Plumcake e muffin senza burro, ma soprattutto con pochi sensi di colpa

Dunque, venerdì ho la visita dal nutrizionista. Che mi insulterà, ma fa lo stesso. Il punto è che non vorrei arrivarci coi sensi di colpa, ergo mi sono fatta un dolce da colazione che più dietetico è veramente difficile. Perché mi sono fatta un dolce ora che sono da sola con due bimbi di 10 mesi, ho anche tutta casa da pulire e pure la visita dal nutrizionista a breve? Semplice: perché in frigo avevo ben 3 yogurt scaduti (di una nota marca anche caruccia) e degli albumi che se non li cucinavo oggi, uscivano da soli e andavano a conquistare il mondo. Daje, plumcake!

Scorrendo un po’ il mio wall su Pinterest ho trovato delle ricette interessanti, ma tutte prevedevano l’uso di sole uova intere e non mi son fidata a riadattarle senza o quasi. Alla fine ho optato per una ricetta vista e piaciuta su Misya a cui però ho operato qualche modifica: as usual, insomma, ho fatto di testa mia alla fine.

Con questo quantitativo di impasto, ho ottenuto un plumcake ospitato da uno stampo classico 25×11 e 7 pirottini da muffin (5 piccoli e 2 più grandi di quelli di stagnola usa e getta).

Ingredienti:
130 g albumi (circa 4)
1 pizzico sale
1 punta di cucchiaino aceto di mele
1 uovo
150 g zucchero
100 g olio di semi
370 g yogurt
1 zesta di arancia grattugiata
330 g farina integrale
1 bustina di lievito

Ho montato a neve ferma i bianchi con un pizzico di sale e un pochino di aceto di mele e messo da parte. Ho quindi sbattuto il mio unico uovo intero con lo zucchero e integrato poi olio, yogurt, zesta e in ultimo farina e lievito. Al composto ho quindi incorporato delicatamente gli albumi montati e versato negli stampi fasciati con carta da forno, laddove necessario.

Ho cotto a 180° ventilato: i muffin piccoli 15 minuti, quelli medi (avevo dei pirottini di stagnola un po’ più grandi) 22 minuti e il plumcake 50 minuti. Ho sempre fatto comunque la prova stecchino.

L’impasto prima della colatura negli stampi

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Crostata ricotta e amaretti Bimby – 70 anni di suocera

Mi sono lambiccata a lungo (forse addirittura 5 minuti, sommando tutte le pause a cui mi costringono le bestie di seitan che ho generato) prima di decidermi a fare questa torta, vista su formineemattarello.

70 anni sono un traguardo importante per una neononna, volevo una cosa memorabile, ma non troppo complicata perché… beh, semplicemente: non ho tempo!

Così mi son data a una crostata, anche se per me è un dramma, nel senso che la frolla tipicamente non riesco a stenderla, non mi sta insieme e ogni volta è un macello, ma va beh. Rimane un dolce buono e relativamente rapido. Diciamo che oltretutto stavolta forse sarebbe andata più liscia se avessi avuto della banale 00 in casa, ma io no: io ho solo farina con W200 o integrale, se no non sto tranquilla. Così mi sono ulteriormente incasinata la vita, ma pazienza: alla fine il risultato è stato molto apprezzato.

Ho apportato delle lievissime modifiche all’impasto originale perché avevo dell’uvetta fatta in casa di cui sbarazzarmi (e quindi ce l’ho ficcata) e perché non avevo ricotta a sufficienza, integrata con dello yogurt. La frolla è parecchia: io ne ho ricavato, oltre alla copertura, anche dei biscottini da servire con il tè.

Per uno stampo da 26 cm di diametro

Per la frolla
500 g farina (per me un mix tipo 2 e farina Petra)
190 g zucchero
250 g burro
1 uovo
3 tuorli
1/2 cucchiaino di lievito
1 buccia grattugiata di limone
1 pizzico di sale

Per il ripieno
250 g ricotta
120 g yogurt alla vaniglia
100 g zucchero
1 uovo
1 tuorlo
50 g amaretti frullati
50 g amaretti sbriciolati grossolanamente
20 g uvetta
30 ml rum

Tuorlo per spennellare + burro e farina per il tegame

Ho lavorato gli ingredienti della frolla con il Bimby 30 sec. vel. 6, dopodiché ho appallottolato il tutto e messo in frigo per un paio d’ore.

Nel frattempo, ho messo l’uvetta a riprendersi nel rum. Trascorso il paio d’ore, ho acceso il forno a 160° e iniziato a frullare, sempre nel Bimby (che non avevo lavato) gli amaretti. Ho quindi aggiunto la ricotta, lo yogurt e le uova, vel. 4. Infine ho amalgamato l’uvetta con il rum.

Ho quindi imburrato e infarinato una teglia di alluminio di quelle usa e getta e l’ho foderata con la base di frolla. Ho forellato il fondo, riempito con il ripieno, disposto alcuni amaretti interi e altri sbriciolati grossolanamente, e rivestito il tutto con la frolla tagliata con delle formine a stella. Ho quindi spennellato il tutto con del tuorlo e infornato per quasi un’ora.

 

Cheesecake senza cottura fichi e sciroppo d’acero – il dolce del caldo atroce

Torno al pc dopo mesi di assenza dovuti a due ottime ragioni di distrazione che adesso hanno 5 mesi e quindi oramai son dei vecchietti e la loro anzianità mi consente, di quando in quando ora, di tornare a spignattare e a postare per non dimenticarmi poi le ricette. Per questa non ho un riferimento unico, nel senso che la base di biscotti ho visto che quasi tutti la fanno con una proporzione di 2 a 1 (il peso delle gallette – io ho usato quelle tipo Oro Saiwa a marchio Coop, ma sono persuasa che uno valga l’altro – va dimezzato per ottenere quello del burro) e la crema l’ho un po’ improvvisata: inizialmente pensavo di metterci solo ricotta e formaggio spalmabile, poi mi sembrava poca e ci ho ficcato dentro pure lo yogurt che tanto avevo perché me lo pappo al mattino.

Questa non è la prima torta che faccio a onor del vero: ne ho fatta una a ogni loro complemese, ma erano semplici, mentre questa, benché senza cottura, ha il suo porco perché. Anzi, ne ha diversi. Perché 1) nella base c’è il sale, mentre 2) nella crema ci stanno la vaniglia e lo sciroppo d’acero, che è pure nella salsa di finitura ai 3) goduriosissimi fichi; ‘na roba che se la vedesse il mio nutrizionista, mi costringerebbe a una dieta di sei mesi solo per smaltirne una fetta, ma hahahahah, caro dott., lo sappiamo entrambi che dopo il parto di dieta non se ne parla! E io me ne approfitto biecamente. : )

Il vantaggio impareggiabile di queste torte con la base di biscotti sbriciolati è che obiettivamente adesso accendere il forno sarebbe proprio da masochisti. E invece così si ottiene un bel dessert da golosastri, spesso e fresco, con un retrogusto vanigliato. Beh, ora basta approfittare dei nonni e bando alle ciance!

Per la base – teglia diametro 26 cm:
300 g biscotti tipo gallette
150 g burro
2 pizzichi di sale

Per la crema:
250 g ricotta
250 g formaggio spalmabile tipo Philadelphia
170 g yogurt greco alla vaniglia
1 bacca di vaniglia
50 g latte
3 fogli di colla di pesce
75 g sciroppo d’acero

Per la finitura ai fichi:
500 g fichi
2 fogli di colla di pesce
50 g sciroppo d’acero
1 bacca di vaniglia

Dunque, si parte con la base biscottata che è semplice semplice, rapida rapida: si frullano i biscotti, si scioglie il burro (io 1 minuto e mezzo al microonde), si aggiunge il sale e si amalgama bene il tutto. Col composto si fodera la teglia nella base e nei bordi premendo col dorso di un cucchiaio e si infila in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Nel frattempo si prepara la crema, prima lasciando a bagno la colla di pesce in acqua fredda per almeno 10 minuti, poi lavorando la ricotta con il formaggio spalmabile e lo yogurt, i semi ricavati dalla bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. Quindi si scaldano i due cucchiai di latte (io 30 secondi al microonde), si strizza la gelatina e la si scioglie nel latte che poi si aggiunge al composto formaggioso. Quando la crema è ben amalgamata, la si versa nello stampo e si livella, riponendo in frigo per altri 30 minuti.

Infine, si puliscono i fichi e si fanno cuocere (io 3 minuti al microonde) con i semi di una bacca di vaniglia e lo sciroppo d’acero. A cottura ultimata, si frulla la composta con la gelatina ben strizzata e si versa sul composto per l’ultimo strato. A questo punto il dolce è terminato e lo si può consumare dopo un’oretta, però l’ideale è farlo con un giorno di anticipo, così si rassoda bene bene. Io per esempio, l’ho fatto venerdì pomeriggio per sabato a pranzo.

Asado al vino

Ricetta del marito!

Ingredienti:

4  fette di Asado

4 patate

150 gr champignons

1 scalogno

4 foglie alloro

erba cipollina fresca

250 ml vino rosso

olio evo

sale

pepe

peperoncino in polvere (cayenna)
Procedimento

Tagliare a rondelle lo scalogno e porre a colorare con l’olio in una casseruola larga assieme all’alloro e all’erba cipollita tagliata a pezzi a fuoco minimo.

Dopo circa 30 minuti (comunque non prima sia colorata e gelatinosa), alzare la fiamma e aggiungere le fette di carne, facendole scottare 1 minuto a lato.

Coprire con il vino (non completamente, l’importante è che siano ben immerse) e far iniziare la cottura a fuoco minimo con coperchio.

Nel frattempo preparare i funghi a fettine e avviare la prima cottura alle patate: tagliarle a pezzi grandi (da una patata, circa 6 pezzi) e cuocere (in padella o crisp) fino a dar loro una iniziale rostura. In questo caso, il consorte ha usato la funzione CRISP del microonde e fatto cuocere a tegame caldo 6 minuti.

Controllando che il liquido nella casseruola sia sempre adeguato, lasciare cuocere per circa una 30ina di minuti la carne girandola di tanto in tanto, di modo che sia sempre bene a contatto con il vino; aggiungere quindi funghi e patate, spolverare di pepe nero e un cucchiaio di peperoncino e cuocere ancora 1 ora, sempre coperto e sempre a fiamma minima. In caso di scarsità di liquido integrare ancora un po’ di vino e acqua (metà e metà).

Totani impeperonati in pentola a pressione

Ricetta del maritino.

Ingredienti:

3 peperoni (2 gialli, 1 rosso)

500 g totani

olio evo

mezza cipolla

1 rametto di rosmarino

1 bicchiere di vino bianco

2 foglie di alloro

un mazzetto di erba cipollina

peperoncino

rafano (polvere)
procedimento:

tagliare finemente la cipolla e rosolare assieme all’erba cipollina e all’alloro in olio a fiamma minima per circa 30 minuti in pentola a pressione scoperta.

Intanto, pulire i totani (separando i tentacoli dal corpo) e i peperoni (da tagliare a pezzi).

Dopo i primi 25 minuti, aggiungere i tentacoli tagliati a pezzetti grossolani e lasciare andare a fuoco minimo.

Tagliare i corpi dei totani a metà per il lungo ed eliminare la cartilagine. Aggiungere alla pentola i totani spostando sul fuoco più grande a fiamma viva per 30 secondi, quindi sfumare con il vino abbassando la fiamma.

Aggiungere il rosmarino (avendo spezzato il rametto in più parti).

Rosolare per alcuni minuti a fiamma bassa, insaporire con polvere di rafano e peperoncino (io ho usato il mio habanero, essiccato e polverizzato) e un bicchiere d’acqua.

Chiudere la pentola a pressione e cuocere 15 minuti dal fischio. Aprire, inserire i peperoni e riportare in temperatura per almeno 5 minuti dal fischio. 

Lasciare raffreddare a pentola chiusa, senza sfiatare.


Torta californiana al cioccolato

Cos’avrà di californiano ‘sta torta me lo devono spiegare: forse il quantitativo di grassi dati dal giusto apporto di panna… Onestamente non so. So che la ganache di cioccolato sulla base cioccolatosissima la rende… Cioccolatoserrimissima? Devono inventarlo un vocabolo che esprima la cioccolatosità suprema di questo dolce. Eniuei, tornando a noi: ricetta espunta da qui!

Nota: a me due uova sembravano insufficienti per il mio stampo da crostata ribaltabile (tipo questo, per intenderci: quelli che hanno il solco) che ha diametro 28, per cui ho aumentato a 3, ma a posteriori penso che anche le dosi originarie potessero andare. La prossima volta proverò con 2.

Per l’impasto
3 uova
150 g di zucchero
105 g di burro fuso
150 g di farina 00
65 g di cacao in polvere
1 bicchiere di latte
2 cucchiaini di aceto
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaio di rum

Per la ganache
200 g di cioccolato fondente
200 ml di panna
2 cucchiai di miele

Frutta per decorare (a piacere: banane, lamponi, frutta secca…)

Accendere il forno a 180 °. Per l’impasto: fondere il burro (io uso il microonde) e lasciar raffreddare. Sbattere le uova con lo zucchero, quindi incorporare rum, burro, latte, cacao, farina, bicarbonato e aceto. Versare nella teglia e cuocere 30 minuti. Lasciare raffreddare, quindi capovolgere nel piatto di portata.

Sciogliere il miele con la panna sul fuoco, versare la panna calda sul cioccolato spezzettato (io normalmente lo fondo un po’ col microonde prima di versarsi sopra la panna) e amalgamare con cura. Lasciare raffreddare 10 minuti, quindi versare la ganache nell’incavo della torta.

Lasciare intiepidire e riporre in frigo.

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Anche qui non ho foto della fetta, essendo questa la torta di compleanno del mio nipotino settenne ed esendo quindi sopravvissuta a mala pena ai primi 10 minuti dal taglio durante la festa. Ma senz’altro avrò altre occasioni di immortalarla in quanto anche questa è stata molto apprezzata da tutto il parentado. E poi devo provarla con due uova… ; )

Torta pere e cioccolato Bimby

Esiste cosa più paradisiaca dell’accostamento pere e cioccolato? Si, probabilmente si: tipo lamponi e cioccolato. Anche bianco. Ma va beh, non volevo sminuire: pere e cioccolato è un cult che merita il giusto rispetto.

Ricetta scovata tra le ricette Bimby, ma applicabile anche in assenza del mezzo.

Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:
300 g zucchero
1 bacca vaniglia
5 uova intere
30 g miele
1 pizzico sale
300 g farina 00
1 bustina lievito
50 g olio di semi
100 g cioccolato fondente fuso
1 kg pere
Zucchero a velo di finitura (io non l’ho messo)

Come prima cosa ho acceso il forno e tagliato le pere (le mie erano 4: 3 le ho fatte a tocchi e 1 a fettine). Ho quindi frullato lo zucchero con la bacca di vaniglia. Poi ho inserito la farfalla e montato le uova con lo zucchero aromatizzato, il miele e il pizzico di sale 3 min. a vel. 4.

Ho quindi tolto la farfalla e aggiunto farina e lievito: 1 min. vel. 3. Infine ho inserito olio e cioccolato fuso al microonde: 30  sec. vel. 3.

Ho versato l’impasto nella teglia e distribuito sopra i tocchi di pera che ho poi fatto affondare usando il dorso di un cucchiaio: sopra a decorazione, ho disposto la pera a fette.

Ho infornato a 180 ° e cotto 50 minuti, ma avrei dovuto lasciarla un po’ di più: probabilmente ci stava tutta un’ora di cottura. La parte interna infatti mi si è un po’ afflosciata quando poi si è raffreddata. Di gusto è comunque eccezionale. : )

Le pere a tocchi affondate
Le pere a tocchi affondate
La decorazione prima della cottura
La decorazione prima della cottura
E dopo
E dopo

Non ho potuto immortalare la fetta in quanto questo dolce è finito poi a casa di amici dove mi sembrava poco simpatico dire: fermi tutti! Devo fotografare una fetta! ; )

Però ha avuto un tale successo (meritato, devo dire), che sicuramente la riproporrò più avanti a qualcun altro. Il mondo ha sempre bisogno di pere e cioccolato.