho sfumato il tutto con l’arancino e poi insaporito con la cannella. Ho lasciato asciugare il tutto, in totale avrò cotto la frutta una ventina di minuti; dopodiché ho lasciato intiepidire. A questo punto ho acceso il forno, ventilato, a 180°.

Nel frattempo ho ripreso due terzi dell’impasto che era abbastanza “sudato” e l’ho steso a foderare bene su tutti i lati lo stampo imburrato e infarinato. Ho quindi riempito con le pere, distribuito un po’ di gocce di cioccolato sulla superficie e chiuso con l’impasto rimanente.

Ho bucherellato la superficie della torta, infornato e fatto cuocere per una trentina di minuti.

L’impasto, abbastanza secco e “sudato”
Lo stampo foderato
Le pere caramellate
Il ripieno nel tegame
Il ripieno finito con le gocce di cioccolato
E chiuso
A cottura ultimata

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Linzer Torte

Questa torta nasce per adulazione. Un conoscente mi “sfida” a fare il reverse enngineering di una torta gustata in Alto Adige e di cui mi mostra una foto. E io “AHA! Questa è una Linzer coperta!”. E lui: dimostramelo. E io, certo.

Così, eccola qui. Dopo varie ricerche, decido di affidarmi a chefkoch.de: ci si deve arrangiare con translate, ma visto che l’originale è austriaco, un sito in tedesco mi sembra una fonte relativamente affidabile. E non so quanto sia simile all’originale, ma posso solo dire che l’impasto crudo e il dolce cotto sono qualcosa di paradisiaco. Per la marmellata, ho scelto la mirtillo rosso e la ribes nero del Baule Volante: in teoria va bene anche quella di lamponi. Con queste dosi a me sono usciti due stampi usa e getta di stagnola: uno tondo di diametro 27 cm e uno rettangolare 13×10 (in quello rettangolare ho effettuato una copertura completa, come nella torta della foto vista).

Ingredienti:
250 g nocciole tritate
1 stecca di vaniglia
250 g zucchero
4 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella
1 zesta di limone
noce moscata
zenzero
cardamomo
2 cucchiai di cacao
220 g farina
30 g farina di farro e grano saraceno
1 presa di sale
4 cucchiai di Kirsch (io non lo avevo, ho usato il Maraschino)
250 g burro
1 uovo
1 vasetto di marmellata di ribes o lamponi (il mio era da 280 g)

Finitura:
Zucchero a velo
Mandorle a scaglie*
latte e uovo da spennellare*
* io li ho omessi

Io come prima cosa ho frullato le nocciole con la vaniglia, poi di nuovo ho frullato con lo zucchero e le spezie. Quindi ho aggiunto gli ultimi ingredienti secchi (farina, sale e cacao) e rimescolato, per poi integrare gli ingredienti umidi: liquore, burro e uovo. Ho lavorato molto poco (troppo: il burro, tedesco di ottima qualità, non mi si è distribuito uniformemente, ma pazienza!), appallottolato, ricoperto di cellophane e riposto l’impasto una notte in frigo.

Al mattino, ho aperto il forno a 180° ventilato, steso l’impasto (assaggiandolo a più riprese perché è qualcosa di fenomenale), forellato il fondo, ricoperto di marmellata e finito con le striscioline (l’altro contenitore, quello rettangolare l’ho coperto integralmente). Ho quindi infornato per 35 minuti. Strepitosa!

L’impasto appallottolato, pronto per il frigo
Il fondo steso e forellato; si nota la screziatura del burro non perfettamente distribuito nell’impasto
La “crostata” finita

A cottura ultimata
Finita con lo zucchero a velo; in teoria ci sarebbero volute mandorle a scagliette intorno al bordo
La fetta

Pan d’arancio Bimby, variazione light sul tema

La ricetta del pan d’arancio me l’ha segnalata mia sorella: io ero onestamente scettica, perché dopo anni che quando sbuccio gli agrumi sto attenta a non intaccare la parte bianca che è amara ecc. ecc., l’idea di trovarmi a fare una torta con anche l’albedo mi lasciava un po’ perplessa.

In realtà l’amarognolo che sospettavo si sarebbe sentito, è effettivamente presente, ma non invasivo e quasi piacevole (un po’ come la marmellata di arance amare o di chinotto). Per stemperare quelle note, io ho servito la torta calda con una pallina di gelato alla vaniglia e una spruzzata alla cannella (non ho foto del piatto completo, ma ci stava da dio), ma anche così “plain and simple” è godibilissima.

In verità poi, causa mancanza di ingredienti, non ho seguito la ricetta che mi aveva segnalato mia sorella, ma un’altra, trovata pintereggiando, che mi ispirava in quanto realizzata con poche uova (2 invece che 3, rispetto alle altre ricette), farina integrale, zucchero di canna e poco olio e niente burro. Un’altra ricetta light, insomma, adatta a questo mio periodo quaresimale in cui sto faticosamente cercando di imbrigliare (senza riuscirci) i demoni della golosità per rientrare nella taglia pre-gravidanza.

Ovviamente anche di questa ricetta di Mani, amore e fantasia non potevo realizzare fedele copia dell’originale, per cui ho integrato l’impasto con un po’ di cacao per una versione marmorizzata di effetto scenico. La mia teglia era di quelle di stagnola usa e getta (che in realtà io sto riciclando tantissimo, ma questa è deformazione zeneize) da 27 cm, ma la ricetta è data per dimensioni meno generose e a mio avviso la resa in effetti è migliore se rimane un po’ più alta e sofficiosa, per cui raccomando di seguire le indicazioni di Mani, amore e fantasia e utilizzare tegami da 24 o 26 cm di diametro.

Ingredienti:
1 arancia intera (le mie erano piccole piccole, ne ho messe 2)
20 g olio EVO
250 g yogurt alla vaniglia
200 g zucchero di canna
2 uova
200 g farina integrale
100 g fecola di patate
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico sale

Per l’impasto al cacao (un po’ meno di metà)
15 g cacao
25 g latte

Finitura
Zucchero a velo per spolverizzare
oppure marmellata di arance a piacere
oppure, come me, pallina di gelato alla vaniglia Bourbon con spolverata di cannella servita su fetta calda (SBAV!)

La ricetta si può realizzare anche con comuni frullatori, ma io ho il Bimby: chi me lo fa fare di usare il frullatore?! Come prima cosa, ho acceso il forno, ventilato, a 180°. Dopodiché ho frullato l’arancia (nel mio caso 2, perché sono dell’orto dei miei suoceri e sembrano dei mandaranci come dimensioni), che ho tagliato in sezioni orizzontali per verificare che non vi fossero nocciolini dentro, per 30 sec. vel. 6-9. Poi ho aggiunto olio, yogurt e zucchero: altri 30 sec. vel. 6. Poi le uova: indovinate? 30 sec. vel. 6. Quindi farina integrale, fecola, sale e lievito: sempre 30 sec. vel. 6.

Ho rifasciato il tegame scelto e versato a occhio un po’ più di metà impasto. Ho quindi aggiunto nel boccale del Bimby il cacao e il latte e amalgamato gli ingredienti 15 sec. vel. 6. Ho quindi versato a cucchiaiate l’impasto scuro su quello chiaro e passato poi il cucchiaio a zigzag sulla superficie della torta per creare l’effetto marmorizzato. Infine ho cotto per 50 minuti.

L’impasto al cacao versato a cucchiaiate su quello chiaro
Il risultato a crudo del passaggio col cucchiaio
Il risultato a cottura ultimata

Plumcake e muffin senza burro, ma soprattutto con pochi sensi di colpa

Dunque, venerdì ho la visita dal nutrizionista. Che mi insulterà, ma fa lo stesso. Il punto è che non vorrei arrivarci coi sensi di colpa, ergo mi sono fatta un dolce da colazione che più dietetico è veramente difficile. Perché mi sono fatta un dolce ora che sono da sola con due bimbi di 10 mesi, ho anche tutta casa da pulire e pure la visita dal nutrizionista a breve? Semplice: perché in frigo avevo ben 3 yogurt scaduti (di una nota marca anche caruccia) e degli albumi che se non li cucinavo oggi, uscivano da soli e andavano a conquistare il mondo. Daje, plumcake!

Scorrendo un po’ il mio wall su Pinterest ho trovato delle ricette interessanti, ma tutte prevedevano l’uso di sole uova intere e non mi son fidata a riadattarle senza o quasi. Alla fine ho optato per una ricetta vista e piaciuta su Misya a cui però ho operato qualche modifica: as usual, insomma, ho fatto di testa mia alla fine.

Con questo quantitativo di impasto, ho ottenuto un plumcake ospitato da uno stampo classico 25×11 e 7 pirottini da muffin (5 piccoli e 2 più grandi di quelli di stagnola usa e getta).

Ingredienti:
130 g albumi (circa 4)
1 pizzico sale
1 punta di cucchiaino aceto di mele
1 uovo
150 g zucchero
100 g olio di semi
370 g yogurt
1 zesta di arancia grattugiata
330 g farina integrale
1 bustina di lievito

Ho montato a neve ferma i bianchi con un pizzico di sale e un pochino di aceto di mele e messo da parte. Ho quindi sbattuto il mio unico uovo intero con lo zucchero e integrato poi olio, yogurt, zesta e in ultimo farina e lievito. Al composto ho quindi incorporato delicatamente gli albumi montati e versato negli stampi fasciati con carta da forno, laddove necessario.

Ho cotto a 180° ventilato: i muffin piccoli 15 minuti, quelli medi (avevo dei pirottini di stagnola un po’ più grandi) 22 minuti e il plumcake 50 minuti. Ho sempre fatto comunque la prova stecchino.

L’impasto prima della colatura negli stampi

Cheesecake senza cottura fichi e sciroppo d’acero – il dolce del caldo atroce

Torno al pc dopo mesi di assenza dovuti a due ottime ragioni di distrazione che adesso hanno 5 mesi e quindi oramai son dei vecchietti e la loro anzianità mi consente, di quando in quando ora, di tornare a spignattare e a postare per non dimenticarmi poi le ricette. Per questa non ho un riferimento unico, nel senso che la base di biscotti ho visto che quasi tutti la fanno con una proporzione di 2 a 1 (il peso delle gallette – io ho usato quelle tipo Oro Saiwa a marchio Coop, ma sono persuasa che uno valga l’altro – va dimezzato per ottenere quello del burro) e la crema l’ho un po’ improvvisata: inizialmente pensavo di metterci solo ricotta e formaggio spalmabile, poi mi sembrava poca e ci ho ficcato dentro pure lo yogurt che tanto avevo perché me lo pappo al mattino.

Questa non è la prima torta che faccio a onor del vero: ne ho fatta una a ogni loro complemese, ma erano semplici, mentre questa, benché senza cottura, ha il suo porco perché. Anzi, ne ha diversi. Perché 1) nella base c’è il sale, mentre 2) nella crema ci stanno la vaniglia e lo sciroppo d’acero, che è pure nella salsa di finitura ai 3) goduriosissimi fichi; ‘na roba che se la vedesse il mio nutrizionista, mi costringerebbe a una dieta di sei mesi solo per smaltirne una fetta, ma hahahahah, caro dott., lo sappiamo entrambi che dopo il parto di dieta non se ne parla! E io me ne approfitto biecamente. : )

Il vantaggio impareggiabile di queste torte con la base di biscotti sbriciolati è che obiettivamente adesso accendere il forno sarebbe proprio da masochisti. E invece così si ottiene un bel dessert da golosastri, spesso e fresco, con un retrogusto vanigliato. Beh, ora basta approfittare dei nonni e bando alle ciance!

Per la base – teglia diametro 26 cm:
300 g biscotti tipo gallette
150 g burro
2 pizzichi di sale

Per la crema:
250 g ricotta
250 g formaggio spalmabile tipo Philadelphia
170 g yogurt greco alla vaniglia
1 bacca di vaniglia
50 g latte
3 fogli di colla di pesce
75 g sciroppo d’acero

Per la finitura ai fichi:
500 g fichi
2 fogli di colla di pesce
50 g sciroppo d’acero
1 bacca di vaniglia

Dunque, si parte con la base biscottata che è semplice semplice, rapida rapida: si frullano i biscotti, si scioglie il burro (io 1 minuto e mezzo al microonde), si aggiunge il sale e si amalgama bene il tutto. Col composto si fodera la teglia nella base e nei bordi premendo col dorso di un cucchiaio e si infila in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Nel frattempo si prepara la crema, prima lasciando a bagno la colla di pesce in acqua fredda per almeno 10 minuti, poi lavorando la ricotta con il formaggio spalmabile e lo yogurt, i semi ricavati dalla bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. Quindi si scaldano i due cucchiai di latte (io 30 secondi al microonde), si strizza la gelatina e la si scioglie nel latte che poi si aggiunge al composto formaggioso. Quando la crema è ben amalgamata, la si versa nello stampo e si livella, riponendo in frigo per altri 30 minuti.

Infine, si puliscono i fichi e si fanno cuocere (io 3 minuti al microonde) con i semi di una bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. A cottura ultimata, si frulla la composta con la gelatina ben strizzata e si versa sul composto per l’ultimo strato. A questo punto il dolce è terminato e lo si può consumare dopo un’oretta, però l’ideale è farlo con un giorno di anticipo, così si rassoda bene bene. Io per esempio, l’ho fatto venerdì pomeriggio per sabato a pranzo.

Torta californiana al cioccolato

Cos’avrà di californiano ‘sta torta me lo devono spiegare: forse il quantitativo di grassi dati dal giusto apporto di panna… Onestamente non so. So che la ganache di cioccolato sulla base cioccolatosissima la rende… Cioccolatoserrimissima? Devono inventarlo un vocabolo che esprima la cioccolatosità suprema di questo dolce. Eniuei, tornando a noi: ricetta espunta da qui!

Nota: a me due uova sembravano insufficienti per il mio stampo da crostata ribaltabile (tipo questo, per intenderci: quelli che hanno il solco) che ha diametro 28, per cui ho aumentato a 3, ma a posteriori penso che anche le dosi originarie potessero andare. La prossima volta proverò con 2.

Per l’impasto
3 uova
150 g di zucchero
105 g di burro fuso
150 g di farina 00
65 g di cacao in polvere
1 bicchiere di latte
2 cucchiaini di aceto
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaio di rum

Per la ganache
200 g di cioccolato fondente
200 ml di panna
2 cucchiai di miele

Frutta per decorare (a piacere: banane, lamponi, frutta secca…)

Accendere il forno a 180 °. Per l’impasto: fondere il burro (io uso il microonde) e lasciar raffreddare. Sbattere le uova con lo zucchero, quindi incorporare rum, burro, latte, cacao, farina, bicarbonato e aceto. Versare nella teglia e cuocere 30 minuti. Lasciare raffreddare, quindi capovolgere nel piatto di portata.

Sciogliere il miele con la panna sul fuoco, versare la panna calda sul cioccolato spezzettato (io normalmente lo fondo un po’ col microonde prima di versarsi sopra la panna) e amalgamare con cura. Lasciare raffreddare 10 minuti, quindi versare la ganache nell’incavo della torta.

Lasciare intiepidire e riporre in frigo.

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Anche qui non ho foto della fetta, essendo questa la torta di compleanno del mio nipotino settenne ed esendo quindi sopravvissuta a mala pena ai primi 10 minuti dal taglio durante la festa. Ma senz’altro avrò altre occasioni di immortalarla in quanto anche questa è stata molto apprezzata da tutto il parentado. E poi devo provarla con due uova… ; )

Torta pere e cioccolato Bimby

Esiste cosa più paradisiaca dell’accostamento pere e cioccolato? Si, probabilmente si: tipo lamponi e cioccolato. Anche bianco. Ma va beh, non volevo sminuire: pere e cioccolato è un cult che merita il giusto rispetto.

Ricetta scovata tra le ricette Bimby, ma applicabile anche in assenza del mezzo.

Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:
300 g zucchero
1 bacca vaniglia
5 uova intere
30 g miele
1 pizzico sale
300 g farina 00
1 bustina lievito
50 g olio di semi
100 g cioccolato fondente fuso
1 kg pere
Zucchero a velo di finitura (io non l’ho messo)

Come prima cosa ho acceso il forno e tagliato le pere (le mie erano 4: 3 le ho fatte a tocchi e 1 a fettine). Ho quindi frullato lo zucchero con la bacca di vaniglia. Poi ho inserito la farfalla e montato le uova con lo zucchero aromatizzato, il miele e il pizzico di sale 3 min. a vel. 4.

Ho quindi tolto la farfalla e aggiunto farina e lievito: 1 min. vel. 3. Infine ho inserito olio e cioccolato fuso al microonde: 30  sec. vel. 3.

Ho versato l’impasto nella teglia e distribuito sopra i tocchi di pera che ho poi fatto affondare usando il dorso di un cucchiaio: sopra a decorazione, ho disposto la pera a fette.

Ho infornato a 180 ° e cotto 50 minuti, ma avrei dovuto lasciarla un po’ di più: probabilmente ci stava tutta un’ora di cottura. La parte interna infatti mi si è un po’ afflosciata quando poi si è raffreddata. Di gusto è comunque eccezionale. : )

Le pere a tocchi affondate
Le pere a tocchi affondate
La decorazione prima della cottura
La decorazione prima della cottura
E dopo
E dopo

Non ho potuto immortalare la fetta in quanto questo dolce è finito poi a casa di amici dove mi sembrava poco simpatico dire: fermi tutti! Devo fotografare una fetta! ; )

Però ha avuto un tale successo (meritato, devo dire), che sicuramente la riproporrò più avanti a qualcun altro. Il mondo ha sempre bisogno di pere e cioccolato.